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Università svizzere invase da professori e assistenti stranieri

5 gennaio 2010

Ha suscitato un polverone l’accusa dell’UDC zurighese di troppi professori tedeschi nelle università della città di Zurigo. Le polemiche ci sono, ma il problema sollevato c’è davvero: rispetto a qualche anno fa non solo vengono assunti molti più professori tedeschi, ma questi ultimi impongono anche l’assunzione di decine di assistenti tedeschi, portati dietro dalla Germania, lasciando a casa gli assistenti svizzeri! Questi sono i fatti. Se poi, come scrive oggi sul CdT il professore universitario di San Gallo Renato Martinoni, gli svizzeri si vendono male, sono troppo poco intraprendenti ecc ecc concordiamo: gli svizzeri si sottovalutano, sono timidi e troppo poco aggressivi, in particolare adesso che siamo invasi da impiegati esteri super-aggressivi, abituati ad una fortissima concorrenza.

Però resta il fatto che siamo invasi in ogni settore da dipendenti stranieri. Non è vero, come dice il professor Martinoni, che se cosi non fosse saremmo chiusi: nei decenni passati abbiamo sempre aperto alle teste pensanti straniere. Già in passato abbiamo sempre avuto tantissimi stranieri negli atenei svizzeri, motivo per il quale le nostre università sono sempre state considerate da tutti delle ottime accademie, aperte e aggiornate. Ma adesso si esagera: non è possibile tollerare che i professori stranieri impongano decine di posti di lavoro di assistentato a stranieri portati dietro da casa loro, e a discapito di decine di assistenti svizzeri, cui viene preclusa la carriera universitaria e la formazione post-laurea. Fenomeno questo notato in moltissime facoltà di universitâ e politecnici svizzeri. Insomma, la solita invasione, e non populismo di destra.

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