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In Italia si svegliano: i cinesi sfruttano i propri connazionali

È notorio: gli imprenditori cinesi in Italia sfruttano i propri connazionali. Li fanno arrivare clandestini dalla Cina, e poi li sfruttano nelle ditte tessili in Italia. Stipendi da fame, orari schiavisti. A Prato (Toscana), dove vivono più di 30′000 cinesi e dove ci sono centinaia di ditte tessili gestite da cinesi, stanno svegliandosi: i poliziotti ispezionano le fabbriche alla ricerca di lavoratori clandestini e regolamenti del lavoro non rispettati. Risultato: decine di ditte chiuse, perché ovviamente sono impiegati clandestini, e ovviamente vigono orari lavorativi allucinanti. Tipico il lavoro notturno, che oltretutto disturba i vicini che vogliono dormire.

La domanda è: ma perché per anni hanno lasciato fare, e adesso si scagliano giustamente contro i cinesi che non stanno alle regole del lavoro che vigono in Europa? È chiaro, il sindaco era imprenditore tessile, e sicuramente non ha mai sopportato l’idea che i cinesi avessero prezzi bassi (facile, avevano schiavi ai propri servizi) e facessero chiudere le ditte degli imprenditori locali. Beh, meglio così. Indecente il fatto che nessuno abbia fatto nulla per decenni. Gli imprenditori cinesi intanto si lamentano per la chiusura della loro ditta e dicono “perché non ci fate lavorare?”. Di che far riflettere i sindacalisti nostrani che non vogliono permettere l’apertura domenicale dei nostri negozi (3 domeniche all’anno!)…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags:
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