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Archivio per giugno 2009

Il consigliere federale Pascal Couchepin dimissionario

12 giugno 2009

Dopo 11 anni in  Consiglio Federale Pascal Couchepin, del partito liberale, ha presentato oggi le sue dimissioni. Dapprima come ministro delle finanze, ha concluso il suo mandato come ministro degli interni, affrontando dossier difficili come casse malati e AVS. Per la sostituzione di Couchepin, oltre ovviamente ai liberali, i partiti scalpitano per rivendicare un ulteriore seggio in Consiglio Federale. In particolare l’UDC (che ha la frazione parlamentare più numerosa e un solo consigliere federale), ma pare anche il PPD vorrebbe un ministro in più. Affaire à suivre.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Immigrazione continua e intensa

11 giugno 2009

La Svizzera è sempre ancora molto attrattiva per gli stranieri in cerca di fortuna, checché ne dica la sinistra e qualche cieco benpensante: con regolarità vengono fermati ai valichi con l’Italia vagonate di irregolari con relativi passatori che cercano di entrare nel nostro Paese, qualcuno per transito in direzione delle Nazioni più a Nord, molti di più per fermarsi in Svizzera e presentare da noi asilio politico. Si tratta ovviamente della punta dell’iceberg: ne bloccano pochi e ne passeranno molti di più. È evidente che, quando mostrano in TV le immagini delle migliaia di persone che arrivano ogni anno a Lampedusa su barche di fortuna, buona parte dei disperati ce li ritroveremo da noi, mica si fermano in Italia. La cosa che lascia più perplessi è che ormai le dogane non ci sono più, i controlli sono ridotti all’osso, pertanto è già bello se ogni tanto intercettano qualche clandestino. In seguito all’entrata in vigore del trattato di Schengen, sembra quasi che si sia sparsa la voce che ormai si passa indisturbati dalle nostre frontiere, anche con camion stipate di clandestini: è il caso ri-successo il 9 giugno ‘09, quando hanno fermato un TIR carico di 24 curdi iracheni, di cui 2 donne e 5 bambini. Uno di questi era già stato colpito da decreto di espulsione (ma tanto non se ne vanno!). È paradossale costatare che i passatori scelgano i valichi autostradali, vagamente presidiati dalle guardie di confine, quando potrebbero passare in Svizzera senza alcun rischio transitando dai molti valichi ormai aperti a chiunque e non sorvegliati. Si ricordi il caso degli Ucraini, che invece di entrare tranquillamente a piedi da qualsiasi frontiera con l’Italia, si sono avventurati su per il Lema coperto di neve, con spirito di avventura di altri tempi, per poi farsi soccorrere ed ospitare per più di un anno dal nostro Paese: per chi non lo sapesse, la famiglia ucraina, che non aveva nessun diritto di rimanere perche non perseguitata, ha usato tutte le vie legali per non farsi espellere, e se ne è andata solo quando era riuscita a raccogliere 60′000.- franchi svizzeri per comprar casa e iniziare un’attività nel loro Paese! Avanti così, con questa farsa!

TSI faziosissima

9 giugno 2009

La RSI (già TSI) ha toppato nuovamente: tradita dalla sua infinita arroganza e faziosità, la TV di Stato non ha neppure accennato sull’arrivo del Consigliere Federale Ueli Maurer in Ticino. Per la precisione Maurer è stato a Lugano durante una serata conviviale al Lido di Lugano venerdì 6 giugno ‘09, serata aperta a tutta la popolazione che ha visto la partecipazione di più di 150 persone, ed erano pure presenti diverse autorità cittadine e cantonali (tra cui il sindaco di Lugano e il presidente del Granconsiglio). Trattavasi di una vera e propria festa in mezzo alla gente, in modo semplice e spontaneo. La TSI non si è vista, mentre hanno riferito dell’evento tutti i quotidiani ed anche la piccola, ma attivissima televisione privata Teleticino! Ora il Salmina, responsabile dell’informazione RSI targato sinistra, cerca di giustificare l’imperdonabile assenza della TV di Stato, dopo le proteste dell’UDC, partito sempre e solo bistrattato dalla TSI. Chissà se a Berna lo sanno che in Ticino succedono queste evidenti discriminazioni? Chissà se quando le decisioni di conduzione della TSI verranno prese a Berna, e non a Comano, cambierà qualcosa? Ci si aspetta poi solo imparzialità, equidistanza e completezza di informazione!

Si continua a scavare il tunnel del Ceneri senza garanzie da parte italiana

7 giugno 2009
scaviamo il buchino, poi vediamo

scaviamo e poi vediamo

Mentre Italia, Austria e Germania hanno siglato un accordo per il traforo di 55 km del Brennero, che se dovesse essere edificato sarà per le merci europee la vera concorrenza all’Alptransit svizzero, in Ticino si sta scavando il tunnel del Ceneri, senza sapere se da parte italiana verrà preferita la gronda Ovest (cioè far transitare i treni merci da Cadenazzo verso Luino e poi Genova) oppure se gli italiani hanno intenzione di costruire gli allacciamenti a sud di Chiasso. Nella prima ipotesi non avrebbe alcun senso edificare la nuova galleria ferroviaria del Ceneri, perché le merci si fermerebbero prima del Ceneri in direzione Gambarogno, nella seconda remota ipotesi gli italiani dovrebbero darsi una mossa e creare nuove strade ferrate, in particolare nella zona congestionatissima di Milano. Questo enigma mai risolto è stato più volte messo sul tavolo, anche perché a sud di Lugano l’Alptransit non c’è, e treni merci lunghissimi attraverserebbero Lugano finché non si troverà la soluzione più consona (altre costose gallerie e problemi tecnici a non finire). Le autorità federali e cantonali vanno avanti per la loro strada, senza avere delle vere garanzie da parte italiana, di questi tempi men che meno, vista la crisi, l’impegno a costruire il Brennero e le vicissitudini del premier Berlusconi. Insomma si rischia di scavare il buco sbagliato!

A fare chiarezza dovevano pensarci due mozioni al Consiglio Nazionale, respinte per 96 voti contro 81, rispettivamente 114 a 47, che chiedevano di obbligare il Consiglio Federale a sottoscrivere un trattato di Stato con l’Italia sugli sbocchi a sud della Nuova trasversale ferroviaria alpina, rispettivamente con la seconda mozione di vincolare i lavori del Ceneri alla firma di un tale accordo. Niente da fare, si continua a scavare senza garanzie italiane. Il consigliere nazionale Fabio Abate si lamenta perché le mozioni metterebbero in discussione un investimento a sud delle Alpi: ecco Abate, deve trattarsi di un investimento per il futuro, non di scavare e sperare che poi a qualcuno interessi l’Alptransit. Meglio verificare subito le intenzioni italiane e dell’Unione Europea, prima di spendere i soliti miliardi magari inutilmente, soldi che oltretutto come si è visto nelle scorse settimane vanno spesso in tasca a ditte estere in sub-appalto che impiegano operai stranieri stra-sottopagati!

FEDERER NELLA STORIA DELLO SPORT!

7 giugno 2009

roger-70609Roger Federer ha vinto il torneo di tennis del Roland Garros, appuntamento del Grande Slam su terra rossa che l’eroe nazionale non aveva ancora vinto. Federer conquista così il suo 14° torneo del Grande Slam, eguagliando il record di Pete Sampras che però non era mai riuscito a vincere a Parigi. Dopo la premiazione e l’inno svizzero che gli ha strappato più di una lacrima, Roger ringraziava il pubblico francese che durante tutto il torneo lo ha sostenuto ed ha sempre tifato per lui. Se Federer dovesse vincere nuovamente il torneo su erba di Wimbledon tra 3 settimane, ritornerebbe ad essere il numero 1 del ranking mondiale ATP.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale, Gossip Tags:

Stadi di calcio ridimensionati, Lugano rifletta

7 giugno 2009

Bloccato da anni da ricorsi, il nuovo stadio dell’Hardturm a Zurigo sarà, rispetto all’idea iniziale, assai più modesto. Città e sponsor privati volevano costruire uno stadio da 30′000 posti e centro commerciale annesso, per un costo di circa 350 milioni di franchi. Ora la grande banca e la città rinunciano e si accontenteranno di uno stadio da 20′000 posti senza centri acquisti. Sulla decisione hanno influito anche motivi finanziari. Insomma una grande città come Zurigo si accontenta di un progetto modesto. Anche a Torino la squadra della Juventus, patria del calcio e di successo, prevede di edificare uno stadio da “soli” ca 150 milioni di franchi.

non così grande!

non così grande!

Come noto anche a Lugano e Bellinzona vi è l’intenzione di costruire nuovi stadi di calcio. A Bellinzona dovrebbero essere solo privati a metterci i soldi, a Lugano si ipotizza una partecipazione di città e privati, ciascuno al 50%. Quel che fa riflettere è che a Lugano si parla già di un progetto da oltre 100 milioni, con centri acquisti annessi, ev. anche centro congressuale. L’ubicazione è la zona Cornaredo, già congestionata dal traffico locale e tra un paio d’anni vi sarà ancor più trambusto in seguito all’apertura della galleria Vedeggio-Cassarate dato che il portale est è lì vicino. Emergono dunque dubbi di tipo logistico per una nuova struttura. Eppoi l’investimento pare a molti piuttosto esagerato, considerando anche i pochi spettatori che seguono il Lugano calcio. Uno stadio del costo dell’Hardturm di Zurigo e poco meno di quello della Juventus. Considerando poi che gli spettatori in Svizzera sono in continuo calo nonostante i nuovi bellissimi stadi di calcio costruiti con l’Euro 2008, come documentato dalle ultime statistiche pubblicate questa settimana, allora che Lugano rifletta bene. Non è il momento di fare i megalomani, inoltre bisogna poi vedere se davvero ci sono questi investitori privati, perché a Zurigo è bastato che la grande banca si sia tirata indietro, per vedere il progetto originale passare da 350 a 100 milioni!!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Pamela Anderson sempre in prima linea

5 giugno 2009
bionda tutta tette

bionda tutta tette

L’ex bagnina della serie televisiva Baywatch, la serie più vista al mondo negli anni ‘90, fa sempre notizia. Pamela Anderson, bionda tettona mozzafiato, 41 anni di bellezza e frivolezze, è stata vista a Los Angeles con un ragazzo di 26 anni, surfista. Stavano facendo una romantica colazione sulla terrazza di un noto ristorante. Pare che la passione dei due duri da tempo e che non abbiano più intenzione di nascondere il loro legame, tanto che si parla già di matrimonio. La prorompente Pam, positiva al virus dell’epatite C che pare abbia contratto dall’ex marito Tommy Lee, batterista tatuato, oltre che per la sua bellezza è famosa per la mastoplastica aggiuntiva e riduttiva alla quale ha fatto più volte ricorso: prima non era contenta per il seno e l’ha fatto ingrandire, poi l’ha fatto nuovamente ingrossare non contenta del risultato precedente. In seguito, visto che il petto le stava per esplodere, è tornata dal chirurgo che le ha nuovamente ridotto le mammelle, e pare si sia sottoposta ancora e ancora ad operazioni, perché la bionda americana di chiare origini svedesi non era mai contenta del risultato. Una perfezionista dell’estetica e una vera manna per i chirurghi di Los Angeles! Lei non ha sfruttato il suo lato-b, lei fa valere i suoi polmoni… veniva infatti pagata cifre spropositate per ogni singola puntata di Baywatch, pur apparendo solo pochissimi minuti, ma sempre e rigorosamente indossando il mitico costume da bagno intero rosso da brava bagnina californiana!

Author: LATO-B Categories: Gossip Tags: ,

In Ticino si è passati dal dumping salariale alla schiavitù

3 giugno 2009

La telenovela dei bilaterali continua: dopo la mancata reciprocità dell’applicazione degli accordi bilaterali, l’assunzione in massa di lavoratori dell’Unione Europea in Svizzera, l’ormai provata pressione sui salari nel nostro Paese, il vizietto di sub-sub-appaltare lavori a ditte estere, il pagamento di salari nettamente inferiori ai minimi ticinesi, ora si scopre che in Ticino lavorano operai sotto- o non-pagati, che dormono direttamente sui cantieri in condizioni igieniche inaccettabili. E tutto questo in Svizzera! Fino a pochi anni fa andava tutto bene, e la sinistra si lamentava non si sa per cosa. Adesso sì che devono rimboccarsi le maniche per frenare l’andazzo di abusi di ogni genere che sembrerebbe essere all’ordine del giorno! Hanno voluto accordarsi col mercato UE di oltre 300 milioni di abitanti, promettendo alla popolazione svizzera che le misure di accompagnamento avrebbero garantito un mercato del lavoro giusto, e invece la realtà è ben diversa! Tutti i partiti e le associazioni che hanno fortemente voluto la libera circolazione delle persone con l’UE sono responsabili di sto casino, e a nulla serve adesso agli avversari dei bilaterali dire “l’avevamo detto”. Ormai la frittata è fatta, e dobbiamo gestire tutte le ripercussioni negative preannunciate: invasione di lavoratori UE in tutti i settori dell’economia, pressione verso il basso dei salari, disoccupazione.

Certo che per gli ideologi del mercato aperto, ma col controllo statale (??ma che mercato aperto è??) tramite le misure fiancheggiatrici, si tratta di una vera scoppola. La sinistra dovrebbe finalmente aprire gli occhi, smettendola di provare ad applicare ideologie e finalmente arrendersi all’evidenza e ai fatti. La teoria si scontra con la pratica. Il punto è che dal momento in cui si apre il mercato, dopo decenni durante i quali si doveva passare attraverso validi filtri prima di accedere al mercato elvetico, tutto diventa più difficile da controllare. E controllare costa al contribuente, con nuove strutture di controllo e nuovi funzionari statali, e i presunti vantaggi che avrebbero dovuto portare gli accordi con l’UE vengono comunque ampiamente annullati da tutti le gravi ripercussioni che dobbiamo tutti subire. E adesso indietro non si può più tornare.

TSI: la fine di sperperi e di faziosità? La conduzione dell’azienda va a Berna

1 giugno 2009

La RSI (già TSI, che pare per il cambiamento del logo in RSI abbia speso ben più di un milione di franchi svizzeri) sarà guidata, almeno in parte, da Berna. Il servizio pubblico, come amano chiamarlo loro che ci lavorano, becca una bella stangata. A cominciare dai fondi che verranno ridotti a Comano: attualmente riceviamo oltre il 20% delle entrate nazionali delle tasse di ricezione, oltre 200 milioni (!!), un vero sperpero di denaro se pensiamo alla qualità in picchiata dei programmi. Per poi continuare con le decisioni sulle nomine: in TSI assumono chi vogliono, senza concorso, prendendo di solito i parenti stretti e gli amici, nonché una quantità notevole di collaboratori italiani (coi soldi pubblici assumono stranieri, con la disoccupazione che c’`è!!!). Infine i programmi verranno verificati a Berna, così magari qualcuno noterà che vi sono doppioni, faziosità, discriminazioni, e che ormai per la RSI il Ticino è il nord della Lombardia, e non più il sud della Svizzera. È questo l’auspicio di molti: che la RSI torni ad essere un servizio pubblico svizzero, di una Svizzera federalista. Scimmiottare il degrado delle TV italiane non serve a nessuno, anche considerando îl fatto che ormai il segnale TSI è da anni oscurato nella vicina Penisola, e quindi anche la storiellina dell’audience da parte italiana non regge, dato che nessuno in Italia può seguire la nostra tele. Eppoi non facciano gli gnorri, 2 ticinesi su 3 preferiscono i canali italiani! Se vogliono riconquistarsi gli spettatori, portino qualcosa di diverso! Interessante lo spunto sul Caffè del 31.05.09: nessuno ha reclamato per il taglio previsto in RSI. Per le poste, le Swisscom ed altri servizi federali ci si mobilita, per la RSI nessuna reazione. Del resto lo sanno tutti che in RSI vi è spreco, ci lavora troppa gente (1′200 dipendenti), è marcatamente di sinistra, vi trovano spazio i ci-ellini, viene discriminata la sensibilità dell’80% della popolazione (centro-destra). In conclusione, si spera che con le decisioni che verranno prese a Berna qualcosa cambierà, ma non illudiamoci troppo: per far cambiare decisamente rotta ad una pesantissima nave in movimento, che ha a bordo più di mille persone, si fa molta, molta fatica.