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Archivio per luglio 2009

Ladri minorenni da oltreconfine in aumento

31 luglio 2009

La polizia cantonale ha reso noti i dati sui furti e scassi nei primi mesi del 2009, confrontandoli con gli anni precedenti. Si nota che non vi è progressione significativa dei delitti, ma una sostanziale e preoccupante tenuta. La polizia si dice preoccupata dei molti minorenni che vengono da oltreconfine (Italia) e che arrivano in Ticino a svaligiare le case, sapendo benissimo che tanto, anche se beccati, non succederà loro niente. Nessun arresto, nessuna pena. E la voce ovviamente si sta spargendo: tutti sanno che in Svizzera i minorenni sono praticamente intoccabili e quindi verranno da noi a delinquere. Viene alla mente quello che è capitato a Monaco di Baviera un mese fa, quando 3 ragazzacci di Zurigo si sono messi a menare i passanti, tanto per il gusto di menare: in Germania rischiano fino a 10 anni di meritata galera, in Svizzera sarebbero praticamente da subito a piede libero! La Svizzera è così, fatta per i cittadini onesti e tranquilli. Il nostro Paese non è pronto a dare risposte immediate a fenomeni che oramai sono noti da almeno un decennio, come p.es. la violenza giovanile che sta mietendo vittime a tutto spiano.

Se anche la polizia ammette che il fenomeno dei minorenni (spesso nomadi di accampamenti lombardi o piemontesi) che vengono a rubare in Ticino preoccupa, allora vuol già dire che c’è da preoccuparsi! E la piantino gli internazionalisti a bagatellizzare i fenomeni di violenza e criminalità, in particolare proveniente dall’estero, in seguito alle frontiere aperte, ai bilaterali, agli accordi Schengen che hanno annullato i controlli alle frontiere! Questa ostinata voglia di Unione Europea, cari euro-esaltati, porta inevitabilmente a importare i problemi con cui l’UE è confrontata da molti anni. Aprire le frontiere significa per il nostro Paese aprire alla delinquenza. Ovvio. Tutti i sindaci delle città dell’Est (Romania, Bulgaria, Ungheria) hanno dichiarato di essere felici della libera circolazione, dato che i criminali che bazzicavano da loro ora si sono spostati a Ovest, cioè da noi!

Cani pericolosi: adesso basta!

28 luglio 2009

Di ieri, 27 luglio ‘09, l’ennesimo episodio che vede cani mordere bambini: a Sciaffusa un piccolo di 4 anni è stato azzannato alla testa da un rottweiler, il quale se l’è poi presta con la sorella del bambino la quale ha cercato di liberare il piccolo dal cane inferocito. Il cane ovviamente non era al guinzaglio e si era avventato contro una famiglia che faceva un pic-nic su un prato. Il bimbo azzannato ha subìto lesioni gravi, ma non è in pericolo di vita. Lunghissima la lista di episodi simili in tutto il mondo, lunghissima la lista di vittime bambini e adulti della furia canina. Ma adesso basta: bisognerebbe cambiare le leggi, in particolare (come da legislazione statunitense) i padroni di questi cani furibondi dovrebbero rispondere in prima persona delle malefatte dei loro cani. Se il cane uccide, che il padrone venga processato per omicidio. Se il cane ferisce il padrone venga processato per lesioni. I possessori di cani devono rendersi conto che hanno degli animali potenzialmente pericolosi, in particolare per le razze più aggressive (e ci sono statistiche precise) ed è come andare in giro con un fucile col colpo in canna: se il colpo parte e fa danni il possessore del fucile risponde personalmente. Così deve essere per i proprietari di cani.

Perché di misure di prevenzione ce ne sono un sacco, a cominciare dalle scuole per cani, corsi di sensibilizzazione, museruole, guinzagli, ecc ecc. Il problema è che c’è sempre qualche cretino che ritiene che il suo cane non farebbe mai del male a nessuno, che non mette il guinzaglio al suo animale, e figuriamoci la museruola. È sufficiente passeggiare in qualsiasi luogo in Ticino, dove la nuova legge impone il guinzaglio, per capire come le regole più banali e il buon senso non vengono applicati: è infatti pieno di imbecilli che passeggiano col cane senza guinzaglio, e si arrabbiano pure quando fai loro notare che i cani devono essere tenuti al guinzaglio! Basta, ora bisogna passare alle maniere forti!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags:

Il 1° agosto è il natale della Patria

26 luglio 2009

svizzeraBellinzona è una città anomala, che ospita tanti uffici dell’Amministrazione cantonale e dove abita un’infinità di statali. Non vi sono grandi attività economiche e nemmeno il turismo è poi così sviluppato (castellli a parte). Il sindaco Martignoni è ex-radicale, ex-UDC, ora rappresentante del movimento politico Il Noce, che annovera tra le sue fila anche dei comunisti; un personaggio politico che definiremmo ambiguo, arrivista e voltgabbana. Ebbene a Bellinzona, supponiamo in seguito alla decisione del Municipio, l’allocuzione del 1° agosto 2009 sarà tenuta da Gabriele Giulini, presidente dell’Associazione calcio Bellinzona. Persona squisita e di cultura, pare che egli abbia avuto all’inizio un po’ di dubbi, per il fatto di essere cittadino straniero (è italiano) e per dover parlare proprio alla festa nazionale. È un vero signore, non abbiamo dubbi, alla fine ha accettato. Alla fine parlerà uno straniero al 1° di agosto.

Premettendo che siamo sicuri che parlerà molto meglio di tanti politici nostrani che si sono avvicendati nei vari comuni al 1° di agosto, riteniamo fuori luogo che il discorso nella capitale ticinese in occasione del natale della Patria venga tenuto da un cittadino straniero. Un po’ come quando a Lugano al 1° agosto sfilano sul lungolago gli uomini dei Volontari e della polizia locale, e poi ci vediamo anche i carabinieri o altri corpi stranieri! C’è solo un giorno all’anno durante il quale si ricorda la Svizzera, facciamolo bene! Durante gli altri 364 giorni ci subiamo comunque tutta una serie di lavaggi del cervello, del tipo “dobbiamo aderire all’UE, all’ONU, a Schengen, siamo troppo chiusi, i problemi che hanno gli altri li abbiamo anche noi, siamo tutti uguali, anzi noi siamo cattivi” e le solite menate da TSI, intrise di frustrazioni e voglia di Europa che rendono i teleutenti leggermente confusi, ma anche stufi di campagne europeistiche. Ritornando su Bellinzona, è palese che parlerà Giulini perché vogliono costruire il nuovo stadio di calcio e continua con insistenza la campagna per convincere gli scettici dell’importanza di avere un nuovo stadio, che prima doveva costrare 100 milioni, e ogni giorno che passa ne costa molti di più. Un consiglio ai bellinzonesi: se davvero vogliono un mega-stadio più costoso di quello di Zurigo, possono costruirselo con le loro mani durante il week end e durante i giorni festivi, come hanno fatto i cittadini berlinesi qualche anno fa quando non trovavano i fondi, risparmiando decine di milioni di franchi. Che soddisfazione, fare lo stadio con le loro mani senza mendicare i soldi che non hanno!

Meglio trattare bene chi paga le imposte (e sono pochi in Ticino!)

24 luglio 2009

Interessante articolo sul Corriere del Ticino di venerdì 24 luglio 2009, che spiega bene come in Ticino siano solo il 7,5% dei contribuenti a pagare metà del gettito fiscale delle persone fisiche (ca. 260 mio di franchi). Si tratta di 13′500 contribuenti: Di questi solo 3′100 paga il 27% del del totale. E questo mentre ben 40′000 nuclei non pagano un franco di tasse, perché non raggiungono il minimo imponibile: questi contribuenti, che non versano nulla nelle casse dello Stato, rappresentano quasi il 25% (!). Capito in Ticino, come siamo messi? Un quarto dei contribuenti non paga imposte, ma sicuramente riceverà sussidi, aiuti, sovvenzioni, prestazioni complementari, assistenza, ecc. ecc. Il più grande gruppo dei contribuenti è il ceto medio, categoria di difficile definizione: ca. il 70% dei contribuenti appartiene a questo gruppo e pagano ca il 50% del gettito delle persone fisiche. Insomma, diciamo che è meglio trattare coi guanti chi finanzia le attività dello Stato, chi paga gli stipendi agli statali e parte della loro faraonica cassa pensioni, chi sostiene la socialità, chi permette che esista una ridistribuzione della ricchezza.

Regolarmente vi sono delle proposte dei socialisti (quelli che dicono senza pudore “i soldi si vanno a prendere dove ci sono”) che non fanno altro che far scappare i contribuenti facoltosi. Pensiamo solo all’iniziativa sulle casse malati del medico ticinese Cavalli e dei suoi compagni socialisti, che non chiedeva di ridurre i costi ma proponeva cassa malati gratis fino a un reddito imponibile di Fr 100′000 (eh?), mentre chi doveva pagare erano quelli al di sopra di questa cifra. Si calcolava che vi sarebbero stati contribuenti facoltosi che avrebbero dovuto pagare più di 1 milione di franchi all’anno per la loro cassa malati (??!!). Folli, come si fa a sottoporre al popolo una simile bestialità. Sarebbero scappate decine di ricchi, lasciandoci senza finanziamenti, né per lo Stato, né per la cassa malati. I ricchi bisogna attirarli, mica farli scappare via!

Ultima chicca avvenuta pochi mesi fa: Sergio Mantegazza, miliardario ticinese che voleva tornare in Ticino a prendere domicilio, aveva chiesto di trovare un accordo alle autorità fiscali cantonali. Niente da fare, il fisco ticinese non ha ceduto su nessun punto e il risultato è stato che Mantegazza non è tornato nel Cantone. Tra imposte federali, cantonali e comunali abbiamo perso centinaia di migliaia di franchi all’anno. Proposta: paghino le imposte mancanti i funzionari statali che si lasciano sfuggire queste occasioni!

Facebook fa danni. Il Grande Fratello ce lo stiamo creando noi.

21 luglio 2009

Che siamo in un momento dove, grazie o per colpa dell’informatica e delle nuove tecnologie, si può facilmente risalire a conti bancari, movimenti delle persone, tipo di acquisti, ecc è risaputo. Ora ci sono anche i social network, enorme banche dati dove girano foto, informazioni, dati e quant’altro. Facebook è uno di questi, che oltretutto causa un enorme danno all’economia, perché i dipendenti, invece di lavorare, giochicchiano in internet e chiacchierano e fanno tanti nuovi incontri con questo Facebook. La notizia di 10 giorni fa è stata clamorosa: la moglie di un importante funzionario dei servizi segreti britannici aveva pubblicato in Facebook foto e dati confidenziali, al punto che sarebbe stata messa in pericolo la sicurezza nazionale. Anche funzionari di polizia federale elvetica si sono distinti per bravate su Facebook.

Sembra quasi che si ridiventa bambini e non si vede l’ora di ostentare le proprie cretinaggini, ovviamente in modo che tutti sappiano e tutti vedano. Una sorta di reality televisivo, solo che invece che alla TV te lo trovi sul computer. C’è la smania di apparire, raccontare le proprie (intime) balle e soprattutto venire a sapere quelle degli altri. Ci stiamo insomma scavando la fossa da soli, ci siamo prestati al gioco del Grande Fratello. Pazzesco. Boh? Sarà il segno dei tempi… Intanto il fisco belga annuncia che frugando tra i contrubuenti che appaiono su Facebook potrà scovare eventuali evasori fiscali, verificando se il tenore di vita dei contribuenti è compatibile con la dichiarazione fiscale presentata: nessuna prova, ancora,  ma serve per alimentare sospetti e partire con indagini approfondite da parte delle autorità fiscali… ALLEGRIA, TUTTI SU FACEBOOK!

Concorsi truccati nell’amministrazione cantonale? Coi soldi del contribuente!

19 luglio 2009

Lo sappiamo, non è niente di nuovo, ma lo segnaliamo volentieri: i concorsi dell’amministrazione cantonale potrebbero essere viziati da irregolaritâ da denuncia penale. Quando per un posto di funzionario si fissano i requisiti minimi e si sceglie un candidato che non dispone dei requisiti minimi, allora il concorso è illegale, e le persone che truccano i concorsi sono dei veri e propri deliquenti. Pare che al Cantone succeda mica poi tanto di rado, ma poi la cosa si mette a tacere. Ci vengono segnalati almeno due casi avvenuti nel Dipartimento del territorio, a capo del quale vi è da 10 anni Marco Borradori. Un caso documentato si legge nell’ultimo Mattino della domenica: per un posto di capoufficio presso la divisione delle costruzioni hanno scelto un socialista, vicesindaco di Cadro, anche se non aveva i requisiti minimi richiesti dal concorso (ingegnere ETH). Un altro caso simile segnalatoci: la formazione richiesta era il diploma universitario, pare abbiano concesso scatto e aumento di stipendio al sindaco di Airolo, pur lui non avendo conseguito diploma universitario. Insomma, oltre al danno di regalare posti stra-pagati agli amici degli amici, si tratterebbe di una profonda scorrettezza nei confronti di chi ha partecipato ai concorsi avendo i requisiti richiesti e che si è visto soffiare il posto da persona senza i titoli di studio richiesti, e dunque senza le competenze richieste. Un’amministrazione in mano ad incompetenti e stra-pagati funzionari? Pensiamo che vi siano molti statali che lavorano e si guadagnano il salario. Ma adesso vedremo se qualcuno farà luce su queste azioni di una bassezza infinita, avviando perlomeno un’inchiesta interna all’amministrazione cantonale. Intanto l’unica cosa sicura è che il contribuente paga e continua a pagare gli stipendi ai funzionari dello Stato, già privilegiati da orari allegri e ritmi di lavoro leggeri, oltre che da una cassa pensioni che continua ad erogare pensioni da milionari agli statali pensionati e che continua ad indebitarsi ! Tanto garantisce ancora il contribuente!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Siamo proprio dei fessi! Svizzeri dimenticati…

18 luglio 2009

Ritorna puntualmente la storiellina che gli stranieri sarebbero discriminati sul posto di lavoro, in particolare nei momenti di crisi perderebbero più facilmente il posto di lavoro e avrebbero più difficoltà a trovare un posto di tirocinio. A sostegno di questa ipotesi dell’ Unione sindacale svizzera (USS) dovrebbero confortare i recenti dati elvetici sull’occupazione, sulla povertà e quant’altro. Cominciamo a ricordare che vi sono settori che impiegano praticamente solo stanieri, quindi è ovvio che se le ditte licenziano in seguito alla crisi, licenzieranno stranieri. Poi è bene spiegare a qualche distratto (o finto tonto?) che se cittadini stranieri lasciano il proprio Paese per cercare lavoro in Svizzera, quando perdono il lavoro perché la situazione economica è peggiorata, possono di nuovo cercare impiego nella grande Unione Europea, dove secondo i sindacalisti è pieno di opportunità! Inoltre la teoria dell USS è facilmente confutabile: infatti le decine di migliaia di frontalieri che si sono aggiunti in questi anni alle decine di migliaia già attive in Svizzera hanno occupato posti di lavoro e spesso sottratto impieghi ai domiciliati svizzeri, ed ora che c’è crisi spesso vengono licenziati i domiciliati invece dei frontalieri, di solito retribuiti meno. Per non parlare dei 250′000 tedeschi che hanno invaso il nostro Paese negli ultimi 8 anni in seguito alla libera circolazione delle persone, occupando posti importanti e qualificati, creando disoccupazione in Svizzera! Sono gli svizzeri i discriminati! Quindi quelli dell’USS farebbero bene a difendere gli interessi dei domiciliati, invece di farsi paladini degli stranieri! In Svizzera comunque siamo proprio dei fessi: prima degli accordi con l’UE, avevamo un mercato del lavoro sotto controllo; adesso c’è l’anarchia, sia a livello di salari, sia a livello di assunzioni e condizioni di lavoro (vedi i recentissimi abusi sui cantieri di Alptransit, dove con soldi pubblici si sfruttavano operai al limite della schiavitù). In conclusinone i lavoratori dovrebbero svegliarsi e capire che l’USS non li rappresenta e non li difende, occupati come sono a difendere stranieri, Unione Europea e immigrazione! Secondo qualunque persona ragionevole appare evidente che si debbano difendere i cittadini svizzeri, soprattutto dopo tutto quello che sta succedendo dopo l’entrata in vigore degli accordi bilaterali!

Dopo 40 anni si riparla di Luna

17 luglio 2009
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è adesso che sono qua, che faccio?

Sono passati ben 40 anni da quando l’uomo ha messo piede sulla Luna, il nostro satellite naturale. Fu un avvenimento planetario, audience altissime nonostante le immagini televisive pessime. La gara per chi arriva prima sulla Luna venne vinta dagli statunitensi sui sovietici. Insomma una gara appassionante, dopo che i russi superarono regolarmente i rivali (mandando i primi razzi, il primo animale nello spazio, il prima uomo e la prima donna nel cosmo). Ma al di là della competizione e dell’aspetto meramente tecnologico, cosa ci siamo andati a fare sulla Luna? La risposta sta nel fatto che è decenni che nessuno ci mette più piede. Non c’è nulla. Niente di economicamente interessante e sfruttabile. Solo romanticismo guardando la Luna dalla nostra cara Terra.

Eppoi c’è chi mette in serio dubbio la conquista della Luna, ovvero “ma siamo sicuri che l’uomo sia davvero stato lassù?”. Vi sono sospetti in particolare rivedendo il materiale fotografico, che tradisce simboli sulle rocce, impronte degli astronauti sotto la sonda di allunaggio che non ci dovrebbero essere, ombre e luci da studio di Hollywood, materiali video-fotografici usati sulla Terra che stranamente vanno benissimo anche nel vuoto lunare con temperature estreme, ecc Ma tant’è, i sovietici non hanno smentito che i rivali abbiano toccato il suolo lunare. Certo, sulla Luna ci manderemmo qualche imbecille in esilio perenne, dunque teniamocela buona e magari in futuro potrà farci comodo.

Author: LATO-B Categories: Gossip Tags:

In marcia contro i frontalieri e a sostegno dei disoccupati

17 luglio 2009

La 55.enne neocastellana Sylvette Marmeuse, dal 14 aprile quando è partita da Le Locle, sta viaggiando col sacco in spalla a piedi lungo il confine svizzero, per ca. 3 mila chilometri. Tempo previsto 8 mesi. Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul problema dei frontalieri, che a suo dire rubano il lavoro agli svizzeri. È una marcia di solidarietà per i disoccupati e contro la povertà. Secondo Sylvette le istituzioni non fanno abbastanza per tutelare i lavoratori indigeni. Lei ha perso due impieghi a favore di frontalieri. Come darle torto per la sua rabbia? Il Ticino è un esempio lampante del fenomeno denunciato dalla marciatrice incallita: più di 40′000 frontalieri varcano giornalmente la frontiera nel nostro Cantone. Qualche anno fa i frontalieri facevano i mestieri che i ticinesi non svolgevano, adesso vengono assunti anche quando vi sono tanti ticinesi che occuperebbero quel posto. Vengono spesso preferiti i frontalieri per il semplice fatto che li si può pagare meno. In seguito alla libera circolazione delle persone non c’è più bisogno di dimostrare che mancano lavoratori indigeni, si assume e basta. In tutti i settori vi è stato un aumento di lavoratori italiani: nelle banche, nelle assicurazioni, nella vendita, nella sanità, nei servizi, ecc. Ma non è una sorpresa, visto che si tratta appunto di libera circolazione, senza vincoli quindi. Il tutto, oltre ad un aumento della disoccupazione nel Cantone, ha portato ad una pressione verso il basso dei salari. Ma non preoccupatevi: i sindacalisti sono felici, e convinti che tutto vada bene e sia sotto controllo…

Aprire un altro centro asilanti? Cosa?

13 luglio 2009

Il direttore di SOS Ticino è il solito fra Martino Dotta, attivissimo coi rifugiati. Dotta era il grande difensore della famiglia ucraina, che se ne è andata dalla Svizzera solo dopo aver raggranellato la somma di Fr 60′000.-  per aprire un’attività nel loro Paese (capito i furboni, e dire che il nostro Consiglio di Stato aveva scritto a Berna chiedendo di avere un occhio di riguardo per i poveri sopravvissuti del Lema…). Intanto anche Mendrisio è stata tradita dalla sua solidarietà e generositâ in fatto di asilanti: uno dei richiedenti ospitato in albergo (??) è stato beccato a spacciare cocaina… sì, ma la novità dov’è? È arcinoto che lo spaccio di stupefacenti è in mano in gran parte ai richiedenti l’asilo. Ora il frate Dotta chiede al Governo cantonale di costruire un terzo centro asilanti. Col cavolo! Basta così, soprattutto in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo! Ma lo sapete che quando vedete le immagini dei clandestini a Lampedusa, la maggioranza degli africani non viene neppure registrata dalle autorità italiane, in maniera che non se li devono tenere su suolo italico? Vengono in Svizzera, perché noi registriamo e accogliamo senza limiti! Col cavolo che costruiamo un ennesimo centro asilanti, se si sparge la voce arrivano il triplo di richiedenti!
La politica di asilo in Svizzera deve cambiare: già oggi un solo richiedente l’asilo su 10 ha il diritto di restare da noi. Dobbiamo dimostrare coerenza, mettendo a disposizione un numero limitato di posti, esauriti questi si chiude baracca. Deve essere una politica di accoglienza di qualità, e non far entrare senza limiti chi non ne ha neppure diritto. E se proprio deve essere, nei momenti di emergenza, allora mettiamo i richiedenti negli impianti di protezione civile o nelle caserme in disuso. È inaccettabile ospitarli negli hotel cittadini…