È da circa un mese che su questo sito non veniva più approfondita la questione irrisolta tra Libia e Svizzera. Era un’omissione voluta, perché tutto andava male per il nostro Paese, ed ogni giorno la situazione deteriorava. Ora facciamo il punto della situazione: la Svizzera è ai piedi della scala. In questi intensi mesi di gaffes, scuse, ricatti, promesse non mantenute, dichiarazioni libiche inaffidabili, tutto e il contrario di tutto, il nostro Paese non ha davvero più argomenti, e nessuna Nazione amica disposta a dargli sostegno. Da quando poi la Svizzera ha ceduto all’Unione Europea (UE), ritirando la scheda Schengen di persone libiche indesiderate (pressione esercitata in particolare dalla “amica” Italia e dal suo ministro Frattini), il nostro Paese non ha più nessuna arma di ritorsione contro l’arroganza e le scorrettezze libiche. Qualche parlamentare a Berna chiede le dimissioni della ministra degli esteri Calmy-Rey, dopo che ella ha gestito l’affare assieme al senile collega Merz in maniera a dir poco folle. Intanto il cittadino svizzero Max Göldi resta in prigione, e gli hanno pure cambiato la prigione: l’hanno trasferito in una cella senza finestre e senz’acqua calda. Indecente l’atteggiamento dell’UE, che non ha neppure provato ad esercitare pressione su Tripoli per risolvere la vertenza, ed addirittura ha presentato le scuse alla Libia. Gheddafi ed il suo petrolio hanno vinto di nuovo…
Nei giorni scorsi il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, liberalone doc, ha sbattuto la porta ed è uscito in modo polemico da Idea liberale, gruppo senza statuti che raccoglie i pochi veri liberali ticinesi rimasti (nel senso che gli altri PLRT sono vicini alla sinistra). Si tratta per molti di un modo di agire incomprensibile, in quanto Giudici stesso era tra i promotori dell’iniziativa Idea liberale. Pare che il sindaco, dopo aver approvato insieme agli altri liberaloni un comunicato stampa critico nei confronti del presidente PLR Walter Gianora, si sia infuriato che lo stesso testo approvato sia stato trasmesso alla stampa e sia stato pubblicato dai media. Ci chiediamo come si faccia ad approvare il testo di un comunicato, per poi arrabbiarsi che il comunicato sia dato ai media. Se non si segue questa procedura non si chiamerebbe “comunicato”, bensì “testo ad uso interno, da non divulgare”.
Qualcuno ipotizza che Giudici abbia subito le pressioni dei massoni cui lui appartiene: parrebbe che anche Gianora faccia parte della loggia massonica di Giudici, e che i grandi maestri non abbiano gradito che due colleghi massoni si attacchino. Ma, se davvero le cose stanno così, allora Giudici si deve decidere: o fa il massone, o fa politica. Perché lui si è sempre definito libero e liberale, e questo dietro-front polemico (di tipo politico) non giova di certo alla sua immagine di uomo libero e di politico senza peli sulla lingua. Certo, non è facile gestire la cosa pubblica senza subire influenze e pressioni provenienti da ogni dove… Intanto l’Associazione Incontro Democratico, nato dall’unione tra radicali del PLRT e il PS finalmente pubblicamente a braccetto, va a gonfie vele: poveri liberali!
Al momento l’età più sfigata è senz’altro quella dei 12 anni di vita. Dovrebbe essere un’età ancora spensierata e giuliva. Di quelle che non tornano più e di quelle che precedono il periodo dei teen-ager (tra i 13 e i 19 anni), noto per le difficoltà e le crisi esistenziali della pubertà.
Invece di questi tempi i 12enni sono super-tartassati: per loro ancora il nuovo e recentissimo obbligo di ri-allacciarsi al seggiolino per i piccoli bambini in automobile, prescrizione che mette in crisi intere famiglie e che costerà un pacco di grana. L’acquisto di questi seggiolini per 12enni è infatti oneroso. E in più è difficile obbligare questi bambinoni a riutilizzare i seggiolini in auto, quando da anni non li usano più e quando il fratellino prenderà in giro il 12enne, più grande ma che come il piccolo deve usare il seggiolino!
Ma il bello viene adesso: hanno creato e lanciato la moda dei preservativi per 12enni! La solita campagna del cazzo (scusate il termine, ma in questo caso à appropriato) che ci vuole far credere che i 12enni non abbiano in mente nient’altro che il sesso, e che ci sensibilizza tutti a far usare a questi stalloni alle prime armi l’odiatissimo condom. Assurdo! Hanno prodotto il cappuccio per i 12enni, ovviamente più piccolo rispetto alle dimensioni dei normali preservativi. Sî, perché ovviamente un 12enne ha il pene ancora piccino, e quindi l’industria ha ideato il preservativo anche per questa tenera età. È davvero prioritario che la società insegni anche ai 12enni a indossare il preservativo. Le solite campagne balorde pagate coi soldi del contribuente! Come scriveva una lettrice sul Corriere del Ticino: è buffo pensare al bambino allacciato al seggiolino in auto con a disposizione un mini-preservativo!

l'isola dei pigroni
L’Isola dei famosi è forse l’unico vero reality televisivo, nel senso che i partecipanti al gioco realmente perdono peso e soffrono le pene dell’inferno per sopravvivere. I personaggi sono sempre molto pittoreschi: quest’anno lo scrittore Aldo Busi che insulta tutti dall’alto della sua infinita cultura, poi un tronista nuotatore che non sa parlare l’italiano, un culturista romano che non sa parlare nemmeno il romanesco, un rugbista che canta come un tenore vero, e tanti altri buffi partecipanti. Naturalmente le femmine sono quasi tutte belle e sexy, a parte una stagionatissima Sandra Milo, vero mostro sull’isola.
In questa edizione dell’isola, i naufraghi si distinguono soprattutto per litigi a squarciagola tra i maschi, ma soprattutto per la totale incapacità di organizzare la vita di gruppo e la gestione delle poche risorse presenti sull’isola del Nicaragua. I partecipanti per es. non riescono a tenere acceso il fuoco, che è necessario per cuocere il poco cibo a disposizione. A un certo punto, dopo infiniti litigi e ridicole discussioni in seguito all’ennesimo spegnimento del fuoco, hanno avuto un’idea brillante: creare dei turni, anche notturni, per tenere acceso il fuoco. INCREDIBILE: ci sono arrivati! Sono lì tutto il giorno a non fare niente, almeno coi turni di lavoro riempiono un po’ il tempo, che proprio non passa mai.
Dopo circa un mese di stenti, in seguito alla fame che gli consuma la poca pelle rimasta attaccata al corpo, i naufraghi scoprono la pesca, nel senso che dopo settimane di latitanza, provano almeno a pescare qualche pesce: non che ne peschino molti, ma almeno ci provano. Invenzione incredibile e geniale (in realtà niente di nuovo, già visto nelle passate edizioni): come esca infilzano nell’amo i paguri, specie di molluschi presenti sull’isola. Insomma, bastava guardare qualche puntata delle precedenti edizioni dell’Isola dei Famosi per “rubare” qualche trucco. Impara l’arte e mettila da parte. Intanto i partecipanti continuano a dimagrire…
Il Consiglio degli Stati ha approvato giovedì scorso un controprogetto diretto all’iniziativa UDC sull’espulsione dei criminali stranieri: si tratta di un testo più “soft” rispetto a quello dell’iniziativa consegnata e firmata da 200′000 cittadini. Nella Camera dei Cantoni si è discusso sull’opportunità o meno di mettere al voto anche l’iniziativa in questione, dato che il testo della stessa non rispetterebbe il diritto internazionale. I senatori hanno deciso di far votare pure l’iniziativa: il popolo dovrà quindi esprimersi sulle due proposte. Al di là del contenuto dei due testi (più incisivo quello dell’iniziativa UDC), interessante sapere che attualmente in Svizzera vengono espulsi dal Paese circa 350 criminali stranieri all’anno. In caso di accettazione del controprogetto si prevedono 800 rinvii all’anno, se dovesse essere votata l’iniziativa popolare verrebbero rispediti a casa circa 1′500 stranieri all’anno. Un bel numero di criminali cui faremmo volentieri a meno, non c’è che dire!!! Fino a pochi anni fa spesso contro i criminali stranieri veniva pronunciata una pena accessoria, oltre alla detenzione, quella dell’espulsione dal nostro Paese. Questa pena accessoria fu però abolita dai soliti buonisti, ed è diventato assai complesso espellere stranieri che commettono crimini gravi. L’iniziativa cercava allora di porre rimedio a questa mancanza, proponendo il rinvio al loro Paese di criminali stranieri che si macchiano di gravi reati, tra cui assassini, violentatori, e chi abusa delle nostre assicurazioni sociali. Indovina chi vuole tenere in Svizzera i criminali stanieri? La sinistra, diversi esponenti radical-chic dei partitoni, e chi non ha rispetto del codice penale svizzero e della pacifica convivenza. Molti giornalisti RSI hanno più volte criticato l’iniziativa UDC, asserendo che gli strumenti per l’espulsione degli stranieri delinquenti fossero già sufficienti.
Ha fatto scalpore la stesura della mappa dei pericoli che corre la Svizzera secondo i vertici militari: il capo dell’esercito elvetico André Blattmann ritiene che il nosto Paese sia circondato da potenziali pericoli che vengono dalle Nazioni confinanti. In effetti Francia, Italia, Spagna e Grecia soffrono di alta disoccupazione e secondo il nr.1 del nostro esercito dai nostri vicini potrebbero arrivare disordini sociali e rivolte, nonché migrazioni di massa che potrebbero invadere la Svizzera. (??) A dire la verità già veniamo invasi da decenni da falsi e veri rifugiati da ogni dove, e con gli accordi di Schengen ci siamo solo fatti tanto male; inoltre la libera circolazione delle persone ha portato decine di migliaia di lavoratori dell’Unione Europea che fregano il lavoro ai domiciliati svizzeri che poi finiscono disoccupati. Abbiamo però come l’impressione che il nostro esercito non sappia più definire quali sono i nostri veri nemici e quali potrebbero essere i pericoli che corre la Svizzera.
Una volta il potenziale pericolo arrivava dal blocco comunista, qualche anno fa fece scalpore l’esercitazione che vedeva come nemico il Kossovo e le altre Nazioni balcaniche. Ora ci siamo ridotti a trovare pericoli nei problemi sociali ed occupazionali dei Paesi UE, come se poi în Svizzera non avessimo già noi grossi problemi. Vedremo nei prossimi giorni quali spiegazioni fornirà Blattmann, magari ci convincerâ che l’esercito deve essere pronto a sedare rivolte oltre confine.
Di sicuro quando in molti chiedevano di usare le truppe per sorvegliare le nostre frontiere, le autorità federali e la maggioranza dei partiti trovava la proposta scandalosa. Ora, in mancanza di un vero pericolo, ci si inventa nuovi compiti per l’esercito. Deve comunque essere frustrante non avere più i nemici di una volta…
Siamo nel 2010 e finalmente la Chiesa ammette e si scusa, in pratica in tutti i Paesi del mondo, per gli atti di pedofilia di cui si sono macchiati i preti cattolici. C’è sempre stata una cortina densissima, per coprire questi crimini nei confronti dei bambini. Se ne è sempre parlato, ci sono sempre stati molti sospetti nei confronti di certi frati e sacerdoti cattolici, ma ovviamente la Chiesa ha sempre negato, e ha lavato i panni sporchi in casa propria: per esempio trasferendo preti sospetti in altre diocesi, ma senza denunciarli alla Magistratura, per evitare lo scandalo. Anche in Ticino abbiamo avuto i nostri casi di pedofilia, ultimo in ordine di tempo il prete di Gordola. Pure a livello svizzero si sta muovendo qualcosa, con circa 60 casi sospetti da verificare.
Negli Stati Uniti la Chiesa cattolica è praticamente fallita, perché in seguito alla denunce delle vittime e alle relative condanne dei preti pedofili, sono state pagate cifre esorbitanti per indennizzare le famiglie. In Germania e in Olanda in questi giorni fioccano le scuse da parte della Chiesa cattolica per i crimini commessi contro minorenni. In Italia, nelle trasmissioni tipo Le Iene o Striscia la Notizia, si denunciano casi di pedofilia e abusi sessuali da parte di frati e sacerdoti, con la Chiesa che cerca di minimizzare e di convincere le vittime a non denunciare i sospettati preti alla Magistratura.
Il punto è che p.es. nella Chiesa protestante i casi di pedofilia sono molto più rari. Il perché di questa differenza e semplice: i preti riformati si possono sposare e avere una vita sessuale e una famiglia. Anche la Chiesa cattolica dovrebbe perlomeno considerare la possibilità di concedere in futuro ai preti di avere una donna e formare una famiglia.
A Berna litigano aspramente tra Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati. La Camera dei Cantoni non vuole istituire una commissione parlamentare di inchiesta per fare piena trasparenza su ciò che è accaduto nel malaffare UBS (costato al contribuente 60 mia di franchi) e sull’agire dell’autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA): perché sono stati consegnati 285 dossier di clienti UBS alle autoritâ fiscali statunitensi nel febbraio 2008? La FINMA ha svolto correttamente il suo ruolo di sorveglianza prima e durante la crisi finanziaria? Questi solo alcuni dei quesiti da chiarire. È da un anno che si attende il rapporto della Commissione della gestione, ma ancora niente. Legittima pertanto la richiesta di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta per arrivarne ad una. Il contribuente non può più attendere, giustizia deve essere fatta e i responsabili devono pagare. Per ora il gruppo di lavoro non ha nemmeno convocato un rappresentante di UBS, e proprio in questi giorni Marcel Ospel dichiarava di essere a disposizione da tempo, ma che nessuno lo aveva ancora chiamato per ascoltarlo. Sembrerebbe davvero che qualcuno non abbia interesse a fare chiarezza… L’attenzione dell’opinione pubblica si sposta volutmente sul litigio politico
Hai capito l’assurdità? Da noi in Svizzera siamo indignati perché il solito pirla alle dipendenze di qualche banca copia su un CD i dati di conti e i nomi dei titolari, poi li vende allo Stato tedesco, il quale a sua volta persegue gli evasori e danneggia indirettamente gli istituti bancari elvetici che hanno sempre accolto i capitali di contribuenti tedeschi sottratti al fisco germanico. A Berna sono seguiti anche atti parlamentari di protesta, l’UDC addirittura denuncia la Germania per spionaggio economico. Insomma, un can-can incredibile, con la solita domanda: è giusto che uno Stato acquisti i nomi e i conti bancari, sottratti illegalmente, per poi perseguire i propri cittadini e recuperare le imposte? Un bel dilemma…
In realtà anche la Confederazione e diversi Cantoni hanno perseguito contribuenti elvetici che hanno evaso il fisco, con la stessa modalità del fisco tedesco, tanto criticato in Svizzera!!! Un paio di anni fa i nomi di presunti evasori svizzeri contenuti nel CD relativo a banche del Liechtentein, acquistato da Berlino, sono finiti nelle mani del fisco svizzero (nel senso che la Germania aveva passato alla Svizzera i nomi dei sospettati evasori). Il fisco elvetico si è poi attivato contro gli evasori svizzeri per recuperare le imposte sottratte; vi fu ricorso contro questo modo di agire, e il Tribunale Federale aveva legittimato il modo di procedere delle autorità fiscali!!! Capito il tutto? Noi critichiamo aspramente i tedeschi, e poi si scopre che in Svizzera è successa esattamente la stessa cosa: l’unica differenza è che la Confederazione non aveva acquistato i dati rubati, li aveva semplicemente ricevuti dalla Germania. Secondo noi la Svizzera si mette nella palta da sola… Non siamo credibili, e se già prima gli argomenti per difenderci dagli attacchi degli altri Stati erano pochini e il segreto bancario traballava, adesso siamo messi proprio male. Il segreto bancario non esiste più e noi abbiamo contribuito ad eliminarlo.

il presidente dell'associazione radical-socialista
Sono oramai decenni che resiste a fatica la convivenza tra i liberali e i radicali nel partito cantonale PLRT, partito interclassista che accoglie sia militanti di sinistra (radicali) che rappresentanti di destra (liberali). Negli ultimi anni se ne sono viste di tutti i colori per tenere insieme le due anime del partito: litigi, ricatti, guerre di potere e cadreghini, e tanto altro. Come ultimo atto PLRT il teatrino dell’elezione del nuovo presidente, l’ingegnere valligiano Walter Gianora. Se il neo-presidente Gianora aveva delle gatte da pelare per tenere unito il partito spaccato dai litigi, adesso si presenta un ulteriore grave problema: diversi radicali (come Ducry e Scacchi) si associano coi socialisti del Bertoli e del Barenco (ricordate, lo spettinato e bevuto cronista TSI da Berna) in un gruppo interpartitico dagli scopi poco chiari e si presentano pure in TV!! Cosa? Ma se da sempre vanno illudendo gli elettori che liberali e radicali sono uniti nel partito, uniti dai principi liberali e avanti con simili panzanate!
Si è infatti costituita l’Associazione Incontro Democratico (uellà, che nome altisonante nella Patria della democrazia, come se vivessimo in un regime totalitario dove i diritti umani vengono calpestati!), che vede insieme noti esponenti radicali e socialisti. L’intento del nuovo gruppo non ci è molto chiaro, se non la volontâ di discutere sui temi sociali (ma non si discute già abbastanza in Granconsiglio???), ma dimostra ancora una volta ai distratti che tra radicali e socialisti la differenza non è poi molta. Vedremmo male un’alleanza liberal-socialista, ma un’unione radical-sinistra la vediamo benissimo! Quando gli elettori PLRT di area liberale apriranno gli occhi? Come si fa a votare scheda liberale per mandare a Berna radical-socialisti come Dick Marty? Quando i liberali ne avranno veramente piene le tasche e si scinderanno dai radicali? Sarà interessante sentire i commenti del presidente Gianora: come fa un presidente ad accettare simili inciuci coi socialisti? Lo abbiamo detto più volte: la Svizzera è ostaggio della sinistra. E questa associazione ne è un palese esempio.