Clandestini in aumento: in Ticino 4 intercettazioni al giorno di media di clandestini che cercano di varcare il confine, per entrare in Svizzera. Grazie agli accordi di Schengen, le nostre dogane sono oramai dei colabrodi. Non vi è più alcun controllo alla frontiera, e la voce si è sparsa: tutti in Svizzera, che tanto non controlla più nessuno! E ovviamente lo sanno tutti che in Svizzera si può entrare con facilità: vi è da ricordare che i clandestini transitano da una Nazione dell’Unione Europea, p.es. l’Italia, che se anche dovrebbe riprendersi gli asilanti fa di tutto per non registrarli e per non riaccettarli sul proprio territorio. In grande aumento i clandestini nigeriani, che poi sono anche difficili da rimpatriare. Rimpatrio possibile ed eseguibile solo quando si è esaurita anche l’ultima possibilità di ricorso e controricorso (e finché si arriva alla decisione di rimpatrio passano mesi e mesi…). Pochi giorni fa una cinquantina di poliziotti svizzeri che avevano rimpatriato una trentina di nigeriani, mentre si trovavano all’aeroporto nigeriano di Lagos, sono stati violentemente caricati dai nigeriani, che non avevano nessuna intenzione di essere consegnati alle autorità del loro Paese! Per fortuna gli agenti nigeriani sono intervenuti per mobilizzare i connazionali rimpatriati, e i poliziotti svizzeri sono potuti tornare vivi, ma spaventati, nel nostro Paese! Hai capito come è difficile e pericoloso far rispettare la legge…
Qualche mese fa (vedi nostro articolo del 3.09.09) Gheddafi voleva inserire all’ordine del giorno dell’Assemblea generale dell’ONU una trattanda che chiedeva di smembrare la Svizzera ed annettere alla Francia la Romandia, alla Germania la Svizzera tedesca e il Ticino all’Italia. Il colonnello chiedeva insomma di cancellare il nostro Paese dalla cartina geografica. All’ONU nessuno si è scomposto, nessuno ha protestato, nessuno ha chiesto a Gheddafi di darsi una calmata. L’Organizzazione internazionale per eccellenza, creata per combattere i conflitti, la fame, l’ignoranza, e tutti quei bei valori non ha detto un “chip” alla Libia. Ma adesso arriva l’ultima: Tripoli chiede ora ufficialmente all’ONU di spostare la propria sede europea di Ginevra in un’altra Nazione, via dalla Svizzera. E questo in seguito al voto popolare di settimana scorsa, che ha sancito il divieto di edificare minareti. La Libia, che nel frattempo ha condannato i due ostaggi svizzeri a 16 mesi di reclusione, e che continuerà coi processi contro i due sventurati facendone proseguire le sofferenze, dopo le molte umiliazioni fatte subire al nostro Paese, continua la sua azione anti-Svizzera. Molti osservatori sono convinti che numerosi votanti svizzeri abbiano sostenuto l’iniziativa popolare anti-minareti proprio per la faccenda Libia-ostaggi svizzeri. Morale di tutta la storia: mai fare accordi con colonnelli instabili ed estremisti come Gheddafi, mai fidarsi.
Il popolo svizzero ha deciso: NO alla costruzione dei minareti in Svizzera, e l’ha detto la scorsa domenica in modo inequivocabile. Ovviamente la stampa e la TV di Stato hanno criticato la decisione del sovrano, i media esteri hanno praticamente solo mosso preoccupazione, delusione e shock negativo. L’ONU e tutte le organizzazioni internazionali hanno criticato gli Svizzeri. A parte quello che si dice per commentare un voto popolare, e a parte le possibili ripercussioni sull’economia svizzera e probabilissime ritorsioni da parte del mondo arabo, ora si pone un quesito: e se qualcuno fa ricorso alla decisione del sovrano? Parrebbe che il testo approvato infranga la Convenzione sui diritti dell’uomo ed altre normative internazionali. E se ci invalidassero il voto? Ma è possibile che Consiglio Federale e Parlamento abbiano permesso di mettere in consultazione popolare un testo che infrange il diritto internazionale? Con tutti i giuristi che lavorano per la Confederazione, nessuno di questi funzionari statali ha controllato se magari non fosse il caso di bloccare la votazione? Pazzesco. Il popolo svizzero vota, e Strasburgo potrebbe invalidare la decisione popolare!!! Ma quale libertà di espressione… ma quale democrazia diretta…