Denuncia presentata alla Commissione europea da parte di due deputati italiani: secondo loro lo scudo è fuorilegge. Finalmente (ma per il Ticino flagellato nel settore bancario è tardi) qualcuno si muove, qualcuno scopre e denuncia che lo scudo fiscale italiano è illegale. In particolare sarebbero palesi le violazioni sulle disposizioni dell’Unione Europea (UE) sull’Imposta sul valore aggiunto (IVA), sugli aiuti di Stato e sulle norme antiriciclaggio. Lo scudo permetterebbe l’evasione dell’IVA sui capitali rientrati, rinunciando al loro accertamento attraverso una sanatoria non autorizzata dall’UE. Ma che la grande e unita UE si svegli: il ministro dell’economia Giulio Tremonti l’ha fatta grossa, e il Parlamento italiano ha approvato uno scudo fiscale in evidente contrasto col diritto comunitario! L’IVA è infatti una tassa interna all’Unione Europea ed è normata chiaramente dalle leggi comunitarie. Gli Stati UE non hanno il diritto, senza autorizzazione ufficiale, di disporre a piacimento di tale tassa. Lo scudo in effetti prevede una sanatoria fiscale e penale (!!) il cui scopo è palese: evadere le imposte sul reddito dei capitali che rientreranno in Italia ed evadere l’IVA. Infine, anche dal punto di vista formale, vi sono dei problemi: il provvedimento previsto dallo scudo avrebbe dovuto essere notificato formalmente a Bruxelles e doveva essere discusso e approvato formalmente dalla Commissione UE competente. Niente di tutto questo: Tremonti e il Parlamento hanno deciso senza chiedere a nessuno, senza una decisione formale dell’UE. Anzi, hanno approvato lo scudo pur sapendo che la Corte dei Conti italiana non approvava lo scudo.
Hans Rudolf Merz (presidente della Confederazione), come presidente di uno stato dell’AELS, era invitato a incontrare i ministri delle finanze dei Paesi dell’Unione Europea (UE) a Bruxelles: intento di Merz era ovviamente, parallelamente ai lavori previsti, di poter avvicinare il ministro italiano Giulio Tremonti con il quale avrebbe voluto conversare di scudo fiscale e tutti quei problemini sorti ultimamente (spioni italiani inviati illegamente in Svizzera a schedare clienti italiani, raid della Guardia di finanza contro banche svizzere in Italia, chiarire come mai l’Italia ci considera un Paese paradiso-fiscale quando l’OCSE ci ha inseriti nella lista bianca come tutti le Nazioni dell’UE, pressioni ingiustificate sul sistema bancario svizzero, e molto altro). Ma Tremonti non solo non ha incontrato il presidente elvetico Merz, ma ha evitato di incontrare Merz. Se ne è andato pure prima della fine del summit, per non incontrare Merz. Ha rifiutato la conferenza stampa internazionale per evitare le domande dei giornalisti, si è concesso solo ai giornalisti italiani cui ovviamente non frega niente delle relazioni Svizzera-Italia.
Insomma Tremonti si è confermato persona scortese e per nulla diplomatica, e ci ha dato un ulteriore conferma di ciò che la Svizzera deve fare: applicare sanzioni contro l’Italia che rifiuta contatti diplomatici, finché l’Italia ricomincia a trattarci come un Paese vicino amico (cosa che fa da sempre, non si capisce perché dimenticare negli ultimi mesi centinaia di anni di rapporti cortesi e di reciproca stima!).

un vero macho !
Fabrizio Maria Corona, noto per la sua agenzia fotografica e per vallettopoli, rischia 8 anni di prigione essendo in fase processuale per varie imputazioni. Il Corona è stato beccato, purtroppo per i poliziotti non assieme alla sua ragazza argentina Belen Rodriguez (innamoratissima di un idiota come Corona), a bordo di una Lamborghini nera, mentre sfrecciava sull’autostrada ad oltre 200 Km/h. Di per sè non è una gran notizia, il bello è che l’hanno pizzicato sulle autostrade ticinesi! Prima ha compiuto un sorpasso azzardato sul ponte di Melide (tratto di strada pericolosissimo!), poi l’hanno bloccato dopo Biasca. Il Corona pare non si sia per nulla scomposto, ed ha pagato una bella cauzione. La cosa più scioccante è che viaggiava senza patente, dato che gliela avevano ritirata precedentemente. Ciò avveniva pochi giorni fa. In seguito il Corona, già in galera preventiva durante diverse settimane l’estate scorsa, sempre a bordo della Lamborghini nera, è stato ribeccato ad altissima velocità; questa volta in Piemonte, e i saggi italiani per fortuna gli hanno requisito il bolide. Bel tipo il Corona, ed anche intelligente, visto che è in attesa di sapere se tornerà per un po’ (o magari per anni) nelle patrie galere. Intanto lui si gode la libertà mettendo in pericolo la vita altrui sulle strade, ma rigorosamente senza patente!
Nel distretto di Lugano sono comparsi lungo le strade manifesti offensivi contro gli invalidi: “I disabili sono inutili”, oppure “I disabili non vogliono lavorare”: queste sono le scritte che si leggono lungo le strade luganesi. Attoniti tutti quelli che hanno letto questi assurdi quanto offensivi messaggi. Non si è sicuri di chi sia la responsabilitâ, perché la Società di affissioni non ha ancora svelato chi ha pagato questi insulsi poster, ma pare che questa buttade sia ideata e finanziata dalla Confederazione(!!?!). Ma come, già non ci sono soldi, in particolare l’Assicurazione invalidità (AI) presenta miliardi di deficit ogni anno, e adesso vengono sperperati soldi in tutta la Svizzera per pilotare un messaggio irriverente e offensivo? Ma lo scopo qual è, visto che il popolo svizzero ha già accettato l’aumento dell’IVA (imposta sul valore aggiunto) per aiutare l’AI boccheggiante? È forse stata lanciata una campagna di cattivo gusto contro gli invalidi con netto ritardo? Di fatto tutti si chiedono il perché di questa iniziativa. E già si levano commenti pesanti tra i turisti, che dicono “ma gli svizzeri come sono caduti in basso!”. Pare che sotto i messaggi offensivi compariranno tra pochi giorni nuove parole di spiegazione, per far capire il senso di questa provocazione, ma intanto il danno è fatto! Difficile raddrizzare una situazione compromessa da questa dannosa campagna, che ha l’unico intento (raggiunto) di offendere gli invalidi. Far discutere di un argomento sono capaci tutti, basta spararle grosse! È importante portare argomenti validi e sensati, non sparare sui deboli, soprattutto da parte dello Stato, che finanzia le campagne di sensibilizzazione coi soldi del contribuente!

il muro della vergogna
Il 9 novembre 1989 succedeva l’incredibile: a furia di colpi di piccone, scalpelli e zappette i berlinesi abbattevano il muro di Berlino. Le immagini che facevano il giro del mondo mostravano migliaia di persone quasi ipnotizzate che smontavano letteralmente il muro della vergogna comunista, e lo demolivano ad un ritmo indiavolato. Tutti volevano cancellare quanto prima il simbolo del colonialismo comunista. Finalmente, dopo quasi 30 anni, i tedeschi dell’Est potevano recarsi a Berlino Ovest. Di lì a poco l’unificazione tedesca: la Germania dell’Est e dell’Ovest ritornarono Germania nell’ottobre 1990. Le autorità dell’Est, quando cominciarono ad erigere il muro che separava in due la città di Berlino, affermarono che si trattava di un “muro di protezione antifascista”: in realtà, prima dell’edificazione del muro nel 1961, circa 2,5 milioni di tedeschi dell’Est scapparono dal regime comunista per recarsi nell’Ovest libero e democratico. E dopo la costruzione del muro lungo 155 Km molte persone cercarono comunque di scappare verso Berlino Ovest: furono centinaia i morti per la libertà, uccisi dalle guardie di sorveglianza dell’est. Leggendarie certe fughe, come quella in mongolfiera che si concluse tragicamente. Non tutti sanno però che qualcuno scappava dalla Germania dell’Ovest in direzione Est, cosa assai strana: il 1° giugno del 1988 un gruppo di 200 punk che veniva inseguito dalla polizia di Berlino ovest scavalcava il muro per sfuggire all’arresto dei poliziotti. Il muro di Berlino è stato e deve restare il simbolo del totalitarismo comunista, un esempio per le future generazioni: in Italia il 9 novembre è stato decretato dal Parlamento “giorno della libertà“, quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino.
Si è arrivati a un punto di non ritorno: Tremonti, ministro delle finanze italiano, ci ha rotto definitivamente gli zebedej. Prima dice che la Svizzera è un paradiso fiscale, per poi trattarci come il peggiore degli stati riciclatori di denaro, quando invece l’OCSE ha inserito la Svizzera nella lista bianca come tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea (UE). Da parte degli italiani si tratta di un pretesto per dare addosso alla Svizzera, per legittimare tutte quelle scorrettezze italiane che accadono in successione. In effetti i blitz contro le banche svizzere in Italia sono provvedimenti che gli italiani nemmeno contro la mafia mettono in atto. Eppoi ci sono gli 007, spie illegali in Svizzera che fotografano e segnalano clienti italiani e fiduciarie varie che secondo loro potrebbero essere legate all’evasione fiscale. Lo scudo è poi una vera chicca: i capitali evasi che riaffiorano saranno tassati al 5%, ben al di sotto rispetto a chi le imposte le paga regolarmente (in Italia le aliquote spesso superano il 50%!!!); un regalo alla mafia e alla malavita, che dichiareranno enormi capitali, pagando la miseria del 5%, senza alcuna multa. La grande UE, unita e compatta, non dice niente ed accetta un trattamento fiscale scandaloso a favore degli evasori. Il presidente della Confederazione Merz ha riferito che Tremonti gli avrebbe confidato che stava per intraprendere provvedimenti contro la piazza finanziaria ticinese, e che gli italiani non erano interessati a firmare il nuovo accordo di doppia imposizione che pure la Svizzera era pronta a firmare. Tremonti ora afferma che sono gli svizzeri a non voler firmare l’accordo.
Insomma basta. Adesso reagiamo! Colpiamo i 45′000 frontalieri che ogni giorno varcano il confine e si arricchiscono qui da noi, p.es. fermandoli in dogana per controlli scrupolosi e causiamo chilometriche colonne sulle strade italiane. Poi blocchiamo alle dogane i TIR italiani. In seguito tratteniamo le decine di milioni di euro che dovremmo riversare dopo l’imposizione alla fonte, mettendo in crisi i comuni italiani fuori confine. Come già anche fatto non ratifichiamo gli accordi di doppia imposizione con l’Italia. Prendiamo a calci in culo e arrestiamo i sospetti 007 di Tremonti. E se necessario buttiamo anche fuori il console di Italia e tutti i suoi collaboratori. E se non bastasse rendiamo la vita difficile agli 800′000 italiani che vivono in Svizzera. In poche parole reagiamo con fermezza, perché come ci raccontano molte fonti attendibili, i clienti italiani portano via miliardi dalla Svizzera, terrorizzati da Tremonti e dai suoi metodi staliniani. La Svizzera deve piantarla di attendere e sperare che le cose si mettano a posto da sole, deve reagire con fermezza per preservare 5′000 posti di lavoro legati alle attività bancarie in Ticino.