E adesso è guerra aperta: sanzioni contro gli italiani.
Si è arrivati a un punto di non ritorno: Tremonti, ministro delle finanze italiano, ci ha rotto definitivamente gli zebedej. Prima dice che la Svizzera è un paradiso fiscale, per poi trattarci come il peggiore degli stati riciclatori di denaro, quando invece l’OCSE ha inserito la Svizzera nella lista bianca come tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea (UE). Da parte degli italiani si tratta di un pretesto per dare addosso alla Svizzera, per legittimare tutte quelle scorrettezze italiane che accadono in successione. In effetti i blitz contro le banche svizzere in Italia sono provvedimenti che gli italiani nemmeno contro la mafia mettono in atto. Eppoi ci sono gli 007, spie illegali in Svizzera che fotografano e segnalano clienti italiani e fiduciarie varie che secondo loro potrebbero essere legate all’evasione fiscale. Lo scudo è poi una vera chicca: i capitali evasi che riaffiorano saranno tassati al 5%, ben al di sotto rispetto a chi le imposte le paga regolarmente (in Italia le aliquote spesso superano il 50%!!!); un regalo alla mafia e alla malavita, che dichiareranno enormi capitali, pagando la miseria del 5%, senza alcuna multa. La grande UE, unita e compatta, non dice niente ed accetta un trattamento fiscale scandaloso a favore degli evasori. Il presidente della Confederazione Merz ha riferito che Tremonti gli avrebbe confidato che stava per intraprendere provvedimenti contro la piazza finanziaria ticinese, e che gli italiani non erano interessati a firmare il nuovo accordo di doppia imposizione che pure la Svizzera era pronta a firmare. Tremonti ora afferma che sono gli svizzeri a non voler firmare l’accordo.
Insomma basta. Adesso reagiamo! Colpiamo i 45′000 frontalieri che ogni giorno varcano il confine e si arricchiscono qui da noi, p.es. fermandoli in dogana per controlli scrupolosi e causiamo chilometriche colonne sulle strade italiane. Poi blocchiamo alle dogane i TIR italiani. In seguito tratteniamo le decine di milioni di euro che dovremmo riversare dopo l’imposizione alla fonte, mettendo in crisi i comuni italiani fuori confine. Come già anche fatto non ratifichiamo gli accordi di doppia imposizione con l’Italia. Prendiamo a calci in culo e arrestiamo i sospetti 007 di Tremonti. E se necessario buttiamo anche fuori il console di Italia e tutti i suoi collaboratori. E se non bastasse rendiamo la vita difficile agli 800′000 italiani che vivono in Svizzera. In poche parole reagiamo con fermezza, perché come ci raccontano molte fonti attendibili, i clienti italiani portano via miliardi dalla Svizzera, terrorizzati da Tremonti e dai suoi metodi staliniani. La Svizzera deve piantarla di attendere e sperare che le cose si mettano a posto da sole, deve reagire con fermezza per preservare 5′000 posti di lavoro legati alle attività bancarie in Ticino.