Dopo anni di silenzio sull’argomento, finalmente un membro del Consiglio Federale si dice preoccupato della situazione venutasi a creare nel mercato del lavoro, complice la crisi, dopo l’introduzione della libera circolazione con l’Unione Europea (UE). I dati sono i seguenti e sono inconfutabili in tutta la Svizzera: aumento della disoccupazione, ma contemporaneamente aumento del numero di stranieri e frontalieri attivi nel nostro Paese. L’interpretazione è una sola: vengono preferiti gli stranieri ai domiciliati, probabilmente per pagare stipendi più bassi. Inoltre, altro dato più volte previsto dai contrari alla libera circolazione, i lavoratori UE che finiscono in disoccupazione se ne stanno tranquilli in Svizzera, a carico delle ottime assicurazioni sociali che ci sono qui da noi (ci avevano detto che quelli che perdevano il lavoro se ne sarebbero tornati al loro Paese, ma dove se c’è ovunque disoccupazione alle stelle?). La ministra dell’economia Doris Leuthard afferma che la situazione venutasi a creare necessita di correttivi, come l’introduzione di contingenti: in pratica plafonare il numero di lavoratori UE. In realtà i partitoni e il Governo volevano il mercato del lavoro aperto all’UE, e adesso si vedono le conseguenze di questa apertura ad un mercato di 500 mio di persone come l’UE. Difficile adesso porre dei correttivi e dei freni, ma era ora che finalmente anche il Consiglio Federale apra gli occhi sul mondo del lavoro svizzero che in pochi anni è profondamente cambiato e diventato moooolto complesso per i domiciliati.

oh, forse ho detto un'altra minchiata!
Giulio Tremonti, ministro italiano dell’economia, nato a Sondrio in Valtellina e malvoluto ministro in tutta Italia, quattrocchi dalla erre moscia, ha colpito ancora (nel senso che ha infierito di nuovo sulla Svizzera e sui ticinesi): avrebbe detto che i ticinesi sono tutti mafiosi. A parte il fatto che la mafia l’hanno creata, coltivata ed esportata gli italiani, Tremonti avrebbe detto questa scempiaggine nientepopodimeno che al presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il quale poi avrebbe riferito ai suoi funzionari di questa ennesima esternazione incivile e discriminatoria del nanetto italiano. Fatto è che la notizia è finita sul Blick, e adesso lo sanno tutti. Merz non avrebbe confermato gli insulti del valtellinese, anche perché Merz, dopo l’operazione al cuore, è diventato più buono di Gandhi e ha perso completamente l’orientamento, quello politico, ma pare non sappia nemmeno più dove sta il Nord. Dopo le stangate del ministro crucco Steinbrück, che almeno diceva le cose davanti alle telecamere, la Svizzera ha adottato Tremonti, con i suoi scudi fiscali probabilmente illegali (la Commissione europea dovrà decidere se bloccare lo scudo fiscale per evasione della tassa IVA da parte dell’Italia), con gli 007 che ha mandato in Ticino a spiare, col debito pubblico paragonabile all’Argentina fallita, coi suoi insulti, coi suoi luoghi comuni razzisti, con la sua arroganza e frustrazione. E pensare che pare che Tremonti per anni dal suo studio di Milano abbia aiutato i clienti italiani a portare capitali in Svizzera… Che tolla!
La situazione è chiara e preoccupante al tempo stesso: da quando la Svizzera ha ratificato gli accordi con l’Unione Europea (UE), in particolare la libera circolazione delle persone, vi è stata un’invasione di lavoratori UE nel nostro Paese. Ora che c’è la crisi ovviamente continuano ad arrivare frontalieri, e di pari passo aumenta la disoccupazione. Anche un idiota capisce che sta avvenendo ciò che gli avversari degli accordi con l’UE avevano previsto: invasione di manodopera straniera, le ditte assumono stranieri a basso costo, pressione verso il basso dei salari, aumento della disoccupazione dei domiciliati, e così è stato. Abbiamo visto nei giorni scorsi che anche le ex-regie federali come le ferrovie FFS, di cui l’azionista di maggioranza è la Confederazione, si avvalgono di lavoratori dell’est europeo; non parliamo poi del settore privato e dei cantieri pubblici, dove ormai c’è un’anarchia preoccupante (subappalti illegali, minimi salariali non rispettati, contratti di lavoro inesistenti, ecc). I sindacati osano pure protestare, quando invece c’era da opporsi agli accordi con l’UE erano tra i grandi fautori. Altro che nuove opportunità per gli Svizzeri, qui ci stanno colonizzando in pochi anni! Ora l’UDC di Toni Brunner chiede di disdire gli accordi sulla libera circolazione, anche perché si è notato che i lavoratori UE, adesso che c’è crisi e qualcuno di loro perde il posto di lavoro, mica se ne tornano nel loro Paese; se ne restano qui con tutta la famiglia che si sono portati dietro. Ci dicevano ai tempi che se avessero perso il posto di lavoro, gli stranieri se ne sarebbero andati altrove a cercare: follia pura, chi glielo fa fare, e poi dove c’è lavoro in Europa? C’è forte disoccupazione ovunque! Gli stranieri ovviamente restano qui, sfruttando le nostre strutture sociali e la nostra assicuazione disoccupazione, di super lusso rispetto al resto Europa: tutto già previsto a suo tempo, ma gli euro-esaltati nostrani facevano finta di niente e dicevano che erano tutte balle degli oppositori all’UE. Ora vi è questa richiesta dell’UDC, che sembra campata in aria, e che invece è assolutamente legittima e tempestiva. Anzi, ci sembra pure tardiva.
Era stato detto e ridetto: in caso di accettazione della libera circolazione delle persone da parte della Svizzera con l’Unione Europea (UE), ci sarebbero stati molti problemi per i lavoratori indigeni, in quanto gli accordi permettono di assumere collaboratori provenienti dall’UE, magari anche pagandoli meno dei ticinesi. Questo fenomeno si riscontra oramai in tutti i settori: edilizia, sanità, assicurazioni, banche, ecc ecc Di fatti, accanto ad un continuo aumento della disoccupazione in Ticino, si registra un continuo aumento dei lavoratori frontalieri. Ovvero: ci stuccano il lavoro, e i domiciliati ticinesi restano a casa disoccupati!! È aritmetica pura, anche se qualche funzionario statale cerca di dare sempre diverse letture del fenomeno. Cercano di inventare balle, per non ammettere che gli accordi bilaterali con l’UE sono e saranno un enorme problema per il Ticino e i suoi lavoratori. L’ultima assurdità: le Ferrovie federali svizzere (FFS) si sono avvalsi della collaborazione di lavoratori ungheresi! Capito, ungheresi! Una ditta parastatale, azionista di maggioranza la Confederazione, azienda che riceve sussidi di denaro pubblico, fa lavorare operai ungheresi! Vergogna, neppure le ex-regie federali resistono alla tentazione di assumere lavoratori provenienti dall’UE. E i sindacati, che avevano sostenuto la libera circolazione delle persone con l’UE, si lamentano…. Bravi scemi, adesso è tardi, e grazie a voi e ai partiti che hanno sostenuto gli accordi ci troviamo nella palta!
Negli scorsi giorni è stato pubblicato un sondaggio su come gli svizzeri reputano l’operato del nostro Governo federale, il Consiglio Federale per intenderci. Ebbene, il 60% sarebbe insoddisfatto del lavoro svolto dai sette saggi di Berna. Il dato ci sorprende, perché ci piacerebbe capire perché il 40% rimanente non abbia condannato l’operato del Consiglio Federale! Erano decenni che non avevamo un governo così debole e poco credibile! Deboli e perdenti. Abbiamo vissuto i casi più eclatanti: la Libia e Gheddafi fanno quello che vogliono, trattengono per quasi due anni ostaggi svizzeri, e il presidente della Confederazione Merz si scusa!! Cosa? Vabbé che Merz è stato operato al cuore, ma a noi sembra rimbambito, e se poi non se la sente se ne vada tranquillo in pensione, così non fa danni! Poi la crisi sul segreto bancario: prima il crucco Steinbrück, e adesso l’italiano Tramonti ci rompono le balle, definendo la Svizzera un paradiso fiscale (mentre l’OCSE ci ha inseriti nella lista bianca, come tutti i Paesi UE), e il governo federale non ha fatto nulla, non ha reagito! Adesso si è mosso, ma è tardi! Il Ticino perderà migliaia di posti di lavoro, in seguito allo scudo fiscale italiano!! E ancora Maurer che non sa come riformare l’esercito, la PPDina Leuthard che sorride a tutti ma non combina nulla, in un momento di grave crisi economica. Il PS Leuenberger ha perso da anni il buon senso. Insomma, Consiglio Federale da bocciare. E intanto Merz afferma di non aver nulla da rimproverarsi…

è mano, è senz'altro fallo di mano
Ancora una volta una partita di calcio decisa da un episodio irregolare: il gol che ha qualificato la Francia (che giocava contro l’Irlanda) ai campionati del mondo in Sudafrica era viziato da un nettissimo fallo di mano di Thierry Henry (vedi foto), il quale dopo essersi aggiustato il pallone per ben due volte con la mano ha passato ad un collega attaccante che ha insaccato la palla. Si tratta dell’ennesimo episodio di svista da parte dell’arbitro. Sviste che decidono le partite, che permettono di pilotare i risultati a favore delle solite grandi squadre. Famoso l’episodio della mano de dios di Maradona, che segnava di mano e non di testa. Celeberrimo il gol fantasma negli anni ‘5o, durante una finale del campionato del mondo (!), ma almeno a quei tempi si può affermare che la qualità delle immagini era scadente, adesso invece mettono telecamere precisissime dappertutto . Se è vero che il calcio è un gioco, è anche vero che in questo gioco girano interessi per miliardi: tanti soldi quindi, che meriterebbero perlomeno un equo arbitraggio. La FIFA ha introdotto da qualche anno un cosiddetto quarto uomo, che a fine tempo alza una plachetta che indica i minuti di recupero (basterebbe introdurre il tempo effettivo, p.es 30 minuti effettivi per tempo, come fanno nel basket, hockey, e molti altri sport): pochino per uno sport al palo da decenni. Da ormai molti anni ci sono gli schermi giganti negli stadi, che rifanno vedere le immagini al replay: la cosa più ovvia sarebbe permettere di visionare le azioni dubbie, magari su richiesta di una delle squadre (p.es ogni squadra ha diritto 3 volte per tempo di verificare le immagini video, un po’ come nel tennis si può chiedere il challenge). E invece no, i vertici FIFA non hanno nessuno intenzione di introdurre questa semplicissima possibilità, che oltretutto è a disposizione dei telespettatori e degli spettatori negli stadi. Mentre i giocatori protestano e litigano con l’arbitro, oltretutto facendo perdere tempo, il verdetto tv sul fallo di mano di Henry sarebbe giunto in pochi attimi, bastava volerlo. E la FIFA appunto non vuole, perché così non si potrebbero più pilotare le partite. Ma attenzione, i vertici del calcio mondiale propongono ora di affiancare al 4° uomo anche un 5° e un 6° uomo sulla linea di fondo. Ancora uomini, ma basta! Ridicoli!
Vabbé che la Svizzera Under 17 di calcio ha sconfitto nella finale mondiale la Nigeria, ma non si spiega questa pressione alle nostre frontiere di asilanti nigeriani. Oltretutto richiedenti l’asilo nigeriani che già hanno depositato domanda di asilo in Italia, pertanto che non hanno il diritto di depositarne un’altra in Svizzera. Ma tant’è: 32 nigeriani sono stati fermati alla frontiera, stavano entrando dall’Italia in treno. Le guardie di confine affermano che si tratta di un fenomeno in espansione nelle ultime settimane: profughi che provano ad ottenere asilo in Svizzera, dopo che hanno già fatto domanda in un Paese dell’Unione Europea (UE). Molti dei 32 nigeriani intercettati non avevano con sè i documenti, altri presentavano già permessi di soggiorno italiani. La cosa è chiara: si è sparsa la voce che in Svizzera si sta meglio e gli svizzeri accolgono tutti, tanto prima che ti sbattano fuori passano mesi o anni. Ma poi, sbattere fuori dove? Nei paesi di provenienza non li vogliono, spesso i poliziotti svizzeri che riaccompagnano i richiedenti vengono aggrediti. Rimandarli in Italia è la procedura corretta, visto che provengono da lì, ma l’Italia non li vuole. Da decenni applichiamo il diritto, ma le regole cozzano contro la non applicazione delle leggi e degli accordi in Italia. Gli italiani firmano gli accordi, ma poi non li applicano. Ci vogliono severissimi controlli alle frontiere, mica lasciare i valichi di frontiera incustoditi, evitare che questi falsi rifugiati entrino in Svizzera, perché una volta da noi ce li cucchiamo per anni. Altro che Schengen e frontiere aperte…

chi giocherà per la CH?
La Svizzera è diventata campione del mondo di calcio U17, battendo in finale la Nigeria. Risultato fantastico, che nessuno si sarebbe immaginato. I ragazzi hanno formato un gruppo meraviglioso e il tecnico è competente e capace. Speriamo tutti che possa servire da stimolo per la nazionale di calcio dei grandi, che sembra non abbia tanta voglia di impegnarsi (vedi la recente sconfitta contro la Norvegia). E ci auguriamo tutti che questi giovani possano poi diventare dei campioni della nazionale maggiore.
Sorge un dubbio: visto che ci sono tantissimi ragazzi di origini spagnole, jugoslave, ecc ecc, non è che poi, dopo aver sentito l’inno svizzero per la vittoria odierna, se ne andranno a giocare per Serbia, Croazia, Portogallo, ecc. Come del resto è già successo più volte nel recente passato. Forse non tutti sanno che una volta giocato per la nazionale maggiore, non puoi più cambiare maglia. Ma se i ragazzi hanno giocato per la Under 17, e hanno doppio passaporto (ce l’hanno quasti tutti), hanno la possibilità di giocare per l’altra nazionale! Secondo noi è un’assurdità: se uno ha giocato per la nazionale giovanile, dovrebbe essere obbligato a vestire sempre la maglia rossocrociata. Comunque complimenti ai nostri ragazzi! Anche noi siamo campioni del mondo di calcio.
La telenovela dei due ostaggi svizzeri, bloccati da quasi 2 anni in Libia e ora formalmente incriminati, ci dà lo spunto per approfondire alcuni aspetti legati alla partecipazione della Svizzera all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Il nostro Paese per decenni era rimasto fuori dall’ONU, poi improvvisamente i tempi erano maturi per entrarci: gli argomenti per l’adesione erano, alla luce dei fatti avvenuti, semplicemente ridicoli. In particolare volevano far credere ai votanti che stando fuori la Svizzera sarebbe rimasta in disparte, che avrebbe perso peso internazionale, ecc. Ecco, da quando siamo nell’ONU la Svizzera non ha mai contato così poco e mai nella storia recente del nostro Paese abbiamo subìto così tanti attacchi da parte di altre Nazioni: pensiamo alla Germania e all’Italia, ma soprattutto la Libia. Quindi non è vero che se fai parte dell’ONU conti di più, conti uguale a prima quando eri fuori, o forse contavi di più quando eri fuori, proprio perché eri fuori e non sottostavi allo strapotere delle Nazioni importanti (come USA, Russia, Cina). Fatto sta che la Libia, presidente di turno dell’assemblea generale dell’ONU, tramite il colonnello Gheddafi aveva messo all’ordine del giorno della seduta ONU di qualche settimana fa la trattanda che riguardava la cancellazione della Nazione chiamata Svizzera: nessun Paese dell’ONU ha reclamato, nessuna sanzione, nessun ammonimento ufficiale per condannare la Libia, membro dell’ONU, che chiede di cancellare una Nazione membra ONU. È semplicemente folle! Proprio l’ONU che si fa paladino dei deboli, interviene dove c’è guerra, carestia, deboli in difficoltà, proprio l’ONU che non interviene per bloccare la follia della Libia e del suo leader maximo. L’UDC aveva proposto di uscire dall’ONU se la stessa organizzazione internazionale non fosse intervenuta contro la Libia: proposta provocatoria certo, ma tempestiva. Come si fa a far parte di un club di Nazioni, con statuti, regolamenti, regole sui diritti dell’uomo e dell’autodeterminazione dei popoli, e poi un membro del club chiede la tua cancellazione dalla mappa geografica? Folle.

pescatore della domenica
Pare che il presidente cantonale del PPD Giovanni Jelmini sia stato sorpreso da un guardia pesca mentre cercava di pescare trote in un riale in Leventina. Su quel tratto del corso d’acqua vige però il divieto di pesca. La Regione riferisce che Jelmini, invece di ammettere l’infrazione, pare abbia cominciato a discutere animatamente col guardiapesca: insomma, al posto di conciliare, Jelmini avrebbe litigato col funzionario cantonale che faceva il suo dovere. Eppoi, già ci sono sempre meno pesci nei nostri corsi d’acqua, ci manca pure che vi sia razzìa di trote anche dove è espressamente vietato. Bravo Jelmini, un bell’esempio da parte di un presidente di partito governativo; guarda un po’ che proprio il PPD gestisce il Dipartimento istituzioni, quello che per intenderci si occupa dell’ordine pubblico e del rispetto delle regole. Ma da buon PPDino, Jelmini il pescatore di frodo si farà adesso una grassa risata, apprezzando la pubblicità che i media gli concedono per questo affare di pesca vietata.