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Scudo fiscale: a rischio 5′000 posti di lavoro nelle banche ticinesi!

19 ottobre 2009

Hanno dormito, è il minimo che si possa dire. Hanno dormito tutti quelli che forse potevano evitare o far meglio ammortizzare gli effetti del terzo scudo fiscale, approvato dal parlamento italiano un paio di settimane fa. Ha dormito il Consiglio di Stato, dorme il Consiglio Federale. È vero che in seguito alla profonda crisi economica causata dalla scellerata politica di certe banche un certo sistema bancario non gode di grande stima da parte del comune cittadino, però bisogna considerare che migliaia di posti di lavoro sono a rischio a seguito degli effetti causati dal terzo scudo fiscale. Fatto sta che per gli evasori fiscali italiani, il ministro Tremonti ha proposto e ottenuto che vi sia una “multa” del 5% sul capitale evaso: una percentuale ridicola, un vero e proprio premio al contribuente disonesto che ha frodato il fisco e portato soldi non dichiarati in Svizzera e in altri Paesi esteri. Se consideriamo le aliquote di imposta vigenti in Italia, il 5% è semplicemente un metodo per far riaffiorare miliardi sottratti al fisco. La Corte dei Conti italiana aveva osteggiato la proposta di far pagare solo il 5% del capitale evaso, ma nonostante queste perplessità la legge è stata approvata. Nel frattempo pare che le autorità italiane sorveglino e filmino i passaggi dei propri cittadini che varcano il confine italo-svizzero, per cercare di stanare gli evasori. Inaccettabile! Dov’è l’Unione Europea? Cosa fanno gli altri Paesi UE? Perché non protestano per questo evidente regalo agli evasori, considerando che spesso trattasi di soldi ottenuti con attività malavitose e magari mafiose? Ma dov’è la grande unità europea, tanto sbandierata dagli euro-esaltati nostrani? Si tratta di concorrenza fiscale sleale da parte italiana, che vuole imporre solo al 5% i capitali evasi. Quando l’Irlanda abbassò le aliquote di imposta attirando molte ditte e aumentando considerevolmente il proprio PIL e la propria crescita economica, Bruxelles pose il veto a questi sconti fiscali. Perché ora nessuno dice niente? Non si tratta forse di uno sconto fiscale clamoroso? Perché, come avvenuto quando il ministro tedesco Steibrück faceva pressione sulla Svizzera, il Consiglio federale non forma un’alleanza con Lussemburgo e Belgio per chiedere equità fiscale? Quando i nostri Cantoni abbassano le imposte, l’UE rompe le palle, adesso non dice nulla ad un suo Paese membro! Il punto è che si prevede un grande rientro di capitali in Italia, e ciò significherà una massiccia perdita di posti di lavoro in Ticino, che avrà meno capitali da gestire. E se le banche vanno in crisi, anche lo Stato incassa meno imposte e stiamo tutti molto peggio! E il ministro italiano Tremonti la pianti di definire la Svizzera un paradiso fiscale, proprio lui che fa pagare solo il 5% di tasse gli evasori! In Ticino diamo lavoro a 45′000 frontalieri e ristorniamo il 40% delle imposte alla fonte all’Italia: ma scherziamo? Blocchiamo tutto, finché la piantano. Basta essere lo zerbino dell’UE!!!

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