Tremonti incontrollabile

oh, forse ho detto un'altra minchiata!
Giulio Tremonti, ministro italiano dell’economia, nato a Sondrio in Valtellina e malvoluto ministro in tutta Italia, quattrocchi dalla erre moscia, ha colpito ancora (nel senso che ha infierito di nuovo sulla Svizzera e sui ticinesi): avrebbe detto che i ticinesi sono tutti mafiosi. A parte il fatto che la mafia l’hanno creata, coltivata ed esportata gli italiani, Tremonti avrebbe detto questa scempiaggine nientepopodimeno che al presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il quale poi avrebbe riferito ai suoi funzionari di questa ennesima esternazione incivile e discriminatoria del nanetto italiano. Fatto è che la notizia è finita sul Blick, e adesso lo sanno tutti. Merz non avrebbe confermato gli insulti del valtellinese, anche perché Merz, dopo l’operazione al cuore, è diventato più buono di Gandhi e ha perso completamente l’orientamento, quello politico, ma pare non sappia nemmeno più dove sta il Nord. Dopo le stangate del ministro crucco Steinbrück, che almeno diceva le cose davanti alle telecamere, la Svizzera ha adottato Tremonti, con i suoi scudi fiscali probabilmente illegali (la Commissione europea dovrà decidere se bloccare lo scudo fiscale per evasione della tassa IVA da parte dell’Italia), con gli 007 che ha mandato in Ticino a spiare, col debito pubblico paragonabile all’Argentina fallita, coi suoi insulti, coi suoi luoghi comuni razzisti, con la sua arroganza e frustrazione. E pensare che pare che Tremonti per anni dal suo studio di Milano abbia aiutato i clienti italiani a portare capitali in Svizzera… Che tolla!