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Frontalieri alle stelle, ticinesi messi da parte

29 agosto 2009

Negli scorsi giorni gli uffici federali competenti hanno resi noti i dati dei frontalieri attivi in Ticino: nonostante la crisi e il numero dei posti di lavoro in calo, i frontalieri non sono mai stati così tanti nel nostro Cantone. Ma come, c’è meno lavoro e i frontalieri aumentano il loro numero da diversi anni? Chissà quale ragione mistica bisogna trovare per spiegare lo strano fenomeno…? Prima di fornirvi la nostra versione, sul Corriere del Ticino i funzionari cantonali si dicono sorpresi, e affermano che loro non possono dare i dati dei frontalieri impiegati in Ticino (le statistiche sono infatti giunte da Berna). Cosa? A Bellinzona non hanno i dati aggiornati sui frontalieri? Pazzesco, anche perché chi deve pagare l’imposta alla fonte per i propri dipendenti frontalieri è tartassato e bersagliato dall’Ufficio imposte alla fonte: in poche parole a Bellinzona incassano l’imposta alla fonte, ma non hanno i dati dei aggiornati dei frontalieri attivi nel Cantone. Complimenti all’efficienza statale!

Torniamo al discorso di prima e cerchiamo di capire come mai i frontalieri sono in continuo aumento, nonostante la grave crisi economica ed occupazionale. I ticinesi hanno difficoltà a trovare lavoro, la disoccupazione aumenta, e “stranamente” i frontalieri sono in aumento: ma è chiaro, vengono preferiti i frontalieri ai ticinesi. Grazie agli accordi bilaterali, in particolare alla libera circolazione delle persone, per assumere un frontaliere le trafile burocratiche si sono snellite, e come volevano i fautori dell’apertura della Svizzera all’Unione Europea, si può attingere facilmente al mercato del lavoro straniero, trovando gente disposta a lavorare per meno stipendio rispetto ai domiciliati ticinesi. Ecco quello che vogliono i sindacati e gli euro-esaltati dei partitoni e delle associazioni economiche: vogliono che i domiciliati se ne stiano a casa a rimpolpare l’esercito di disoccupati, e vogliono assumere impiegati stranieri a minor costo! Ce l’hanno fatta, e alla grande. La prova ora c’è, grazie alle statistiche fornite da Berna. Un grande grazie anche agli enti pubblici pagati dal contribuente, come la TSI e l’Ente Ospedaliero Cantonale, che continuano ad assumere dipendenti stranieri. Grazie per il grande servizio che fate al Paese.

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