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Archivio per gennaio 2010

Il fratello della Canalis lascia 25′000.- di debiti in Ticino

31 gennaio 2010
La Betta ha un fratello un po' così

La Betta ha un fratello un po' così

La Canalis Elisabetta, ex-velina sarda, fa parlare di sè per la sua relazione sentimentale con Geroge Clooney, attore USA con villa sul lago di Como. Adesso invece parliamo del fratello: pare che Luigi Canalis, medico radiologo, abbia lasciato qualche debituccio in Svizzera: sembrerebbe che Canalis fratello della Elisabetta fosse stato assunto dall’Ente Ospedaliero Cantonale presso l’Ospedale Civico come radiologo. A parte il comportamento sul posto di lavoro, che pare fosse tutt’altro che efficiente e corretto, Canalis fratello non lavorava neppure le ore che avrebbe dovuto prestare in ospedale, tant’ê vero che le ore di assenteismo non gli sono state pagate. Ma poi il Canalis fratello pare abbia lasciato debiti per 25′000 franchi nel nostro Cantone. Ora lavora in Italia, e l’Ufficio esecuzione di Lugano ha ovviamente difficoltà a recuperare la somma. I debiti sarebbero stati accumulati nei confronti di: Assicurazione Assura, Corner Banca, presso gli uffici cantonali. Insomma, per Elisabetta una figuraccia. Chissà se il buon George pagherà il dovuto per il (forse futuro cognato) Canalis fratello… eppoi, ma perché l’ente ospedaliero assume italiani al Civico? Con tutti i medici disoccupati che abbiamo in Svizzera!!!??!

Detenuti di Guantanamo: la Svizzera deve restarne fuori

28 gennaio 2010

Come noto gli USA vogliono liberare i detenuti di Guantanamo: si tratta di persone legate al terrorismo internazinonale che gli Stati Uniti hanno arrestato, magari anche ingiustamente. Non sono rari i casi nei quali il sospetto, tenuto in stato di fermo per mesi o anni, alla fine delle indagini sia stato liberato, senza nemmeno ricevere tante scuse per l’errore. Fatto sta che diverse Nazioni si sono fatte avanti per accogliere ex-detenuti, tra queste ovviamente lo Stato più papista del papa per eccellenza, cioè la Svizzera! Ne abbiamo già accolto uno (un uzbeco), e ora è la volta di due Uiguri, accusati dalla Cina di essere terroristi. La Cina invita la Svizzera a non accoglierli.

A parte che la Cina se la deve far fuori lei con il loro terrorismo interno, causato da discriminazioni di Pechino nei confronti delle minoranze in Cina (p.es gli uiguri). Ma poi perché la Svizzera dovrebbe accogliere ex-detenuti di Guantanamo? Sono cacchi degli americani, sono affari sporchi loro! Noi cosa c’entriamo, non siamo mica qui a togliere le castagne dal fuoco degli altri! Eppoi ci trattano tutti male da anni, come fossimo appestati! Mai ci sono state così tante tensioni con gli USA e l’Unione Europea, e adesso dovremmo anche svolgere compiti umanitari che dovrebbero fare chi ha causato il pasticcio? Venire in aiuto a chi ci rende da anni la vita impossibile? Ma non esiste!

Sgravi fiscali in vista per i ricchissimi del Cantone?

25 gennaio 2010

La proposta del Governo è semplice: l’aliquota per i cittadini che hanno redditi superiori a Fr 400′000.- passerebbe dagli attuali 13% a un’aliquota del 11%. Il gettito di imposta diminuirebbe di pochi milioni. Queste centinaia di contribuenti pagano cifre astronomiche al fisco, e basta che un paio di loro se ne vada in un altro cantone, che la perdita per il Ticino sarebbe ben maggiore di questa misura fiscale. Da notare che negli altri cantoni vi sono aliquote ben più basse, assolutamente interessanti per i contribuenti facoltosi che potrebbero risparmiare milioni di franchi. Pertanto la misura proposta è un timido tentativo di far fronte alla concorrenza fiscale che si è creata tra i diversi cantoni svizzeri. Infine è pure da considerare un eventuale arrivo di nuovi facoltosi contribuenti, che porterebbero ulteriori imposte all’erario. Ovviamente i socialisti, senza nemmeno aver analizzato e approfondito la questione sono contrari e parlano già di referendum contro un eventuale voto a favore del Parlamento: già, loro i soldi li vanno a prendere dove ci sono, ma soprattutto loro fanno scappare i ricchi. Ma poi i socialisti con cosa vogliono finanziare tutti i servizi ai cittadini? Coi soldi dei loro funzionari statali? Ma per favore!

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Ahi, Ahi! Il presidente USA Obama è nelle pettole.

22 gennaio 2010

Nello stato americano del Massachussets è stato eletto il nuovo Senatore: si tratta di Scott Brown. Fino a qui poco interessante. Si tratta di un deputato repubblicano, che ha stuccato il posto al democratico per eccellenza, tale Ted Kennedy, senatore per mezzo secolo. Il presidente Obama, sceso in campo per sostenere la candidata democratica Mathy Coakley, ha preso una doppia stangata: la candidata democratica è stata sconfitta, ma soprattutto gli equilibri precari nel Senato americano sono sconvolti! Per esempio la mega-riforma sulla sanità statunitense, tanto voluta da Obama, rischia di naufragare. E la stessa triste sorte potrebbe capitare a tutte le riforme fortemente volute da Obama. Un vero schiaffo al vincitore (prematuro) del premio Oscar per la pace. Dopo un anno di presidenza i cittadini americani da un lato si accorgono che Obama ha fatto molte promesse durante le votazioni, ma è assai difficile mantenerle: milioni di cittadini USA p.es. avevano votato Obama, sperando nella tanto decantata creazione di posti di lavoro: in realtà la disoccupazione negli Stati Uniti è invece aumentata. D’altro canto, come probabile reazione, gli elettori statunitensi si sono rimessi a votare repubblicano (anche negli Stati New Jersey e Virginia hanno vinto senatori repubblicani), annullando la maggioranza democratica alle Camere, necessaria per far passare le proposte presidenziali. Obama insomma non avrebbe i numeri al Senato per varare le sue riforme che tanto aveva sbandierato durante la campagna elettorale. Gli americani hanno magari maturato l’idea che si stava meglio quando si stava peggio, rimettendosi a votare per la destra repubblicana? La storia ci dirà se sarà così. E sempre la storia ci dirà se un giorno gli americani riusciranno a sanare le loro finanze disastrate, una voragine di miliardi da colmare.

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Violenza giovanile e spesso straniera

18 gennaio 2010

Come già da noi approfondito nell’articolo del 10 gennaio 2010, in via Motta a Lugano vi è stato un grave pestaggio a danno di un giovane statunitense a fine 2009, che ha riportato gravi ferite anche al volto. Grazie alle telecamere di sorveglianza si è potuto risalire ai giovani autori dell’aggressione: si tratta di minorenni. Uno di questi è recidivo, è già noto alle autorità, è già stato autore di pestaggi gravi nel marzo 2008, si sapeva che era pericoloso. Insomma la magistratura sapeva: si tratta di un violento kosovaro, giovane pericoloso per la società. Uno straniero che mena le persone nel nostro Paese, che se ne frega delle regole di pacifica convivenza, che ignora volutamente le leggi e le basi del quieto vivere. Certo se fosse un nostro concittadino ce lo dovremmo tenere, incarcerare e sperare di rieducare.

Il problema è che si tratta di un cittadino straniero, proveniente da una regione problematica che crea problemi in Svizzera con un emigrazione talvolta violenta e disonesta. In molti altri Paesi il giovane sbandato sarebbe già stato rispedito nel suo bel villaggio kosovaro già la prima volta che si è macchiato di grave pestaggio, e cioè nel 2008. Ma qui siamo in Svizzera: una Nazione dove vigono leggi e pene leggerine, per svizzeri onesti, che non ha tenuto in considerazione i profondi cambiamenti che si sono verificati negli ultimi decenni. Di solito il nostro magistrato dei minori, dopo un breve arresto, fa uscire i minorenni criminali, i quali sanno benissimo che resteranno impuniti. Il nostro codice penale ovviamente non prevede chissà quali pene per questi nostri “poveri e inermi” giovani: bisogna prendere atto che se i minorenni sono pronti per sesso e violenza, allora i tempi sono giunti per adattare il codice penale, e prevedere pene pesanti anche per i minorenni criminali.

Da anni poi il popolo svizzero sta aspettando di poter votare sull’iniziativa che chiede di espellere i criminali stranieri, ma il Consiglio Federale ovviamente tergiversa, temporeggia. Il nostro Governo federale ha il terrore di sottoporre il testo al popolo, perché sa che gli svizzeri vogliono che i criminali stranieri vengano allontanati quanto prima dal nostro Paese. Gli stranieri che lavorano e non creano problemi restino e contribuiscano a creare una società onesta, ma chi non si comporta in modo corretto con chi li ospita deve andare fuori dalle balle. È talmente pacifico che neppure i socialisiti e i buonisti radical-PPDini hanno argomenti da contrapporre.

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Il cavaliere (autonominatosi) dei liberali è Gianora

17 gennaio 2010

Il bleniese Walter Gianora è il nuovo presidente PLRT. Si sapeva da mesi che c’era solo lui che voleva diventare presidente dei radicali-liberali, con tanto di condizioni da lui imposte, tipo un cospicuo stipendio e la nomina accanto a lui di 5 (cinque) vice-presidenti (??), ma comunque il congresso ha ratificato la sua nomina ieri al Conza di Lugano. Il Comitato aveva già fatto fuori Roberto Badaracco di Lugano, per cui in lizza per la presidenza restava solo Gianora. Smilzo, timido, carente parlantina, italiano scarso e incerto, Gianora si è autoproclamato cavaliere dei radicali-liberali. Durante il suo discorso al Congresso, a parte i molteplici errori grammaticali e di lettura del testo che aveva preparato, l’ingegnere bleniese pareva un visionario di sinistra: lui per i ticinesi non vuole solo un lavoro, vuole un impiego appagante e famiglie felici. Un vero filantropo, con auspici nobili e altruisti. Forse il buon Gianora non si è accorto che siamo in piena crisi, che il Cantone è nella palta, che è già bello averlo il lavoro e che è meglio farselo piacere. Che la disoccupazione aumenta e che le molte ditte gestite dagli imprenditori liberali assumono frontalieri al posto dei ticinesi!! Svevglia Gianora, magari in valle di Blenio l’invasione di stranieri ancora non c’ê stata, ma nel resto del Cantone la libera circolazione delle persone ha portato ad una crisi occupazionale mai vista in Ticino!

Bello anche il discorso di Pelli, che chiede più disciplina da parte dei deputati liberali in Granconsiglio: come dire, anche se non siete tutti d’accordo cercate ci votare sempre compatti, secondo quello che impone la maggioranza (radicale). Ma guarda un po’, vorrebbe votazioni bulgare, tutti a seguire il volere radicale. E poi ci si chiede perché la spaccatura tra radicali e liberali sia così profonda: ma perché le due anime sui temi importanti sono spesso in contrasto, sono distanti e di parecchio. Inoltre Pelli vuole mettere a tacere i liberali, cosa che in particolare a Lugano non è mai stata accettata.

Auguri Gianora, volevi la bicicletta, e adesso pedala.

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Cristiani perseguitati in Malaysia

11 gennaio 2010

In Svizzera abbiamo accettato l’iniziativa che chiede di vietare l’edificazione dei minareti, e sùbito agitazione: la TV di Stato che grida allo scandalo, i media internazionali che rompono, il mondo arabo (mica tutto, poi) scassa. Insomma, il solito casìno montato ad arte dai mezzi di comunicazione, chiaramente di sinistra.

In molti ignorano la persecuzione che devono subîre i cristiani in diversi Paesi a maggioranza musulmana, tra cui anche in Turchia, Nazione che vorrebbe entrare nell’Unione Europea (??!!): mica che i cristiani non possono edificare campanili, divieto già in vigore p.es. in Arabia Saudita, intendiamo proprio persecuzioni! Attentati alle chiese, ai preti, ai cristiani, omicidi, stragi! Altro che divieto all’edificazione dei campanili o dei minareti! In questi Paesi fanno fuori i cristiani, li uccidono, li vogliono far sparire. Ultimo caso in Malaysia, Nazione con tanti bei grattacieli e downtown all’americana. Qui discriminano e perseguono i cristiani, fa niente se cattolci o anglicani. Altro che scandalizzarsi per la votazione democratica in Svizzera! Il mondo intero si sciocchi ed esprima sdegno per il mondo islamico estremo, che non accetta altra religione che l’islam. Il mondo combatta la discriminazione e il terrorismo, la Svizzera continui a dare esempio di tolleranza e convivenza pacifica.

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Rosarno (Calabria) nelle fiamme dei disordini dell’immigrazione

11 gennaio 2010
scontri e tensioni

scontri e tensioni

Non è la prima volta che in Italia vi sono disordini sociali in seguito alla presenza di extra-comunitari: vi sono stati atti di violenza e giustizia sommaria con i rumeni in

seguito a stupri e omicidi, vi erano state rivolte da parte degli africani nei centri di accoglienza per rifugiati, vi sono stati scontri tra domiciliati e asilanti in molti quartieri di città italiane, a Padova (16% di extra-comunitari sul totale degli abitanti) erano stati costretti a erigere un muro in metallo per separare un quartiere residenziale dalla zona di spaccio in mano a stranieri spacciatori. Negli scorsi giorni, in una regione che di solito fa parlare di sè per atti criminali legati alla famigerata ‘ndrangheta, la mafia locale, nel comune di Rosarno in Calabria si sono verificati disordini gravissimi, causati dall’enorme numero di clandestini/braccianti/extra-comunitari che abitano nella località calabrese (3′000 extra-comunitari, 15′000 domiciliati). Botte, incendi, spari, violenza da parte dei locali e degli stranieri. Certo, questi extra-comunitari pare siano sfruttati, alloggiati male e trattati peggio, di mezzo c’è anche la mafia locale.

Ma il punto è che ovunque in Europa dove si trovano grandi quantità di stranieri rispetto agli abitanti del luogo, dove quindi si rompe l’equilibrio di convivenza tra domiciliati e ospiti, si creano tensioni, incomprensioni, difficoltà ad integrarsi, anche in regioni notoriamente tolleranti con gli stranieri. In poche parole grossi problemi. In Svizzera, secondo i teorici benpensanti, c’è ancora posto per stranieri, soprattutto per richiedenti l’asilo. La verità è che, dopo l’introduzione della libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, nel nostro Paese sono arrivati grandi numeri di lavoratori stranieri (che hanno in parte rubato il lavoro ai domiciliati, fatto questo provato dalle cifre in aumento della disoccupazione dei domiciliati a fronte di un continuo incremento di frontalieri assunti). Di richiedenti l’asilo ne arrivano a frotte, un flusso continuo ed inarrestabile. Attualmente in Ticino vi sono più di 300 richiedenti l’asilo senza una dimora, cioè non si sa dove metterli. Se si vuole evitare ciò che è successo a Rosarno, dove gli extra-comunitari sono stati ammassati  senza controllo, anche in seguito ad una politica italiana in materia di stranieri scellerata ed irresponsabile, la Svizzera deve porre dei chiari limiti all’immigrazione, perché è solo con un progetto a lungo termine che si potranno evitare tensioni sociali incontrollabili. Ciò significa basta a nuove entrate se non vi sono le strutture per accogliere i richiedenti: la Svizzera deve mettere a disposizione un numero limitato di posti per asilanti, una volta esauriti non si accoglie più nessuno. Ci vuole una politica di accoglienza di qualità.

Telecamere e videosorveglianza: il minore dei mali

10 gennaio 2010

Nei giorni scorsi è stata data la notizia di un ennessimo pestaggio: a Lugano due minorenni hanno aggredito in Via Motta un giovane americano, studente in Svizzera. L’aggressione è stata filmata dalle telecamere piazzate sulla via ed hanno mostrato una feroce violenza, con calci in faccia anche quando la vittima era a terra esanime (vi ricordate Damiano Tamagni, ucciso dai calci in faccia). Grazie ai filmati si è pure potuto arrestare i due picchiatori, fermati nei pressi della stazione FFS di Lugano. Senza le immagini e i filmati, non sarebbe stato possibile ricostruire i fatti e riconoscere gli aggressori.

Da notare che a Lugano si discute da tempo sulla posa di telecamere in diverse vie, in particolare nella zona di Besso dove vi è stato per anni spaccio di droga alla luce del giorno. Ovviamente quelli di sinistra non vogliono la videosorveglianza, non vogliono lo Stato che vige e previene. Assurdo: in tutta la Svizzera si è osservata una riduzione dei crimini nelle vicinanze delle telecamere, che hanno ovviamente un effetto preventivo. La sinistra è contraria che grazie alla videosorveglianza si possa prevenire crimini e, come nel caso di via Motta, arrestare delinquenti grazie alle immagini a disposizione. Poi però quelli di sinistra non vogliono il segreto bancario e sono forcaioli nei confronti degli evasori fiscali. Un po’ di coerenza!

Nessuno vuole il Grande Fratello, quello di George Orwell non quello della Marcuzzi di Canale5, nessuno vorrebbe che ogni nostra mossa venga spiata e che i nostri movimenti vengano seguiti da occhi indiscreti! Nessuno vuole lo Stato ficcanaso! Ma chi non ha niente da temere per le vie della città non è certo contrario ad un sistema di videosorveglianza che possa prevenire anche solo un crimine nei confronti di persone o beni.

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Influenza suina: tanto rumore per nulla. Inefficienza e spese inutili.

7 gennaio 2010

Adesso è ufficiale: l’influenza suina, dopo aver raggiunto l’apice del contagio, sta regredendo. Nulla è successo di tutto quello che Organizzazione mondiale della sanità, Ufficio federale della sanità pubblica, i medici cantonali, la TV di Stato avevano predetto: avevano preannunciato pandemia, morti a go-go, due milioni di svizzeri a letto, servizi minimi in difficoltâ in seguito alle assenze dal lavoro, ecc ecc. La TV di Stato poi istigava i raffreddati e chi aveva la bua alla pancia a starsene a casa: si è trattato di uno spot totalmente disinformativo e allarmistico, oltre che tristemente diseducativo!

In realtà le cifre sull’influenza suina parlano chiaro: solo una dozzina di morti (ogni anno muoiono più di mille persone per l’influenza stagionale), molti svizzeri colpiti ma niente di che, il contagio è avvenuto senza alcuno scossone sul funzionamento dei servizi della società. Addirittura i socialisti ticinesi pretendevano di mantenere quelle ridicole postazioni anti-pandemia utilizzate pochissimo dalla gente anche durante le festività, socialisti scellerati ed ignoranti!

La cosa piû assurda è stata che, nonostante gli allarmi scattati mesi e mesi fa, i vaccini sono arrivati con netto ritardo, quando già l’influenza suina si era propagata in Svizzera: inutili 13 milioni di dosi pagate dal contribuente. Inoltre si sono registrate palesi difficoltà nella distribuzione ai Cantoni. Ma il bello è che in pochi si sono poi davvero vaccinati!! Pazzesco, una sconfitta su tutta la linea dell’Ufficio federale della sanità! Adesso la Confederazione venderà ad altri Paesi le dosi in eccesso, e ne terrà 5 mio di riserva. Riassumendo: inefficienza, sperpero di denaro, inutili allarmismi.