Centinaia di rifugiati senza tetto in Ticino
Doveva prima o poi succedere, ed è successo: in Ticino oramai almeno 200 asilanti sono senza tetto, nel senso che sempre più proprietari di immmobili decidono di dare la disdetta al rapporto di locazione con famiglie di asilanti. Fra Martino Dotta, direttore di SOS Ticino, è disperato e non sa più dove trovare alloggio per i richiedenti l’asilo. Sempre meno proprietari vogliono rifugiati nei propri appartamenti. Questi inquilini sono indesiderati, e come dare torto ai proprietari: ritardi nel pagamento delle pigioni, asilanti che creano problemi, interi quartieri che si spopolano di inquilini ticinesi, per riempirsi di richiedenti l’asilo. Ma la cosa più preoccupante è che si attende un nuovo aumento dei richiedenti in arrivo in Ticino, e le autorità cantonali sono sicuramente impreparate. Ma dove li mettiamo? Considerando poi che la stragrande maggioranza dei richiedenti non hanno neppure il diritto di rimanere (per es. la famiglia ucraina “salvata” sul Lema, il falso medico con passaporto italiano proveniente dall’Uruguay, e molti moltissimi altri casi di gente che arriva e ci prova e ci riprova), il punto è: dove li ospitiamo? Per mesi sono stati messi negli alberghi, ma dopo il caso degli eritrei ospitati in via Nassa (??), anche questa soluzione presenta degli evidenti problemi. I partiti di destra propongono di ospitare i richiedenti nelle caserme fuori dai centri abitati, ma ppdini e sinistra si oppongono per motivi di dignità, o scuse simili. La verità è che gli asilanti sono ospiti problematici, e che i posti sono limitati: non possiamo ospitare un numero indefinito di richiedenti l’asilo. Prima si sparge la voce che in Svizzera la barca è piena e meglio è, anche perché negli altri Cantoni il problema è lo stesso. Dove metterli? Bisogna fissare un numero massimo di posti a disposizione dei richiedenti l’asilo, occupati questi posti basta, il Ticino non ne ospiti più. Anche la grande Unione europea faccia il suo lavoro.