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Quote rosa: discriminazione sessuale!

12 maggio 2009

Il Granconsiglio ticinese ha approvato una mozione della ppdina Monica Duca Wydmer di imporre un minimo del 30% di donne nelle commissioni nominate dal Governo. È l’inizio di una artificiosa forzatura per ottenere una società matriarcale entro pochi anni? È l’inizio della fine dell’uomo ridens? Mah. Sembra comunque che il dibattito nel Parlamento ticinese sia stato acceso, ben al di là delle intenzioni della mozione. Gli è che con poca dignità si vogliono assegnare cadreghini in base al sesso (al sesso forte), e molto meno in base alle competenze; ed in periodi così duri e di crisi mi pare che sia la proposta più anacronistica e fuori tempo che si potesse fare. Comunque l’aver accettato la mozione della ppdina ing. è un atto di sfiducia nei confronti del Consiglio di Stato che non riesce a nominare sufficienti donne nelle commissioni consultive… Lo stesso consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, davanti al Granconsiglio, ha ammesso di non sempre riuscire a trovare donne che si mettono a disposizione!!!! C’è carenza di donne già adesso, figuriamoci quando dovranno nominare un minimo di membri femminili!!

Si comincia con le commissioni consultive del Governo, e si continuerà con quote rosa anche alle elezioni? Ci troveremo almeno il 30% di donne anche in Parlamento? Intanto ci cucchiamo la prima cittadina elvetica a capo del Consiglio Nazionale, tale Simoneschi Cortesi (e dagli con sto doppio cognome!). In Consiglio di Stato 2 donne su 5 membri. In Consiglio Federale 3 donne su 7 membri. Ci siamo sorbiti i litigi tra la Masoni e la Sadis in campagna elettorale. Insomma di donne ce ne sono eccome, agguerrite e preparate. Non vogliamo però donne incompetenti solo perché si deve garantire la presenza del sesso forte… Abbasso le quote rosa, e di qualsiasi altro colore!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags:
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