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Asfaltopoli: il lupo (Thomas Arn) perde il pelo ma non il vizietto

31 agosto 2009
asfalto disonesto

asfalto disonesto

È notizia dei giorni scorsi: la Costra SA, ditta di bitume tristemente famosa per essere invischiata nel malaffare ticinese chiamato Asfaltopoli, continua ad agire in modo illegale. La ditta, indagata con molte altre dopo la causa avviata dal Cantone e dal Municipio di Lugano per il cartello illegale dell’asfalto, ne ha combinata un’altra: ha subappaltato ad una ditta di Varese, senza chiedere l’autorizzazione, opere da selciatori sul cantiere della galleria Vedeggio-Cassarate. È vietato dalla legge subappaltare senza l’autorizzazione da parte della stazione appaltante come da contratto. Capito, Thomas Arn, che gestisce la Costra SA? Capito, ex granconsigliere PLRT? Senza autorizzazione non si può subappaltare agli italiani! Proprio Arn che aveva annunciato negli scorsi mesi che avrebbe chiuso bottega, che le condizioni di lavoro e di mercato in Ticino erano penalizzanti: ma se fa proprio quello che non bisognerebbe fare! Ma se è proprio quello che si imputa alle ditte disoneste? Ma se è proprio questo agire a rovinare il mercato? A nulla sono valse le giustificazioni arroganti di Thomas Arn sul Corriere del Ticino di oggi, dove la redazione del CdT ha ribadito l’accaduto, e con una non comune determinazione ha messo in un cantuccio Arn e i suoi piagnistei. Avanti cosi, compagni di merenda di Asfaltopoli! Proprio non la piantate con i vostri intrallazzi! E tutto questo mentre il contribuente paga voi e il vostro bitume invischiato di malefatte! Ma siamo poi sicuri che il cartello dell’asfalto ticinese non esista più? Siamo sicuri che il contribuente ticinese paghi il prezzo giusto per il bitume che viene posato sulle nostre strade? Il lupo perde il pelo ma non il vizio…

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