Facebook vietato anche ai funzionari della Confederazione
Dopo molti Cantoni che hanno oscurato l’accesso a Facebook per i propri dipendenti, anche la Confederazione si è accorta che i suoi funzionari passavano un bel po’ di tempo di laovoro a trastullarsi con il social network del momento. Inevitabile, anche se molto tardiva, questa misura viene adottata da sempre più datori di lavoro: se i dipendenti possono navigare su internet, allora bisogna mettere dei paletti, altrimenti gli instancabili lavoratori passano ore e ore su Facebook, e chissà quanto tempo ancora passano su altri siti di svago trovati nella rete durante l’orario di lavoro, invece di lavorare e produrre per chi li paga. Nel caso dei funzionari delle amministrazioni cantonali e federali trattasi di colpa ancor più grave, in quanto il datore di lavoro è lo Stato, cioè noi contribuenti! L’arroganza degli statali non ha limiti, perché sapevano benissimo di essere controllati, eppure hanno perseverato, Cantone dopo Cantone, a perder molto del proprio tempo su Facebook invece di lavorare. Potevano farsi furbi, e almeno per un po’ “rinunciare” a passare così tanto tempo davanti al social network. Invece no, e adesso anche negli uffici dell’amministrazione federale i funzionari sono stati beccati: si trattava del secondo sito più visitato da questi grandi lavoratori, secondo i controlli degli informatici federali. A fine agosto anche nella città di Zurigo il divieto è scattato, nonostante fosse stata data un’ultima chance ai dipendenti, invitati a ridurre drasticamente le ore di navigazione su Facebook, ma non ce l’hanno proprio fatta. Chissà cosa faranno nell’orario di lavoro, ora che non possono più investire così tanto tempo su Facebook…
Clamorosi i casi che sono emersi in seguito all’uso di Facebook: poliziotti federali che si pavoneggiano in rete screditando il corpo di polizia della Confederazione, servizi segreti inglesi sputtanati da una moglie di uno 007 che ha messo in rete foto compromettenti e pericolose per la sicurezza nazionale, il fisco belga che spia i contribuenti su Facebook per scovare evasori fiscali in base alle loro informazioni immesse in rete, un ragazzo che ha scoperto di essere cornuto da più di un anno in seguito alle informazioni incrociate carpite sul social network, e molti molti altri casi imbarazzanti… La stupidità, la superficialità e la voglia di apparire dell’uomo moderno sono di difficile gestione.