Ladri minorenni da oltreconfine in aumento
La polizia cantonale ha reso noti i dati sui furti e scassi nei primi mesi del 2009, confrontandoli con gli anni precedenti. Si nota che non vi è progressione significativa dei delitti, ma una sostanziale e preoccupante tenuta. La polizia si dice preoccupata dei molti minorenni che vengono da oltreconfine (Italia) e che arrivano in Ticino a svaligiare le case, sapendo benissimo che tanto, anche se beccati, non succederà loro niente. Nessun arresto, nessuna pena. E la voce ovviamente si sta spargendo: tutti sanno che in Svizzera i minorenni sono praticamente intoccabili e quindi verranno da noi a delinquere. Viene alla mente quello che è capitato a Monaco di Baviera un mese fa, quando 3 ragazzacci di Zurigo si sono messi a menare i passanti, tanto per il gusto di menare: in Germania rischiano fino a 10 anni di meritata galera, in Svizzera sarebbero praticamente da subito a piede libero! La Svizzera è così, fatta per i cittadini onesti e tranquilli. Il nostro Paese non è pronto a dare risposte immediate a fenomeni che oramai sono noti da almeno un decennio, come p.es. la violenza giovanile che sta mietendo vittime a tutto spiano.
Se anche la polizia ammette che il fenomeno dei minorenni (spesso nomadi di accampamenti lombardi o piemontesi) che vengono a rubare in Ticino preoccupa, allora vuol già dire che c’è da preoccuparsi! E la piantino gli internazionalisti a bagatellizzare i fenomeni di violenza e criminalità, in particolare proveniente dall’estero, in seguito alle frontiere aperte, ai bilaterali, agli accordi Schengen che hanno annullato i controlli alle frontiere! Questa ostinata voglia di Unione Europea, cari euro-esaltati, porta inevitabilmente a importare i problemi con cui l’UE è confrontata da molti anni. Aprire le frontiere significa per il nostro Paese aprire alla delinquenza. Ovvio. Tutti i sindaci delle città dell’Est (Romania, Bulgaria, Ungheria) hanno dichiarato di essere felici della libera circolazione, dato che i criminali che bazzicavano da loro ora si sono spostati a Ovest, cioè da noi!
Bellinzona è una città anomala, che ospita tanti uffici dell’Amministrazione cantonale e dove abita un’infinità di statali. Non vi sono grandi attività economiche e nemmeno il turismo è poi così sviluppato (castellli a parte). Il sindaco Martignoni è ex-radicale, ex-UDC, ora rappresentante del movimento politico Il Noce, che annovera tra le sue fila anche dei comunisti; un personaggio politico che definiremmo ambiguo, arrivista e voltgabbana. Ebbene a Bellinzona, supponiamo in seguito alla decisione del Municipio, 