
finalmente un po' di suspence
Dopo l’accordo di Schengen, l’apertura delle frontiere, la libera circolazione delle persone, la voglia di aprirsi all’Unione Europea (UE), e tutti i cambiamenti in atto che ci fanno perdere sovranità e indipendenza, ecco il sospetto che gli agenti del fisco italiani ci abbiano invasi e ci spiino. È solo un sospetto, visto che senza le prove non vi sono certezze. Fatto sta che in diversi hanno fatto capire che qualcosa stia accadendo, anzi che qualcuno venga a giocare a James Bond in Ticino. Pare che gli 007 azzurri vengano a spiare e schedare i clienti italiani che arrivano nel nostro Cantone per affari bancari. Insomma Tremonti avrebbe sguinzagliato i suoi ispettori in Svizzera per intimorire gli italiani che fanno affari con le nostre banche. Il tutto nell’ambito del terzo scudo fiscale, che ha come scopo di far rientrare in Italia diversi miliardi di capitali non dichiarati. Così oltre a regali di imposta (gli evasori dovranno solo pagare il 5% di tasse sul capitale evaso, un vero e proprio regalo alla malavita e agli evasori fiscali), oltre a intimidazioni contro le banche svizzere attive in Italia (vedi il raid contro 80 filiali di banche svizzere da parte della Guardia di finanza negli scorsi giorni), oltre a sentire Tremonti dire che la Svizzera è un paradiso fiscale (quando invece l’OCSE ha inserito il nostro Paese nella lista bianca come tutte le Nazioni UE), adesso ci toccherebbe subire l’invasione di agenti del fisco italiani sul nostro territorio. INCREDIBILE! Le umiliazioni non finiscono mai ! A Chiasso il sindaco Colombo ha chieso anche ai cittadini di segnalare ev. 007 che dovessero farsi notare nella cittadina di confine. Siamo a livelli bassissimi! Le autorità italiane negano ovviamente che vi siano agenti fiscali attivi in Svizzera. Noi invece rimpiangiamo le frontiere chiuse (che poi così chiuse non erano, ma almeno vi era un minimo di controllo), rimpiangiamo quando la Svizzera non era legata da accordi con l’UE (accordi che a noi non servono e non giovano, mentre agli altri Paesi sono serviti per farci arrivare decine di migliaia di frontalieri e lavoratori esteri), siamo convinti che si stesse meglio quando eravamo “soli ed isolati” (in realtà non siamo mai stati isolati, riprendiamo solo le frasi demenziali degli euro-esaltati).
La scorsa domenica i negozi erano aperti, e contenti erano turisti e domiciliati. C’è stato un notevole giro di affari e bello è vedere le nostre città riempirsi di gente per le strade. Si tratta di una delle poche aperture domenicali concesse. I sindacati ovviamente contrarissimi, salvo poi vedere i sindacalisti ticinesi fare la spesa alla domenica e festivi in Italia… Sî perché sono poche le persone coerenti: se si è contrari alle aperture domenicali dei negozi ticinesi non si capisce perché gli stessi contrari poi vadano a fare la spesa oltreconfine nei i giorni durante i quali non vuole che si lavori. Lavoratori sono sia i nostri, sia gli italiani. Fatto sta che domenica scorsa ha funzionato e i negozianti che hanno tenuto aperto sono stati soddisfatti. Non era obbligatorio tenere aperti i negozi: chi vuole apre, chi non vuole tiene chiusa la sua bottega. L’idea è anche in futuro di permettere ai negozianti di avere la possibilità di aprire nelle domeniche e nei giorni festivi, ma non sussisterebbe alcun obbligo di apertura. La nostra TV di Stato ha ovviamente mostrato un quadro diverso della domenica appena trascorsa: secondo le loro interviste i negozianti non erano contenti e non valeva la pena di aprire i negozi alla domenica. La RSI vuole forse dimostrare in modo scorretto che le domeniche coi negozi aperti sarebbero un flop? Ma se anche fosse, chissenefrega! Chi ritiene che non valga la pena di aprire la propria attività alla domenica facccia pure meritata siesta! E non rompa le balle a chi invece vuole lavorare alla domenica!

azione in grande stile
In Italia in 76 filiali di banche svizzere la guardia di finanza ha fatto irruzione oggi, attuando un vero e proprio raid! Centinaia di uomini impegnati a cercare e frugare, e soprattutto a dimostrare che la Svizzera e il suo segreto bancario sono sotto tiro incrociato e assai intenso. Vedremo a cosa ha portato questa azione di forza, intanto però il clima si fa pesantissimo. Il presidente della Confederazione Merz ha rilasciato un’intervista, pubblicata proprio oggi sul Sole 24 ore, nella quale afferma che bisogna dialogare e negoziare… La risposta del ministro delle finanze italiano Tremonti è stata chiarissima da subito: nessun dialogo, nessuna diplomazia. Blitz improvviso nelle banche elvetiche attive in Italia. Punto. Del resto Tremonti continua a farneticare, e da lì parte tutto l’accanirsi contro la Svizzera: secondo Tremonti il nostro Paese è un paradiso fiscale, senza accorgersi (o magari fa finta…) che l’OCSE ha inserito la Svizzera nella lista bianca, cioè insieme a tutte le Nazioni dell’Unione Europea.
È ora che la Confederazione si svegli, si svegli dal torpore che per troppo tempo ha contraddistinto la sua recente storia. Qui bisogna muoversi e presto, altrimenti ricominceremo tutti a portare al pascolo mucche e capre, e a coltivare la poca terra che ancora resta da lavorare! Sveglia! Qualcuno ci spieghi perché col ministro tedesco Steinbrück, che praticamente ogni giorno aggrediva la Svizzera negli scorsi mesi, il Consiglio Federale reagiva, e adesso c’è il silenzio più imbarazzante? Come coll’arrogante Steinbrück si rispondeva per le rime, anche col contabile ed insaziabile ministro delle finanze italiano Tremonti bisogna reagire! E la grande ed unita Unione Europea: perché l’UE non proferisce verbo sull’operato di Tremonti? Già solo il fatto che con lo scudo fiscale appena approvato in Italia i capitali che rientreranno saranno tassati solo al 5%, è una cosa inspiegabile che l’UE non intervenga!!! Un regalo che va contro ogni forma di giustizia fiscale, che premia capitali forse anche accumulati in maniera illegale, visto che se fossero stati dichiarati a suo tempo sarebbero stati imposti con aliquote anche sopra il 50%! Un vero e proprio regalo che anche la Corte dei conti italiana non aveva approvato! E gli italiani onesti che pagano le imposte, che sono stati tassati con aliquote anche 10 volte maggiori, cosa ne pensano di questa disparità fiscale?
Doveva prima o poi succedere, ed è successo: in Ticino oramai almeno 200 asilanti sono senza tetto, nel senso che sempre più proprietari di immmobili decidono di dare la disdetta al rapporto di locazione con famiglie di asilanti. Fra Martino Dotta, direttore di SOS Ticino, è disperato e non sa più dove trovare alloggio per i richiedenti l’asilo. Sempre meno proprietari vogliono rifugiati nei propri appartamenti. Questi inquilini sono indesiderati, e come dare torto ai proprietari: ritardi nel pagamento delle pigioni, asilanti che creano problemi, interi quartieri che si spopolano di inquilini ticinesi, per riempirsi di richiedenti l’asilo. Ma la cosa più preoccupante è che si attende un nuovo aumento dei richiedenti in arrivo in Ticino, e le autorità cantonali sono sicuramente impreparate. Ma dove li mettiamo? Considerando poi che la stragrande maggioranza dei richiedenti non hanno neppure il diritto di rimanere (per es. la famiglia ucraina “salvata” sul Lema, il falso medico con passaporto italiano proveniente dall’Uruguay, e molti moltissimi altri casi di gente che arriva e ci prova e ci riprova), il punto è: dove li ospitiamo? Per mesi sono stati messi negli alberghi, ma dopo il caso degli eritrei ospitati in via Nassa (??), anche questa soluzione presenta degli evidenti problemi. I partiti di destra propongono di ospitare i richiedenti nelle caserme fuori dai centri abitati, ma ppdini e sinistra si oppongono per motivi di dignità, o scuse simili. La verità è che gli asilanti sono ospiti problematici, e che i posti sono limitati: non possiamo ospitare un numero indefinito di richiedenti l’asilo. Prima si sparge la voce che in Svizzera la barca è piena e meglio è, anche perché negli altri Cantoni il problema è lo stesso. Dove metterli? Bisogna fissare un numero massimo di posti a disposizione dei richiedenti l’asilo, occupati questi posti basta, il Ticino non ne ospiti più. Anche la grande Unione europea faccia il suo lavoro.
Diversi “artisti” in tutto il mondo hanno lanciato petizioni a go-go per liberare il regista polacco Roman Polanski, autore di violenza carnale e sodomia su una tredicenne (13 anni), atto pedofilo commesso negli USA nel 1977. Reato pedofilo ammesso da Polanski, che però non ha mai ammesso la violenza, asserendo che la ragazzina fu consenziente. Ebbene, questa lista lunghissima di personaggi famosi del cinema e dell’arte di tutto il mondo chiede di liberare il regista pedofilo: chi perché lo conosce, chi perché lo difende, chi perché è convinto della sua innocenza (in realtà Polanski ha già ammesso 30 anni fa il rapporto sessuale con la fanciulla). Ma il regista, creativo e artista quanto si vuole, deve pagare per il suo atto con la ragazza minorenne. Su La7, in data 16.10.’09, hanno letto nella sua integrità il verbale dell’udienza che ci fu tra il giudice e la ragazza, traduzione parola per parola, che descrive in modo inequivocabile ciò che avvenne nella casa dell’attore Jack Nickolson: chi ha sentito questa trasmissione non ha dubbi, a cominciare dal pubblico che ha sentito attito il verbale, Polanski deve pagare. Incredibilemente freddo e cinico con la ragazza, il pedofilo ha avuto un rapporto vaginale ed anale, e questo con una 13enne, pare resa inerma da droga somministrata dal Polanski alla vittima. Vi è poi chi afferma che, dato che la vittima, ora 40enne avrebbe perdonato il regista, sia giusto non perseguirlo per il reato contestatogli. Eh no, è come se uno ruba, poi le vittime del furto lo perdonano, e il ladro non viene processato! Il reato di furto resta e il ladro deve essere giudicato per furto! Lo stesso vale per Polanski, ha avuto un rapporto più che completo con una minorenne, e quindi anche se la vittima lo ha perdonato il regista deve essere giudicato per pedofilia. Inoltre Polanski è decenni che non si reca negli USA, e non era nemmeno andato a Los Angeles a ritirare il premio oscar per il suo film Il pianista, ben sapendo che rischiava che le autorità giudiziarie americane lo avrebbero arrestato e giudicato. Infine ci chiediamo come avrebbero reagito tutti quelli che chiedono di liberare Polanski (molti di sinistra), se l’atto pedofilo fosse stato commesso dal solito sporcaccione pedofilo, cattivo e sconosciuto! Tutti si sarebbero giustamente indignati e avrebbero chiesto la giusta condanna. Mica perché Polanski è famoso, creativo e artista può farla franca, deve essere giudicato e basta.
Durante la seduta di ieri del Granconsiglio ticinese si è dibattuto sulla situazione catastrofica della Cassa pensioni dei dipendenti cantonali. I dati salienti sono terrificanti: quasi 2 miliardi (di franchi svizzeri!!) di deficit, grado di copertura di poco superiore al 60% (quando per legge le casse private devono avere un grado di copertura di 100%, che significa essere in grado di garantire gli impegni con gli assicurati). Centinaia di statali ogni anno che se ne vanno allegramente in pensione anticipata a 58 con rendite da manager. Se fossero gli statali a pagarsi e garantirsi la propria Cassa pensioni nessuno avrebbe niente da eccepire a queste cifre drammatiche e a questi privilegi da super-direttori di banca.
Il problema è che è lo Stato (cioè tutti noi cittadini) a garantire la Cassa: capito?, significa che noi tutti con le nostre imposte paghiamo rendite elevatissime agli statali, tappiamo i buchi creati dai privilegi inaccettabili e costosissimi di cui godono i funzionari cantonali, e questo mentre le istutuzioni private fanno i salti mortali per far quadrare i conti, chiamando alla cassa i propri assicurati, anche quelli che già percepisono le rendite! Durante il dibattito a Bellinzona tutti i partiti erano d’accordo a cambiare gestione e comprimere le uscite per risanare la cassa. Tutti, tranne i socialisti, per i quali gli stipendi modesti pagati dal Cantone (bassi? sono altissimi, anche considerando che molti statali più che lavorare fanno presenza!) dovrebbero venir compensati da rendite appetibili. Ma il bello viene adesso: il PS Saverio Lurati (quello che ha affermato “noi siamo contenti che lavoratori stranieri vengono in Ticino a lavorare”, sì, stuccando il lavoro ai ticinesi), in risposta ad una provocazione verbale di un altro deputato, asserisce che il PS non ha responsabilità nella mala-gestione della Cassa, che il PS da solo non decide, che gli altri partiti potevano approvare già in passato misure per risanare la cassa se ritenevano che la stessa fosse così malconcia. Quanto è vero ciò che ha detto Lurati: gli altri partiti (esclusi Lega e UDC) da molti anni difendono la mala-gestione della cassa pensione statale, e non hanno avuto il coraggio di imporre dei correttivi per evitare questa situazione disastrata! I paritoni PLR e PPD hanno da sempre la maggioranza per imporre qualsiasi decisione in Granconsiglio, ma non hanno avuto le palle per farlo, ostaggi della sinistra che li ha convinti per molto tempo a desistere da misure draconiane per risanare la cassa. La sinistra ride, la sinistra la fanno vincere i partitoni che non hanno coraggio e responsabilità per il Canton Ticino. Risultato: il contribuente ticinese deve pagare 2 miliardi di franchi per azzerare il debito accumulato dagli statali…

càlmati, Tremonti
Che palle, ci eravamo appena liberati di quell’antipatico del ministro tedesco delle finanze Steinbrück, che aveva messo sotto pressione la Svizzera per mesi con metodi aggressivi e da gestapo (Steinbrück è affondato alle ultime elezioni tedesche assieme al suo partito socialista), che adesso ci ritroviamo un altro ministro di un Paese dell’Unione Europea (UE) che farnetica: Giulio Tremonti che da settimane le spara grosse e le spara contro il nostro Paese. Col suo scudo fuori legge secondo le normative fiscali UE, fuorilegge perché i capitali evasi rientrati sarebbero imposti solo del 5%, creando una palese disparità di trattamento rispetto a chi le tasse le paga davvero (aliquote italiane anche sopra il 50%), Tremonti fa tremare il mondo bancario ticinese, mettendo a repentaglio 5′000 posti di lavoro. Inoltre il ministro-sparalesto mette sotto ingiusta pressione le società italiane attive in Svizzera. Insomma, un pasticcio all’italiana. Infine il ministro impazzito si permette di dire che la Svizzera è da trattare come qualsiasi altro paradiso fiscale (Cayman Island, Principato di Monaco, ed altro). Cosa?, ma se l’OCSE ci ha appena tolto dalla lista grigia per promuoverci alla pari con gli altri Paesi? Ma il ministro è al corrente, o se le inventa di notte? Nessuna reazione ufficiale da parte del Consiglio Federale e del Consiglio di Stato, che forse non hanno capito la gravità della situazione. Eppoi gli italiani fanno pedinamenti e scattano foto per individuare eventuali evasori sul confine italo-svizzero: INACCETTABILE! E infatti non bisogna accettare simili azioni da 007 , e che oltretutto agiscono senza nessuna licenza o autorizzazione. Con Steinbrück vi erano continue, seppure sempre tardive, reazioni del Governo federale, con Tremonti tutto tace. Oggi sul Corriere della Sera è stata pubblicata una lettera del presidente nazionale PLR Fulvio Pelli, che denuncia il non rispetto da parte italiana di molte normative e accordi, e ribadisce come l’Italia ha un sistema fiscale inefficiente, per cui anche in futuro vi sarà fuga di capitali dall’Italia. Ma ciò non basta, bisogna reagire! Ricordando innanzitutto che ogni giorni 45′000 frontalieri vengono a lavorare in Svizzera. Tremonti, dàtti una calmata!
Hanno dormito, è il minimo che si possa dire. Hanno dormito tutti quelli che forse potevano evitare o far meglio ammortizzare gli effetti del terzo scudo fiscale, approvato dal parlamento italiano un paio di settimane fa. Ha dormito il Consiglio di Stato, dorme il Consiglio Federale. È vero che in seguito alla profonda crisi economica causata dalla scellerata politica di certe banche un certo sistema bancario non gode di grande stima da parte del comune cittadino, però bisogna considerare che migliaia di posti di lavoro sono a rischio a seguito degli effetti causati dal terzo scudo fiscale. Fatto sta che per gli evasori fiscali italiani, il ministro Tremonti ha proposto e ottenuto che vi sia una “multa” del 5% sul capitale evaso: una percentuale ridicola, un vero e proprio premio al contribuente disonesto che ha frodato il fisco e portato soldi non dichiarati in Svizzera e in altri Paesi esteri. Se consideriamo le aliquote di imposta vigenti in Italia, il 5% è semplicemente un metodo per far riaffiorare miliardi sottratti al fisco. La Corte dei Conti italiana aveva osteggiato la proposta di far pagare solo il 5% del capitale evaso, ma nonostante queste perplessità la legge è stata approvata. Nel frattempo pare che le autorità italiane sorveglino e filmino i passaggi dei propri cittadini che varcano il confine italo-svizzero, per cercare di stanare gli evasori. Inaccettabile! Dov’è l’Unione Europea? Cosa fanno gli altri Paesi UE? Perché non protestano per questo evidente regalo agli evasori, considerando che spesso trattasi di soldi ottenuti con attività malavitose e magari mafiose? Ma dov’è la grande unità europea, tanto sbandierata dagli euro-esaltati nostrani? Si tratta di concorrenza fiscale sleale da parte italiana, che vuole imporre solo al 5% i capitali evasi. Quando l’Irlanda abbassò le aliquote di imposta attirando molte ditte e aumentando considerevolmente il proprio PIL e la propria crescita economica, Bruxelles pose il veto a questi sconti fiscali. Perché ora nessuno dice niente? Non si tratta forse di uno sconto fiscale clamoroso? Perché, come avvenuto quando il ministro tedesco Steibrück faceva pressione sulla Svizzera, il Consiglio federale non forma un’alleanza con Lussemburgo e Belgio per chiedere equità fiscale? Quando i nostri Cantoni abbassano le imposte, l’UE rompe le palle, adesso non dice nulla ad un suo Paese membro! Il punto è che si prevede un grande rientro di capitali in Italia, e ciò significherà una massiccia perdita di posti di lavoro in Ticino, che avrà meno capitali da gestire. E se le banche vanno in crisi, anche lo Stato incassa meno imposte e stiamo tutti molto peggio! E il ministro italiano Tremonti la pianti di definire la Svizzera un paradiso fiscale, proprio lui che fa pagare solo il 5% di tasse gli evasori! In Ticino diamo lavoro a 45′000 frontalieri e ristorniamo il 40% delle imposte alla fonte all’Italia: ma scherziamo? Blocchiamo tutto, finché la piantano. Basta essere lo zerbino dell’UE!!!

cari orsi, anzi carissimi
Tra una settimana verrà inaugurata la nuova fossa degli orsi, anzi più che fossa sarà una specie di parco per quattro plantigradi, due dei quali regalati alla città di Berna dal presidente russo durante la sua recente visita in Svizzera. Il simbolo della capitale, cioè l’orso, si mantiene e anzi sia per i turisti, sia per gli animali si è trovata una soluzione più consona. Festa garantita, quindi, o forse no: il nuovo parco doveva costare 9 mio di franchi, alla fine la città dovrà sborsare quasi il triplo, ovvero 25 mio di franchi. Il sindaco socialista Alexander Tscäppät si dice scioccato e vuole attivarsi per stabilire le responsabilità del sorpasso di preventivo. Adesso si muove il sindaco, adesso che i lavori sono terminati? Che ingenuità… adesso Berna deve solo pagare e basta, come sempre accade nel settore pubblico quando si registrano inspiegabili sorpassi di spesa. Diverso è quando il municipio segue i lavori da vicino e durante l’edificazione di un’opera interviene. Se i lavori sono in corso è un conto, se invece l’opera è terminata, e il municipio non ha fatto un tubo per controllare il regolare svolgimento dei lavori, allora paghi. Certo che dirsi scioccati per il sorpasso di prevenitivo, a una settimana dall’inaugurazione del nuovo sito per 4 plantigradi, questo sì che è scioccante!! Ma si sa, nel settore pubblico non vì è controllosu come vengono spesi i soldi dei cittadini, e vige una situazione cronica di allegria dei conti pubblici, tanto mica sono soldi del sindaco, sono soldi che ci mette il cittadino contribuente… L’esempio di Berna è eloquente, e di casi simili ce ne sono a bizzeffe nel settore pubblico. Pensando al nostro Ticino ci vengono in mente le vendite truccate degli immobili della SUVA, perse decine di milioni a favore dei soliti amici; il cartello dell’asfalto, che per decenni ha incassato almeno il 30% in più del dovuto; le scuole di Lavertezzo, che sono costate il triplo rispetto al preventivo. Ultimo caso, l’AET (Azienda elettrica ticinese) che ha comprato la società di consulenza nel settore energetico ZET al doppio del suo reale valore, motivo per il quale l’ex-direttore Reto Brunett si trova da ieri in prigione. Ora la strapagata ZET ha avviato procedura di fallimento e i ticinesi cui appartiene la AET pagano…
Non è passato nemmeno un mese da quando il popolo svizzero ha deciso di aumentare l’IVA (Imposta sul valore aggiunto), cioè di aumentare la tassa sui consumi che pagano i cittadini, per dare una boccata di ossigeno all’ansimante Assicurazione Invalidità (AI), che già si riparla di questa importante assicurazione sociale. Si era detto durante la campagna che prima era giusto aumentare i soldi da distrubuire ai beneficiari di rendita AI, e poi in un secondo tempo si sarebbe affrontata la vera cura dimagrante dell’AI: ridurre cioè i beneficiari di rendite. Durante la fase di consultazione le varie associazioni e partiti hanno detto la loro. Una delle proposte è di ridurre il numero delle persone che attualmente hanno diritto a prestazioni AI del 5% (cioè ca. 12′500 a carico dell’AI che non lo sarebbero più in seguito alla revisione della legge. Il risparmio sarebbe così di quasi 250 mio di franchi all’anno. Ovviamente non si vuole gettare sulla strada questi cittadini, moltissimi dei quali stranieri e addirittura stranieri con domicilio fuori dalla Svizzera, bensì si cercherà di reintrodurre nel mondo del lavoro quelle persone che beneficiano ma che potrebbero lavorare. Un po’ di ordine, grazie ad una legge meno permissiva. Indovinate un po’ chi è contrario a questa proposta: il partito socialista! Mavà, non l’avremmo mai pensato. Proprio loro che vogliono giustizia sociale, proprio loro che dovrebbero ardentemente desiderare di dare nuove opportunità di lavoro a coloro che sono meno fortunati! Come già avevamo anticipato, quando c’era da aumentare l’IVA per finanziare l’assicurazione, il PS era impaziente di alzare le tasse ai cittadini. Ora che si vuole riformare strutturalmente l’AI, i socialisti sono contrari. Certo, per loro il diritto acquisito alla rendita non si mette in discussione. Una volta che uno ha diritto alla rendita AI, anche se guarisce, ne ha diritto per sempre. VERGOGNA! Così non si potrà mai consolidare l’AI! Se non si farà nulla per ridurre il numero dei beneficiari, verranno ancora una volta a chiederci di alzare le tasse! E l’IVA, la tassa sui consumi, la paghiamo tutti, ricchi e poveri.