Viagra
Home > Attualità Cantonale > Ma in Ticino c’è davvero bisogno di un delegato per l’integrazione?

Ma in Ticino c’è davvero bisogno di un delegato per l’integrazione?

23 settembre 2009

Il Consiglio di Stato ticinese ha nominato il nuovo delegato cantonale all’integrazione e alla lotta al razzismo. Nella pluriennale discussione sulla revisione dei compiti dello Stato, si è cercato di eliminare quei ruoli inutili e quei costi superflui che si sobbarca il Cantone, e tra quelle funzioni superflue in molti avevano visto questo delegato, figura ormai ampiamente superata dall’evoluzione della nostra società. L’ormai pensionato d’oro Ermete Gauro non c’è più, e si presentava un’occasione unica per ridurre di un misero effettivo l’elefantisiaca amministrazione cantonale. Come aveva proposto la Lega dei ticinesi tramite una mozione, l’occasione era ghiotta per abolire questa carica. E invece NO, il Governo cantonale ha nominato l’ennesimo funzionario. Niente contro la persona nominata (tale Pronzini di Lumino, ricorda il Pronzini sindacalista dalla voce stridula), semplicemente stigmatizziamo l’occasione mancata per il Cantone di risparmiare un po’ di soldi del contribuente.

In un Paese dove convivono pacificamente decine e decine di etnie, è assurdo ancora parlare di un funzionario contro il razzismo. È ridicolo che una persona a tempo pieno si occupi di integrazione. Perché chi si vuole integrare non ha certo bisogno di un funzionario cantonale, ha bisogno invece di opportunità che la nostra società già offre abbondantemente. Nella scuola, nelle società sportive, nella vita politica, nel volontariato, nei gruppi musicali, ecc ecc  Nel nostro Cantone non mancano di certo le possibilità per chi vuole integrarsi! Di solito chi non riesce ad integrarsi in Ticino è perché non vuole integrarsi, è perché crede che la sua cultura sia migliore o superiore rispetto alla nostra, ancor peggio quando la religione da lui professata lo spinge a non accettare del tutto il Paese ospitante. Non abbiano bisogno di funzionari cantonali pagati dal contribuente per convincere qualcuno che non vuole ad integrarsi. Chi non rispetta le regole e le tradizioni del Paese ospitante è semplicemente invitato ad andarsene, e a lasciare posto a chi vuole far parte della vita sociale del Cantone ed è riconoscente alla comunità che lo accoglie.

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: , ,
I commenti sono chiusi.