TSI: arrivano i giornalisti meridionali!

la TSI ignora i ticinesi e crea disoccupati
Più volte abbiamo riferito sul nostro sito lato-b l’indecente politica di assunzione del personale da parte della TV di Stato di Comano, ovvero la RSI (avete in mente? annoia-RSI, blaga-RSI, autoincensa-RSI): invece di prendere giornalisti ticinesi o perlomeno domiciliati, assumono italiani, oltretutto frontalieri che non spendono nemmeno un franco per un caffè in Ticino!! E con tutti i disoccupati che ci sono, vanno ad attingere dall’Italia! Coi soldi del contribuente, vergogna!
Fatto sta che, dopo qualche mese per spiegare ai nuovi assunti che da noi non si parla il napoletano o il calabrese, si cominciano a vedere e sentire i nuovi collaboratori italici in TSI. Venerdì scorso, nella trasmissione del Mammone Patti chiari, abbiamo gustato un servizio di un giornalista d’assalto con fortissimo accento meridionale. Insomma, ci sentivamo davvero tutti a casa nostra, sembrava di sentire un giornalista di RAI3-Sicilia. Complimenti ai vertici RSI, che oltre a produrre trasmissioni spesso demenziali, pagano stipendi agli stranieri, preferendoli agli svizzeri e creando disoccupazione. Bravi. E oltretutto ci tocca subire accenti meridionali…