Cittadini del mondo, sì. Ma la Svizzera…
È sempre bello definirsi cittadini del mondo: di solito si definisce tale chi sostanzialmente è di sinistra, chi è ospite di un Paese a lui straniero, chi ci guadagna con l’internazionalismo, e chi sicuramente crede che non sia giusto che esistano le Nazioni. È legittimo avere e poter esprimere un pensiero. Ma ci vuole anche un po’ di sana analisi. In Svizzera ad esempio, soprattutto nel piccolo e provincialissimo Cantone Ticino, è zeppo di quelli che professano di essere cittadini del mondo, facendo capire che essere fieri di sentirsi svizzeri è fuori moda, penoso, mi sta stretto e scemenze simili. Si tratta spesso di italiani, che loro sì sono fieri di esserlo (e talvolta dovrebbero vergognarsi dei casini proposti dalla loro Nazione): poi però quando l’Italia vince a calcio, allora questi cittadini del mondo sventolano bandiere e sono orgogliosi di essere italiani; di colpo insomma non si sentono più cittadini del mondo. E questo vale per quasi tutti gli immigrati, ai quali sta stretta la Svizzera, e quindi diventano internazionali. Anche i funzionari strapagati dalle organizzazioni internazionali sono convinti cittadini del mondo: sfido io, con quello che prendono di stipendio diventiamo tutti ostaggi degli anti-nazionalisti. I docenti, spessissimo sono di origine straniera, sono i primi a spiegare agli allievi quanto sia importante essere cittadini del mondo, inculcando ai nostri giovani un antipatriottismo vergognoso. Poi però i nostri ragazzi non conoscono la storia, l’economia, la geografia e l’inno svizzero. Tutti internazionali, poco svizzeri. Tanto l’Unione Europea ci sta colonizzando, e Gheddafi ha chiesto di cancellare la Svizzera dalla carta geografica. Ultima chicca, tanto per tirarci su il morale: nei giorni scorsi è stato completato il camino per la ventilazione della galleria stradale Vedeggio-Cassarate, torre situata a Comano. Giustamente gli operai, a opera ultimata, hanno esposto le bandiere: sventolava quella italiana e quella portoghese, di quella svizzera (il Paese che paga l’opera e gli operai, il Paese dove è sita la galleria) nemmeno l’ombra. La giornalista TSI chiede come mai: il capo-operaio risponde che nessuno ha trovato una bandiera svizzera da far sventolare. Ah, ecco.