Si continua a scavare il tunnel del Ceneri senza garanzie da parte italiana

scaviamo e poi vediamo
Mentre Italia, Austria e Germania hanno siglato un accordo per il traforo di 55 km del Brennero, che se dovesse essere edificato sarà per le merci europee la vera concorrenza all’Alptransit svizzero, in Ticino si sta scavando il tunnel del Ceneri, senza sapere se da parte italiana verrà preferita la gronda Ovest (cioè far transitare i treni merci da Cadenazzo verso Luino e poi Genova) oppure se gli italiani hanno intenzione di costruire gli allacciamenti a sud di Chiasso. Nella prima ipotesi non avrebbe alcun senso edificare la nuova galleria ferroviaria del Ceneri, perché le merci si fermerebbero prima del Ceneri in direzione Gambarogno, nella seconda remota ipotesi gli italiani dovrebbero darsi una mossa e creare nuove strade ferrate, in particolare nella zona congestionatissima di Milano. Questo enigma mai risolto è stato più volte messo sul tavolo, anche perché a sud di Lugano l’Alptransit non c’è, e treni merci lunghissimi attraverserebbero Lugano finché non si troverà la soluzione più consona (altre costose gallerie e problemi tecnici a non finire). Le autorità federali e cantonali vanno avanti per la loro strada, senza avere delle vere garanzie da parte italiana, di questi tempi men che meno, vista la crisi, l’impegno a costruire il Brennero e le vicissitudini del premier Berlusconi. Insomma si rischia di scavare il buco sbagliato!
A fare chiarezza dovevano pensarci due mozioni al Consiglio Nazionale, respinte per 96 voti contro 81, rispettivamente 114 a 47, che chiedevano di obbligare il Consiglio Federale a sottoscrivere un trattato di Stato con l’Italia sugli sbocchi a sud della Nuova trasversale ferroviaria alpina, rispettivamente con la seconda mozione di vincolare i lavori del Ceneri alla firma di un tale accordo. Niente da fare, si continua a scavare senza garanzie italiane. Il consigliere nazionale Fabio Abate si lamenta perché le mozioni metterebbero in discussione un investimento a sud delle Alpi: ecco Abate, deve trattarsi di un investimento per il futuro, non di scavare e sperare che poi a qualcuno interessi l’Alptransit. Meglio verificare subito le intenzioni italiane e dell’Unione Europea, prima di spendere i soliti miliardi magari inutilmente, soldi che oltretutto come si è visto nelle scorse settimane vanno spesso in tasca a ditte estere in sub-appalto che impiegano operai stranieri stra-sottopagati!