Dopo l’IVA, i premi di Casse malattia, le imposte di circolazione, ora le autorità federali aumentano la tassa sul CO2! Basta con ’ste tasse e balzelli, non se ne può più, soprattutto in un momento di forte crisi come quello che stiamo vivendo. L’adeguamento in atto è consentito in base al meccanismo che prevede il collegamento della tassa sul CO2 all’evoluzione delle emissioni, deciso dal Parlamento nel 2007: pertanto si tratta di un aumento automatico, un meccanismo perverso per incassare soldi e poi spenderli male. In particolare la tassa verrà triplicata (!!) a partire dal 2010, cioè dai 3 centesimi attuali per olio da riscaldamento ai 9 centesimi dall’anno prossimo. 600 milioni che incasserà in più la Confederazione, e che verranno spesi in risanamenti di edifici e per AVS. Ma allora se proprio deve essere, allora che questi milioni vengano spesi per quei riscaldamenti ad olio che devono essere sostituiti, aiutando i proprietari ad installare riscaldamenti ecologici: in questo modo si spingerebbe ad installare sistemi di riscaldamento nuovi e meno inquinanti, allontanadosi dal vecchio olio da riscaldamento! Invece ancora una volta si mischiano le carte, incassando una nuova tassa per spenderne i proventi in tutt’altro settore. Basta tasse. Ne abbiamo a sufficienza. I cittadini vogliono più soldi nel (proprio) portafoglio alla fine del mese.
Non è stata sporta nessuna denuncia penale contro una trentina di funzionari del Canton Giura che allegramente e spudoratamente avevano consultato siti pornografici sul posto di lavoro. Invece di lavorare, i simpatici dipendenti dello Stato (pagati dai cittadini giurassiani) si divertivano a visitare siti proibiti. Avranno pensato: “tanto non mi succederà niente”, cioè quello che pensano la maggioranza dei funzionari pubblici. Gli intoccabili, insomma, oltretutto spesso arroganti, i nostri statali. E infatti non è successo nulla, se non qualche letterina di biasimo o multa. Ma nessun licenziamento, nessun provvedimento, nessuno strascico giudiziario. Come già riferito su questo sito in data 13.05.’09, è oramai andazzo un po’ in tutti gli uffici delle amministrazioni cantonali quello di navigare liberamente su Internet. In diversi cantoni, tra cui il Ticino, hanno avuto il minimo buon senso di oscurare Facebook, dato che gli statali passavano ore a chattare sul computer invece di lavorare. Famosa la frase di uno statale ticinese anonimo che si lamentava sul quotidiano LaRegione: “Adesso ci devono dire cosa faremo nel tempo libero“… Allucinante, lavorate invece di lamentarvi. O forse è proprio vero che al Cantone assumono senza che vi sia bisogno di assumere.
Certo che con tutti i sistemi di filtraggio dei siti, non si capisce perché nelle amministrazioni statali non oscurino tutto quello che è porno, Facebook, e tutte quelle belle cosette che gli statali possono fare davanti al loro computer a casa, invece che sul posto di lavoro!! PAZZESCO
Da molti mesi ormai i vertici della TSI (ora RSI) e della ssr-srg si lamentano perché non riescono a chiudere la contabilità annuale con le cifre nere: in parole povere la TSI deve ridurre i costi, e, come già riferito su questo sito, per raggiungere il suo obiettivo assume frontalieri italiani a palate, chiaramente pagandoli meno di quello che guadagnerebbe un ticinese, creando disoccupazione nel Cantone in un momento economico già difficilissimo. Ricordiamoci che la TV di Stato esiste perché i contribuenti pagano il canone, per cui deve avere un ruolo sociale e non assumere gli stranieri che rubano il posto di lavoro ai ticinesi! Scandalo! Altra misura recentemente annunciata: blocco dei salari ai dipendenti della TV. Dopo pochi giorni si apprende che il direttore generale, invece, riceve eccome l’aumento dello stipendio: Armin Walpen infatti percepisce, udite-udite, 550′000 franchi svizzeri, con un aumento di 9′000 franchi (bruscolette per lui). Da notare che per obiettivi raggiunti incassa Fr 98′000.-. Ma non ha raggiunto un tubo: l’audience cala e non riesce a contenere le spese! Gli tolgano almeno questi 98′000 franchi! In passato per decenza gli avevano portato via la Porche Cayenne con cui andava in giro come un reuccio! Capito il furbetto: gli altri dipendenti al palo, lui ha già uno stipendio mostruoso e se lo aumenta pure!!
Ma passiamo, giusto per informazione, alle Poste: l’ex direttore Ulrich Gygi ha invece percepito nel 2008 829′387 franchi, aumentandosi lo stipendio rispetto al 2007 di Fr 12′000.- E questo mentre vogliono chiudere gli uffici postali in tutto il Paese!
Per finire citiamo anche il direttore delle FFS Andreas Meyer, che per essere assunto si era fatto regalare una villa ancor prima di cominciare a lavorare: egli ha guadagnato 1 milione di franchi nel 2008, contro i 1,2 milioni incassati nel 2007. Poverino, la crisi l’ha colpito… Capito cosa accade in Svizzera? Stanno tutti peggio ma questi sono esempi che qualcuno è intoccabile.
A proposito: la SSR vuole alzare il canone, cioè aumentare quello che già paghiamo per questi indecenti stipendi e per prodotti televisivi perlomeno discutibili. Che prendano esempio da Teleticino, che con un gruppetto di giornalisti volonterosi e budget limitatissimi offre cronache complete e spesso migliori dei mille dipendenti della RSI-TSI-come si chiama poi.

di cosa è morto?
L’icona del pop Michael Jackson è scomparso. Prima dicevano che era morto di infarto, ora i primi risultati dell’autopsia escludono l’infarto cardiaco. I parenti chiedono una seconda autopsia per fare chiarezza sulla causa del decesso del re del pop. Jackson aveva cominciato a cantare in pubblico già a 5 anni, in seguito ha venduto decine di milioni di dischi, cantato in concerti mega-galattici e si è rifatto la faccia un’infinità di volte, rischiando di perdere del tutto il naso. Famosa la sua avversione per la pelle nera, motivo per il quale aveva fatto di tutto per diventare bianco. Caduto in disgrazia per il sospetto di pedofilia, da anni nell’oblio, aveva pianificato diversi concerti a Londra per sanare le sue finanze disastrate: pare avesse 500 milioni di dollari di debiti, nonostante ne abbia guadagnati molti, molti di più durante la sua carriera. La società che aveva già incassato oltre 85 milioni per la vendita di biglietti dei suoi futuri concerti rischia ora di fallire, adesso che il Peter Pan Jackson è deceduto. Per rimettersi dai guai fisici che da anni lo attanagliavano e per prepararsi ai molti concerti che lo attendevano, il cantante si era affidato alle cure del personal trainer Ferrigno, l’attore della serie tv Hulk, l’uomo che quando si arrabbia diventa verde. Pare che Jackson ingoiasse una lunga serie di farmaci, tra cui antidolorifici potenti. Tra 6 settimane le analisi tossicologiche riveleranno forse se il cocktail di medicamenti che assumeva il cantante possa essere stato la causa del decesso. Intanto record di vendite dei CD di Jacko, ora che è morto è diventato leggenda.
Come già riferito su questo sito in data 7.06.’09, in Ticino c’è un gran fermento per la costruzione di nuovi stadi calcistici, del Bellinzona e del Lugano. In un piccolo cantone come il nostro 2 nuovi stadi da costruire, mentre come le statistiche hanno mostrato gli spettatori in Svizzera sono in netto calo, nonostante diversi stadi nuovi di zecca, edificati per il recente campionato europeo di calcio. A Zurigo si prevedeva il nuovo stadio dell’Hardturm del costo di 350 milioni di franchi, è bastato che un grosso investitore ridimensionasse il suo impegno che si è immediatamente passati a 100 milioni di franchi di spesa preventivata.
A Bellinzona le cose si stanno evolvendo male, nel senso che il patriziato proprietario del sedime dove dovrebbe sorgere la nuova struttura vuole vendere il terreno a prezzo di mercato, e mica sottocosto come magari qualcuno voleva. Insomma il terreno costerebbe ben 13 milioni di franchi, e inoltre i promotori si sono affrettati a comunicare che il prezzo del nuovo stadio non sarebbe più di “soli” 100 milioni, ma addirittura di 150 milioni di franchi svizzeri. Ovviamente i promotori batteranno cassa al Cantone e alla città di Bellinzona, è solo questione di tempo: sembrerebbe infatti assai strano che i molti milioni che mancano per costruire la struttura si creino dal nulla! Ancora una volta il solito pastrocchio di cifre, dove non si sa quanto verserebbero investitori privati tutti da definire. Che Lugano faccia tesoro di simili casi: ora che poi la squadra di calcio è rimasta in serie B, motivo in più per procedere con i piedi di piombo, e non buttarsi in spese folli in un momento di crisi economica!! Se poi consideriamo i pochi spettatori che seguono il calcio a Lugano…
È da molti anni che se ne parla: dare la possibilità, ai negozianti che lo desiderano, di tenere aperti più a lungo alla sera e durante qualche week end di festa i propri negozi. Qualche settimana fa sembrava si fosse trovato l’accordo: apertura fino alle 19.00 alla sera, 4 festivi all’anno. Senonché l’OCST, sindacato dei PPD, dopo aver dato il suo sostegno al progetto si è tirato indietro, forse per non essere da meno rispetto al sindacato rosso dell’UNIA. Sembrava a tutti una ragionevole proposta, senza aperture 24 ore su 24, con chiare regole per evitare un mercato selvaggio all’americana. Invece NO, in un momento di crisi profonda che durerà ben di più rispetto alle previsioni iniziali, si mette il bastone tra le ruote di chi l’economia la vuol far girare. Rivedremo insomma le solite scene penose: masse di ticinesi che si recano oltre confine nei supermercati italiani durante i fine settimana festivi, ingrassando l’economia lombarda e piemontese, turisti a Lugano e Locarno che vagano disperati nelle città deserte alla ricerca di un negozio aperto. Incredibile: non ci si vuole arrendere all’evidenza che per un Cantone turistico come il nostro è indispensabile offrire commerci anche durante certi ponti, talune festività, pena il boicotto dei turisti stranieri che portano valuta da fuori!! Rivedremo anche i politici della sinistra nostrana andare a fare la spesa in Italia alla domenica, dopo che si sono battuti per non concedere niente ai negozianti ticinesi? VERGOGNA, RAOUL GHISLETTA, ripreso in foto mentre bazzica nei supermercati italiani!
La crisi, i bilaterali, l’incertezza del momento mettono in pericolo migliaia di posti di lavoro per gli apprendisti che stanno finendo la loro formazione: sono infatti oltre 2′000 gli apprendisti in Ticino che si apprestano ad ottenere il loro diploma, ma in molti non hanno ancora un posto di lavoro a fine tirocinio. Le ditte non sempre ovviamente possono assumere i proprio ex-apprendisti come impiegati a tempo pieno e con stipendio pieno, figuriamoci in un difficile momento come questo. Inoltre spesso le imprese ri-assumono nuovi apprendisti, offrendo un altro posto di formazione ad un giovane. Altre assumono frontalieri a basso costo, altri ancora stranieri che prendono il domicilio in Ticino che accettano stipendi inferiori agli svizzeri. Fatto sta che in molti neo-diplomati non troveranno occupazione alla fine della loro formazione di base. Qualcuno cambierà professione, qualcuno si metterà in disoccupazione, qualcuno cercherà in altri Cantoni, altri ancora si metteranno a studiare lingue o a continuare la loro formazione. Di sicuro nessuno cercherà in Italia un posto di lavoro: primo perché gli stipendi sono nettamente più bassi che da noi, poi perché in Italia non sanno neanche cosa sono i trattati bilaterali e la libera circolazione delle persone. La reciprocità, è ormai noto, non esiste, e mentre noi in Svizzera assumiamo in massa lavoratori esteri, di là se ne strafregano. Del resto cosa gliene cala agli europei? Di lavoratori ne hanno in esubero, e possono attingere da un mercato di 400 milioni di persone. Un futuro molto incerto attende i nostri giovani, un futuro reso ancor più difficile da accordi capestro tra il nostro piccolo Paese e l’enorme Unione Europea.
L’Esecutivo della città di Lugano ha discusso l’iniziativa sulla difesa del segreto bancario e ha deciso a maggioranza di sostenere questa iniziativa, come appoggerà in futuro tutte le iniziative che cercano di tutelare il nostro sistema bancario. A Lugano le banche pagano un bel gruzzolo di imposte, e in Ticino lavorano ca. 8′000 dipendenti legati alle banche, oltre a tutto l’indotto creato dal mondo bancario. Sembra evidente che si debba sostenere il nostro segreto bancario, ma non è così: vi sono molti politici che non sostengono per nulla l’iniziativa di Lega e UDC. In particolare i socialisti aborriscono il segreto bancario, salvo poi volere tanti soldi per i loro progetti onerosi, dimenticandosi che una grande fetta del gettito fiscale (i soldi che incassano Cantoni, Confederazione e Comuni) deriva proprio dalle attività delle banche, sia per le persone fisiche (i dipendenti delle banche), sia per le persone giuridiche. Pensiamo che la Calmy Rey, consigliera federala socialista, prima di essere eletta aveva espresso chiaramente il suo astio nei confronti del segreto bancario. Eppure l’Assemblea federale l’ha nominata in Consiglio federale… Fa comunque piacere che il Municipio di Lugano abbia preso posizione favorevole per un’iniziativa che aiuterà a difenderci dagli attacchi degli altri Paesi, assetati di soldi in un momento di crisi. Steinbrück, ministro delle finanze tedesco, ci ha già rotto le scatole a sufficienza con le sue esternazioni da baraccone, paragonandoci ai pellerossa e al Burkina Faso, ma anche altre Nazioni stanno facendo forte pressione per indebolire il nostro sistema bancario. Speriamo che molti altri personaggi del Cantone abbiano il coraggio di invitare a sostenere il sistema bancario svizzero, per evitare di perdere un settore che crea posti di lavoro e ricchezza per tutto il Paese.
Non ci voleva un genio a prevederlo, anche se gli euroturbi nostrani negavano l’evidenza: in seguito alla libera circolazione con l’Unione Europea, un mercato aperto di oltre 400 milioni di abitanti assetati di stipendi appetibili e di lavoro, in Svizzera si registra e si continua a registrare un aumento della manodopera estera. In tutti i settori: edilizia, turismo, artigianato, industria, sanità, ecc ecc. I dati del 15 giugno ‘09 lo confermano ulteriormente: aumento del 40% dei lavoratori distaccati, quelli che lavorano da noi ma per ditte estere e che le ditte estere si sono portati dietro dai loro Paesi, imprese che sono difficili da controllare e che talvolta (vedi i casi avvenuti in Ticino nelle ultime settimane con lavoratori pagati con stipendi da fame, e casi di operai neppure pagati, costretti a dormire sul cantiere in condizioni igieniche disumane) non stanno alle regole. Con regole si intendono quelle misure di accompagnamento che dovevano essere la garanzia di rispetto dei minimi salariali e delle norme da noi vigenti. Ma cosa gliene frega alle ditte estere delle nostre regole, a loro importa lavorare e guadagnare il massimo, come fanno ed hanno sempre fatto nei loro Paesi europei. Inoltre i lavoratori distaccati rubano l’occupazione ai nostri! Con un aumento della disoccupazione in Svizzera, soprattutto in un momento di crisi come questo. È tardi per tornare indietro, ma almeno tutti quelli che hanno sbandierato gli accordi bilaterali abbiano l’onestà intellettuale di ammettere di aver clamorosamente toppato!! E ci risparmino la battutina ipocrita sull’idraulico polacco mai arrivato in Svizzera! Sono arrivati nel nostro Paese 200′000 tedeschi in 8 anni a rubare impieghi agli svizzeri nei più disparati settori!
Ma attenzione: a partire dal 15 giugno ‘09 il SECO (segretariato di stato dell’economia), coi soldi dei contribuenti, ha allestito un nuovo sito internet, dal sinistro nome www.distacco.ch, per informare le ditte sulle condizioni di lavoro vigenti in Svizzera e sulle misure di accompagnamento. Il sito offre anche una calcolatrice che permette di determinare in modo semplice i salari minimi dei settori interessati. Fantastico: c’ê anche una calcolatrice offerta dal contribuente che sicuramente scoraggerà gli abusi (??!!??).
Che la scuola in generale sia in profonda crisi è risaputo, quella dell’obbligo e pubblica in Ticino poi, è da anni che è sotto accusa. Non si boccia più perché dicono che non serve a niente, il livello scende e resta basso, il rispetto dei docenti da parte degli allievi è ai minimi, chi prosegue la sua carriera di studente al liceo ha difficoltà enormi con tassi di bocciatura elevatissimi (a dimostrazione che la scuola media non prepara abbastanza bene), regolari risse e atti di bullisimo nelle scuole. Sulla scuola ticinese se ne sono dette già tante, a rilanciare l’argomento ci ha pensato il PPD, che durante una festa di partito, ha posto una serie di domande al capo dipartimento istruzione e cultura Gabriele Gendotti (quello che quando parla sbaglia sempre i congiuntivi, tanto per dare il buon esempio agli allievi ticinesi). Il Gabriele di Leventina ha risposto per le rime, affermando innanzitutto che di scuola si può parlare, ma non in una festa con tarallucci e vino. Invece no caro Gendotti, di scuola si parla proprio ovunque, soprattutto tra genitori preoccupati per i figli e per la loro sorte. E la scuola ticinese deve essere continuamente migliorata, anche perché nel confronto intercantonale il Ticino è sempre alle ultime posizioni. E perché la scuola ha questa funzione, persa da tempo: preparare le nuove generazioni a creare la società futura, tramite un’istruzione valida e completa. La scuola non può essere un passaggio obbligato, senza scopi e per riempire qualche anno degli allievi. Non vogliamo generazioni di smidollati e ragazzi ignoranti, solo perché la presunzione e cocciutaggine del capo dipartimento e del corpo docenti non ha permesso una dovuta riforma della scuola ticinese