Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: il figlio del colonnello libico Hannibal Gheddafi, già arrestato a Ginevra per aver malmenato i suoi servitori, pare abbia picchiato anche la moglie a Londra nei giorni scorsi. La moglie di Hannibal è per intenderci quella signora che aveva promesso vendetta contro la Svizzera dopo che il marito Hannibal e lei erano stati scarcerati dalla polizia ginevrina dopo versamento di lauta cauzione. A Londra pare che non siano riusciti ad arrestare Hannibal, mentre invece pare abbiano trattenuto un paio di guardie del corpo. Ma allora i Gheddafi hanno come vizietto quello di picchiare?: violenza contro i domestici, violenza contro i membri della famiglia.
Ma la cosa era già più che risaputa. Solo gli svizzeri, in particolare il presidente della Confederazione Merz, sono riusciti a scusarsi con la Libia per il trattamento riservato ad Hannibal, nella speranza che poi i libici avrebbero liberato quei due sfortunati svizzeri ancora ostaggi in Libia. Capito? Noi ci scusiamo, non otteniamo niente se non di auto-ridicolizzarci e perdere credibilità a livello internazionale, e quelli continuano a menare impuniti. La Libia aveva anche proposto all’assemblea generale dell’ONU di cancellare la Svizzera dalla cartina geografica. Aveva proposto insomma di annullarci, di farci sparire. E noi ci scusiamo. Speriamo che il 2010 possa far rinsavire il nostro debolissimo e confuso Consiglio Federale.

se non ho i soldi niente regalo!
È successo ieri a Cham, nel Canton Zugo. Rapina alla locale banca UBS: il rapinatore, dopo aver svaligiato la banca (?), se ne scappa in bicicletta con la refurtiva. Dopo poche ore viene riconosciuto per le strade di una cittadina e arrestato. Il bottino l’aveva nascosto in casa sua. Dopo il fermo, il ladro si è giustificato dicendo che non aveva i soldi per fare i regali di Natale. Ovviamente noi tutti speriamo che la giustizia sia clemente con questo semi-caso sociale, anche considerando il fatto che durante questi anni vi sono stati casi clamorosi di veri e propri farabutti che l’hanno fatta franca, e coi quali la magistratura ha avuto grandi riguardi. Al di là dell’atto delittuoso da punire, ci sembra questa rapina di Cham un caso quasi commovente, un ladro ingenuo e pasticcione che deve essere giudicato ma anche un po’ capito.
Forse è il segno dei tempi, forse a furia di bagatellizzare non ci si rende neanche più conto di quello che facciamo. O magari semplicemente la pressione del Natale, quando bisogna a tutti i costi portare un regalo ai propri cari. Il rapinatore imbranato si sarebbe comunque dovuto rivolgere a quelle associazioni di volontariato che distribuiscono regali di seconda mano per i meno fortunati. Insomma c’erano delle alternative oneste e nel contempo dignitose!
In Ticino, come nel resto della Svizzera, è oramai triste e famoso il fenomeno di quella massa di assicurati che non paga i premi di cassa malati (oltre 15′000 in Ticino). Ciò è possibile, perché tanto ai morosi le cure vengono comunque pagate dallo Stato, quindi ai disonesti chi glielo fa fare di pagare i premi, quando poi tanto il contribuente paga in ogni caso gli interventi di medici e ospedali. Da notare che oltre 100′000 ticinesi (1/3 della popolazione) beneficia già anche di cospicui sussidi diretti per la cassa malati, pagati con i soldi del contribuente direttamente agli assicurati, che poi spesso vengono spesi dai beneficiari per altri scopi, e i premi non vengono pagati. Si dice sempre sia colpa della crisi, la gente non arriva a fine mese, la busta paga è insufficiente, e tante altre motivazioni sicuramente fondate, ma… Forse non sono in molti a sapere che tra i morosi di cassa malati vi sono anche molti statali! Avete capito bene, statali che non pagano i premi di cassa malati: dipendenti dell’amministrazione cantonale e impiegati dei comuni che sicuramente hanno una buona paga (l’Ente pubblico paga bene, da sempre) ma non pagano le bollette!!! Bravi, bell’esempio. Prima ricevono lauti salari pagati dal contribuente, poi di nuovo il contribuente paga le cure e le degenze perché gli statali non si pagano i premi di cassa malati. Il PPD, tramite il suo gruppo parlamentare, chiede di trattenere ogni mese dalla busta paga dei dipendenti morosi del Cantone l’importo necessario per pagare il premio di cassa malati. Anche Lorenzo Quadri aveva proposto per la città di Lugano la stessa soluzione, dato che anche nella città del Ceresio vi sono molti morosi impiegati comunali. Mi sembrano suggestioni ragionevoli, ed è il minimo che si possa fare nei confronti degli statali che sono i primi a dare pessimi esempi. Il sistema di sussidi e ri-sussidi ticinesi è chiaramente da rivedere, ma per ora la soluzione di trattenere alla fonte dagli stipendi degli statali insolventi la cifra per pagare la loro bolletta di cassa malati è un primo timido segnale. Inutile dire che anche i sussidi dovrebbero essere versati direttamente alle casse malati dei beneficiari, invece di essere consegnati agli assicurati che poi spesso li spendono in tutt’altro modo!!
È sempre bello definirsi cittadini del mondo: di solito si definisce tale chi sostanzialmente è di sinistra, chi è ospite di un Paese a lui straniero, chi ci guadagna con l’internazionalismo, e chi sicuramente crede che non sia giusto che esistano le Nazioni. È legittimo avere e poter esprimere un pensiero. Ma ci vuole anche un po’ di sana analisi. In Svizzera ad esempio, soprattutto nel piccolo e provincialissimo Cantone Ticino, è zeppo di quelli che professano di essere cittadini del mondo, facendo capire che essere fieri di sentirsi svizzeri è fuori moda, penoso, mi sta stretto e scemenze simili. Si tratta spesso di italiani, che loro sì sono fieri di esserlo (e talvolta dovrebbero vergognarsi dei casini proposti dalla loro Nazione): poi però quando l’Italia vince a calcio, allora questi cittadini del mondo sventolano bandiere e sono orgogliosi di essere italiani; di colpo insomma non si sentono più cittadini del mondo. E questo vale per quasi tutti gli immigrati, ai quali sta stretta la Svizzera, e quindi diventano internazionali. Anche i funzionari strapagati dalle organizzazioni internazionali sono convinti cittadini del mondo: sfido io, con quello che prendono di stipendio diventiamo tutti ostaggi degli anti-nazionalisti. I docenti, spessissimo sono di origine straniera, sono i primi a spiegare agli allievi quanto sia importante essere cittadini del mondo, inculcando ai nostri giovani un antipatriottismo vergognoso. Poi però i nostri ragazzi non conoscono la storia, l’economia, la geografia e l’inno svizzero. Tutti internazionali, poco svizzeri. Tanto l’Unione Europea ci sta colonizzando, e Gheddafi ha chiesto di cancellare la Svizzera dalla carta geografica. Ultima chicca, tanto per tirarci su il morale: nei giorni scorsi è stato completato il camino per la ventilazione della galleria stradale Vedeggio-Cassarate, torre situata a Comano. Giustamente gli operai, a opera ultimata, hanno esposto le bandiere: sventolava quella italiana e quella portoghese, di quella svizzera (il Paese che paga l’opera e gli operai, il Paese dove è sita la galleria) nemmeno l’ombra. La giornalista TSI chiede come mai: il capo-operaio risponde che nessuno ha trovato una bandiera svizzera da far sventolare. Ah, ecco.
Ha dell’incredibile la notizia dei giorni scorsi: il Fondo nazionale per la ricerca scientifica afferma che in Svizzera le lingue degli immigrati dovrebbero essere maggiormente valorizzate. Gli articoli da noi letti non indicavano come, ma questo Fondo (sicuramente pagato coi soldi dei contribuenti) riferisce che le lingue dell’immigrazione in Svizzera sarebbero poco considerate a livello legislativo, e che in altri Paesi gli idiomi degli immigrati sarebbero maggiormente valorizzate rispetto a quello che accade da noi. Riteniamo che quanto suggerito dal Fondo per la ricerca scientifica sia follia pura: semmai a rischio estinzione sono lingue nazionali come il romancio e lo svizzero-tedesco. Il romancio è parlato da poche decine di migliaia di persone, lo svizzero-tedesco è parlato da milioni di persone ma con l’immigrazione di massa da tutte le parti del mondo questa lingua viene storpiata, tanto che orami gli jugoslavi immigrati hanno creato un nuovo dialetto. Inoltre anche nelle scuole materne si vuole obbligare a parlare il buon tedesco, a scapito dello schwiitzer dütsch che non vuol essere insegnato. Altro che valorizzare arabo, serbo-croato o rumeno!! Con l’immigrazione massiccia e fuori controllo che abbiamo subìto negli ultimi anni, siamo noi a rischio sparizione: noi con le nostre tradizioni e le nostre lingue! Non preoccupatevi che le lingue degli immigrati non sono a rischio di estizione, loro che spesso rifiutano di parlare la lingua di dove risiedono e continuano a parlare la loro lingua di origine, forti anche della TV satellitare che trasmette nella loro lingua (tipo Al Jazeera, per intenderci).

Svizzera colonizzata
Da un sondaggio appena pubblicato dai media sulle apprensioni degli Svizzeri al primo posto è risultata la disoccupazione, al secondo la sanità e al terzo rango figura la pensione. Chissà perché per gli abitanti del nostro Paese la disoccupazione è diventata un problema così sentito: forse perché la disoccupazione aumenta, anche se questo temporaneo aumento potrebbe essere ancora plausibile vista la profonda crisi economica, o ancora meglio perché la disoccupazione aumenta e contemporaneamente aumentano i frontalieri attivi in Svizzera. Quindi i domiciliati perdono il posto di lavoro, i frontalieri invece sono in continuo aumento!! È questa la cosa demenziale! In seguito agli accordi bilaterali e alla libera circolazione delle persone per i lavoratori stranieri è un gioco da ragazzi enrare in Svizzera a lavorare, mentre oltretutto per gli Svizzeri è difficilissimo ottenere un posto di lavoro nell’Unione Europea. Anche il Consiglio Federale se ne è accorto (tardi), e tramite la ministra dell’economia Leuthard fa sapere che già 6 mesi fa il Governo avrebbe dovuto introdurre la clausola di salvaguardia, cioè imporre dei contingenti per i lavoratori stranieri; in pratica ogni anno l’economia assuma un numero massimo di lavoratori UE, non uno di più. Certo non è la soluzione al problema della disoccupazione, ma perlomeno si fisserebbe un tetto massimo di stranieri che fregano il posto di lavoro ai domiciliati. Perché così è: le ditte preferiscono assumere frontalieri a basso costo piuttosto che domiciliati svizzeri. Il risultato è lì da vedere: aumenta la disoccupazione e aumentano i frontalieri. Gli Svizzeri hanno finalmente capito ed esprimono la loro prima preoccupazione.
Ennesimo caso di morso violento di un cane di razza pericolosa: nel canton Vaud un bambino è stato ferito ad un occhio, la sua vita non sarebbe in pericolo. Ogni anno migliaia di morsi da parte dei soliti cani, delle solite razze pericolose: pit bull, rotweiler, e le altre. Ma perché tutto ciò, perché ci si ostina a non voler risolvere un problema che dura da decenni? Perché ci devono essere migliaia di feriti ogni anno, azzannati da cani, e c’è pure chi bagatellizza, chi vuol far credere che è inevitabile, che da sempre uomo e cane convivono e che quindi è inevitabile che i quadrupendi attacchino gli esseri umani. Cominciamo a dire che vi sono tantissime persone che amano molto i cani e poco le persone, e che pertanto non ammetteranno mai che i cani, soprattutto le razze pericolose, sono potenzialmente azzannatori di uomini. Poi vi è tutta la lobby dei cani, giri d’affari di milioni, poco interessati a migliorare la situazione. Infine ci sono politici senza palle, che ritengono sia poco pagante politicamente cambiare e migliorare la situazione. La verità è che in Ticino, dall’entrata della legge sui cani in vigore da inizio anno, sono ancora moltissimi i padroni che non accompagnano i propri cani al guinzaglio, come la legge sancisce. E poi i padroni si lamentano se ogni tanto ricevono una multa da pagare se vengono sorpresi col cane non al guinzaglio. La soluzione è semplice: vietare in Svizzera razze come pit bull, razza volutamente creata aggressiva e fortissima. Cani sempre al guinzaglio, ev. museruola, ogni volta che si esce di casa. Se si vuole farli scorazzare liberamente, allora non certo negli spazi frequantati dalla gente, come parchi giochi, percorsi vita, centri città: bisgona creare spazi appositi solo per cani, così gli umani sono al sicuro. E infine, il proprietario è responsabile del fucile carico che è il suo cane: se fufi uccide, allora che il proprietario venga processato per omicidio.
La Svizzera, come il resto del mondo, ha preso seriamente la questione influenza suina, tanto seriamente da lanciare già mesi fa appelli informativi e spot pubblicitari (pagati dal contribuente) che invitano caldamente chi avesse mal di pancia o raffreddore di starsene a casa dal lavoro. A parte l’istigazione alla popolazione a mancare dal lavoro, messaggio demenziale, l’influenza suina si sta rivelando il classico bluff (vedi anche nostro articolo del 4.08.09, dove scrivavamo che si stava esagerando): pochi morti, e tutti precedentemente indeboliti da altre gravi malattie, molti meno contagi rispetto alle previsioni apocalittiche, centri di pandemia visitati pochissimo, dosi di vaccino antiinfluenzale che sembravano pochissime, e invece la gente non si vaccina quasi per nulla. Insomma, tanto can-can per nulla? Milioni spesi invano, milioni di dosi di vaccini che rimarranno inutilizzati e tra qualche mese saranno da gettare nei rifiuti? Sembra proprio così! E nümm a pagum. Solo i socialisti sembrano non aver capito la presa per i fondelli del Organizzazione mondiale della sanità, che preventivava pandemie globali e decine di milioni di morti: i socialisti infatti chiedono che i centri ticinesi di pandemia vengano tenuti aperti anche durante le festività natalizie! Completamente impazziti! E che dire dei soliti statali della sanità dei vari cantoni? Criticavano il fatto che di vaccini non ce ne fossero per tutti: ma se tanto la gente non si vaccina… Vaccino che è comunque arrivato troppo tardi: ha senso vaccinarsi qualche settimana prima, non quando ormai il contagio è avvenuto su tutto il suolo nazionale!!
Si è trattato quindi di allarmismo statale, così i funzionari della sanità pubblica cantonale e federale possono giustificare il loro posto di lavoro, che comunque nessuno potrà mai portargli via. Eppoi una manna per l’industria farmaceutica, che si è fatto un bel guadagno con la vendita di vaccini e del medicamento antiinfluenzale, che oltretutto si è rivelato inefficace contro l’influenza suina!!!