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Archivio per settembre 2009

Il Ticino terra di conquista

14 settembre 2009

Ancora inquietudine e denuce in Ticino: oramai gli allarmismi sono all’ordine del giorno, in particolare in seguito all’invasione di ditte estere e ai continui abusi (lavoaratori in nero, operai sottopagati, subappalti illegali, ecc ecc) che si osservano nel Cantone da mesi. Questa volta a parlare è l’Associazione interprofessionale di controllo (AIC), col sindacalista Ambrosetti e il segretario impresari costruttori Bobbià. Il primo vorrebbe più controlli sui cantieri: secondo Ambrosetti con gli effettivi a disposizione si riescono a controllare solo il 40% dei cantieri. Ma come “solo”? Quanti cantieri volete controllare, li volete controllare tutti? Volete mettere controllori su tutti i cantieri? Ma chi è che paga tutti queste persone, o magari lo fanno gratis i sindacalisti? Volevate i bilaterali e adesso li avete, con tutti gli svantaggi noti e arcinoti descritti più volte durante le campagne per le votazioni per gli accordi con l’Unione Europea. E adesso che vedete che in effetti gli svantaggi sono un po’ difficili da gestire volete fare più controlli: ma era il mercato aperto che volevate, adesso pelatevi le gatte coi mezzi a disposizione, dato che avevate detto che con le misure di accompagnamento previste tutto sarebbe andato per il meglio. Eppoi Ambrosetti, con tutti i controllori che vorresti, oltre che avere uno stato poliziesco, ci costerebbe talmente tanto che al contribuente costerebbe meno aprire incondizionatamente alle ditte europee, coi loro abusi e con le loro scorrettezze, e soprattutto coi loro prezzi bassi. In seguito arriva Bobbià, col fiato corto, che dice che non ha mai visto così tanti autoveicoli e camion italiani sulle strade ticinesi come di questi tempi: Bobbià invita tutti a rivolgersi a ditte ticinesi. Ma come, volevi nuove opportunità e adesso promuovi misure protezionistiche? Nuove opportunità le avete create alle ditte estere, mentre quelle svizzere vengono discriminate nei Paesi UE. Inoltre avete creato nuove opportunità ai privati, i quali si rivolgono dove costa meno, cioè in Italia. Ma guarda un po’ che strano, si va dove costa meno, soprattutto quando i soldi devi metterceli tu e tirarli fuori dal tuo portafogli. È come dire ai ticinesi di non andare a fare la spesa in Italia, e di fare acquisti in Ticino. Assurdo, i ticinesi che non arrivano a fine mese (e non solo quelli) ti ridono in faccia, perché vanno a fare la spesa dove costa meno, chi se ne frega dell’economia ticinese! Insomma, cari rappresentanti della AIC, le vostre ricette per tenere a bada le ditte estere (perché poi volete limitare l’impatto sul Ticino se volevate il mercato UE ai vostri piedi?) e per combattere le scorrettezze che nell’UE ci sono sempre state, fanno sorridere e ci costeranno molto, ma molto di più dei presunti vantaggi che dovrebbero portare gli accordi unilaterali purtroppo firmati dalla Svizzera con l’UE.

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Facebook vietato anche ai funzionari della Confederazione

11 settembre 2009

Dopo molti Cantoni che hanno oscurato l’accesso a Facebook per i propri dipendenti, anche la Confederazione si è accorta che i suoi funzionari passavano un bel po’ di tempo di laovoro a trastullarsi con il social network del momento. Inevitabile, anche se molto tardiva, questa misura viene adottata da sempre più datori di lavoro: se i dipendenti possono navigare su internet, allora bisogna mettere dei paletti, altrimenti gli instancabili lavoratori passano ore e ore su Facebook, e chissà quanto tempo ancora passano su altri siti di svago trovati nella rete durante l’orario di lavoro, invece di lavorare e produrre per chi li paga. Nel caso dei funzionari delle amministrazioni cantonali e federali trattasi di colpa ancor più grave, in quanto il datore di lavoro è lo Stato, cioè noi contribuenti! L’arroganza degli statali non ha limiti, perché sapevano benissimo di essere controllati, eppure hanno perseverato, Cantone dopo Cantone, a perder molto del proprio tempo su Facebook invece di lavorare. Potevano farsi furbi, e almeno per un po’ “rinunciare” a passare così tanto tempo davanti al social network. Invece no, e adesso anche negli uffici dell’amministrazione federale i funzionari sono stati beccati: si trattava del secondo sito più visitato da questi grandi lavoratori, secondo i controlli degli informatici federali. A fine agosto anche nella città di Zurigo il divieto è scattato, nonostante fosse stata data un’ultima chance ai dipendenti, invitati a ridurre drasticamente le ore di navigazione su Facebook, ma non ce l’hanno proprio fatta. Chissà cosa faranno nell’orario di lavoro, ora che non possono più investire così tanto tempo su Facebook…

Clamorosi i casi che sono emersi in seguito all’uso di Facebook: poliziotti federali che si pavoneggiano in rete screditando il corpo di polizia della Confederazione, servizi segreti inglesi sputtanati da una moglie di uno 007 che ha messo in rete foto compromettenti e pericolose per la sicurezza nazionale, il fisco belga che spia i contribuenti su Facebook per scovare evasori fiscali in base alle loro informazioni immesse in rete, un ragazzo che ha scoperto di essere cornuto da più di un anno in seguito alle informazioni incrociate carpite sul social network, e molti molti altri casi imbarazzanti… La stupidità, la superficialità e la voglia di apparire dell’uomo moderno sono di difficile gestione.

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Sono ostaggi o no? Ma Merz che accordo ha sottoscritto?

9 settembre 2009
l'intoccabile

l'intoccabile

Ci sono degli interessanti ma anche inquietanti sviluppi sul pasticcio Libia-Svizzera. Pare che i due ostaggi svizzeri, trattenuti a Tripoli da oltre 400 giorni non siano poi tanto ostaggi. Uno sarebbe un po’ depresso, ma si muove anche al di fuori dell’ambasciata svizzera. L’altro, doppia nazionalità tunisina-svizzera, pare si muova senza grandi problemi e sarebbe pure stato in vacanza in Tunisia durante questo anno. Ma allora: sono ostaggi o no? Ci dicevano che non potevano lasciare la Libia, ed invece uno di essi se ne è andato in vacanza all’estero! Uè, ci dicano i nostri diplomatici come stanno davvero le cose! Sempre che lo sappiano davvero.

Il 7 settembre ‘09 alla trasmissione SF 10 vor 10 hanno spiegato che sull’accordo tra Libia e Svizzera non figura che i libici debbano liberare i presunti ostaggi entro una certa data: sul contratto capestro si legge che da parte libica “si farà il possibile per”, “si crede che si possa quanto prima”, “si è convinti che si possa risolvere” ed altre frasi uregiatte simili. Ma dove sarebbe l’impegno scritto nero su bianco da parte libica? Dov’è la contropartita araba, mentre il nostro Merz (in seguito ad iniziativa personale) si scusa ufficialmente? L’unica cosa sicura è che i libici hanno portato via dai forzieri elvetici i loro miliardi e che non ci forniscono più di petrolio! Ma pare che non esista nessun impegno preciso per liberare i presunti ostaggi!! Pazzesco! Il consigliere nazionale UDC Mörgeli si è detto scioccato: ha detto che anche lui è convinto di vincere la lotteria intercantonale e per questo comprerà il biglietto, ma non è mica certo che vincerà! Questo il livello degli accordi firmati da parte svizzera. Nemmeno il semplice uomo di strada avrebbe firmato un simile accordo, che pare non contenere alcuna garanzia. Grazie Merz. Consiglio Federale debolissimo.

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Il dopo Couchepin è una bagarre!

9 settembre 2009

Tra una settimana verrà eletto dall’Assemblea federale il nuovo consigliere federale in sostituzione di Pascal Couchepin. Durante le scorse settimane se ne sono viste di tutti i colori, pur di occupare il cadreghino vacante. Innanzitutto, secondo i criteri di concordanza, il seggio andrebbe nuovamente al PLR. Un liberale se ne va, un liberale dovrebbe arrivare. O forse sarebbe più giusto occupare il posto libero con un rappresentante UDC, cui spettano due seggi, visto che la Widmer-Schlumpf (eletta a suo tempo al posto di Blocher) non è di questo partito e considerando il fatto che l’UDC è il primo partito in Svizzera ma ha solo un consigliere federale. Ma l’appetito è venuto anche e soprattutto al PPD, partito noto per intrufolarsi dappertutto e ricoprire molte più cariche rispetto alla forza reale e rispetto ai seggi di sua spettanza.

Pelli, presidente nazionale PLR, non è stato voluto dal suo gruppo parlamentare come candidato alla successione Couchepin. Preferiscono Pelli come presidente che come ministro: il Ticino indignato per il rifiuto di un candidato del nostro Cantone. Luigi Pedrazzini si butta allora nella mischia, dichiarandosi disponibile: i PPDini federali prendono atto della sua buona voglia e lo convicono in fretta a desistere, con tanti sorrisi ipocriti. Altro schiaffo per il Ticino, per il quale non ci sarà spazio neppure stavolta in Consiglio Federale. Il gruppo parlamentare PPD ha deciso ieri di candidare ufficialmente Urs Schwaller, Qualche icompetente si lamenta perché il candidato scelto non sarebbe 100% romando (in realtà il friborghese è bilingue). Ma chi se ne frega che lingua parla il futuro consigliere federale! L’importante è finalmente avere qualcuno con le palle in un Consiglio Federale allo sbando, dopo le figuraccie sul segreto bancario elvetico attaccato, la crisi UBS, la vertenza con la Libia e molte altre frittate che la Svizzera non riesce proprio a gestire. Un avvertimento ai puristi della formula magica del governo federale e a chi crede ancora a Babbo Natale: PPDini e socialisti hanno la maggioranza assoluta nell’Assemblea federale. Se decidono di eleggere Schwaller non avranno problemi, anche se il PLR piange miseria per lasciargli il seggio in Governo.

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Assicurazione invalidità (AI) da riformare. Minacce kossovare agli ispettori AI

6 settembre 2009

Tra poco saremo chiamati a votare sull’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per finanziare l’AI che presenta deficit annuali di quasi 2 miliardi all’anno. L’IVA verrebbe alzata dal 7,6% al 8%. In pratica si vogliono alzare le entrate dello Stato, che poi sono le tasse sui consumi che pagano tutti i cittadini, per finanziare la disastrata AI. Secondo noi ogni aumento di tasse ed imposte va combattuto. Il problema non si risolve aumentando i soldi da erogare per l’AI. Il problema si risolve solo riformando l’AI.

Le cifre parlano chiaro: quasi la metà dei beneficiari di rendita AI sono stranieri, molti di essi vivono nel loro Paese d’origine, e con quello che ricevono dall’invalidità svizzera vivono pure bene. Ma come più volte chiesto dalla destra (la sinistra e i benpensanti ovviamente sono contrari ad ogni forma di controllo, per loro abusi e reinserimento non esistono), ogni 2-3 anni è importante controllare se i beneficiari sono davvero invalidi, oppure se si può reintegrarli nel mondo del lavoro. Eppoi questi controlli servono anche per stanare eventuali abusi e falsi invalidi. Da qualche mese vi sono controlli anche all’estero (finalmente!!), e vi sono stati diversi falsi invaldi beccati, con un risparmio per l’AI di diverse decine di milioni all’anno. Certo che i controlli all’estero costano, non si capisce perché mandare ispettori fino in Tailandia: vengano i beneficiari a farsi vedere. Sarebbe così semplice: chi non si presenta in Svizzera davanti ai periti AI per rivalutare il caso, niente rendita. Adesso arriva il bello: in Kossovo hanno provato a mandare periti per controllare, ebbene gli ispettori AI hanno ricevuto minacce e la ditta cui era stato affidato il compito di controllare ha rinunciato all’incarico. Capito? L’AI controlla, i kossovari minacciano! Un po’ come quando minacciano il medico che deve certificare il loro presunto problema fisico per ottenere l’invalidità e la rendita!! L’AI è fatta per gli onesti, adesso che la Svizzera è zeppa di gente da fuori, è inevitabile che i controlli debbano essere rigorosi. Il minimo da fare sempre è sospendere immediatamente la rendita a chi non fornisce completa collaborazione. E non ce ne frega niente se la legge o i regolamenti non lo prevedono, si adatta la legge. Solo concedendo la rendita ai veri invalidi l’AI potrà essere risanata e riacquistare credibilità.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Al Ticino solo le briciole. E disoccupati.

6 settembre 2009

Regolarmente i media danno notizia dei dati economici nazionali e cantonali, in particolare considerando l’impatto della sottoscrizione da parte della Svizzera degli accordi bilaterali con l’Unione Europea. Ultimamente qualcuno si era chinato sulla questione delle grosse opere: quanto il Ticino ha beneficiato dei grossi lavori in corso nel Cantone? Alptransit, la galleria Vedeggio-Cassarate, l’impianto di incenerimento di Giubiasco hanno davvero portato lavoro e benessere in Ticino? La risposta ovviamente è NO. È sottointeso che un po’ di indotto è arrivato, già solo perché si spostano grosse ditte coi macchinari e un notevole numero di persone, e dunque è invevitabile che qualche franchetto arrivi in Ticino. Il punto è che le ditte attive da noi non hanno potuto beneficiare delle opportunità in teoria offerte dai grandi cantieri: infatti la stragrande maggioranza degli appalti se li sono aggiudicati le grosse imprese estere o d’Oltralpe, tramite consorzi che hanno sbaragliato la concorrenza locale. Ai ticinesi le briciole…

Del resto abbiamo potuto tristemente constatare che sui cantieri ticinesi (privati, ma anche quelli relativi ai lavori pubblici come il termovalorizzatore di Giubiasco e Alptransit) c’è un via-vai incontrollabile di lavoratori giunti da tutta Europa: gli abusi sono all’ordine del giorno, con operai sottopagati, addirittura impiegati costretti a dormire direttamente sul cantiere dove lavorano senza contratto, molteplici casi di subappalti illegali (ultimo quello della ditta di asfalto Costra SA dell’ex granconsigliere PLRT Thomas Arn sul cantiere Vedeggio-Cassarate), e via discorrendo. Il presidente degli impresari costruttori sul quotidiano La Regione confermava comunque il fatto che alle imprese ticinesi restava pochino, considerata la spietata concorrenza delle ditte estere. E questo mentre per le imprese ticinesi è praticamente impossibile accedere ai lavori p.es. in Italia: all’estero fanno di tutto per non far avere la documentazione relativa agli appalti alle nostre ditte, poi, sempre che si riesca a partecipare al concorso, i prezzi per le imprese ticinesi sono davvero irraggiungibili. In quasi 10 anni che i ticinesi cercano di entrare nel mercato lombardo, ci ricordiamo di un solo caso di ditta del Cantone che ha vinto un appalto: la ditta Garzoni a Milano. Insomma, a noi le briciole. Mentre la disoccuapazione aumenta, i frontalieri hanno raggiunto un nuovo massimo storico in Ticino: quasi 45′000 frontalieri, mentre imperversa la crisi… Ma dove sono le grandi opportunità descritte dai fautori degli accordi con l’Unione Europea? Ormai è tardi e i danni aumenteranno sempre più. Gheddafi è stato un profeta? Spariremo dalla cartina geografica?

Gheddafi ci affonda. I due Svizzeri sempre tenuti in ostaggio.

3 settembre 2009
presto non esisterà più?

presto non esisterà più?

Mentre Merz perde la faccia (così aveva detto il presidente della Confederazione se entro il 1° settembre i due ostaggi svizzeri non fossero stati rimpatriati), la ministra degli esteri Calmy-Rey riprenderà lo scottante dossier con la Libia: si fa finalmente qualcosa di vagamente sensato, e cioè la diplomazia fa il suo lavoro e toglie la patata bollente al ministro delle finanze Merz che si era arrogato il diritto di non informare i colleghi e di chiedere scusa alla Libia. Ormai danni irreparabili sono stati fatti, ma perlomeno è la ministra responsabile che seguirâ la questione. Inutile dire che sarà compito arduo, quasi impossibile rimettere tutto in sesto, dopo una serie inenarrabile di errori che minano la Svizzera a livello internazionale e che hanno reso il nostro Paese per nulla credibile.

Intanto Gheddafi la spara grossa: alla prossima assemblea generale dell’ONU proporrà di smembrare la Svizzera, farla sparire dalla carta geografica. La sua idea è di annettere il Ticino all’Italia, la Romandia alla Francia e la Svizzera tedesca alla Germania. Dove voglia mettere i romanci non lo dice. Ma vi rendete conto? Questo dittatore libico propone di cambiare la mappa geografica, vuole la scomparsa del nostro Paese, ci vuole cancellare! Indescrivibile, mancano le parole per commentare tale intenzione. Qui non si tratta solo di un ragionamento terrorista, qui c’ê qualcosa di pazzesco. Come reagire a simili provocazioni? Meglio non reagire? La situazione è semplicemente surreale. Probabilmente anche i socialisti non hanno parole, pur essendo loro internazionali fino alle ossa e fautori di ONU, UE, Schengen e tutto ciò che non è Svizzera. Sarà interessante vedere come reagiranno gli altri 200 Paesi dell’ONU: proprio questa organizzazione che dovrebbe salvaguardare la pace, l’indipendenza dei popoli, prevenire conflitti, combattere le dittature e la fame nel mondo, promuovere l’istruzione, ecc Vedremo se è valsa la pena che la Svizzera abbia aderito all’ONU, vediamo se qualcuno ci difenderà strenuamente, vediamo se qualche Nazione difenderà una Nazione depositaria della democrazia diretta, dei diritti dell’uomo, della Croce Rossa, ecc

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