Peer Steinbrück: föö di ball!
Da mesi il ministro tedesco delle finanze Peer Steinbrück rompe sonoramente le palle alla Svizzera, per segreto bancario ed evasione fiscale (i suoi concittadini sono tartassati dal fisco germanico e quindi in Germania hanno un grosso problema di imposte altissime). Il gigante Peer, occhi di ghiaccio, lingua affilata e arroganza spaziale, proviene dall’ex Germania dell’est: forse per questo usa metodi e linguaggi da Stasi (Stasi è l’abbreviazione di Ministerium für Staatssicherheit, Ministero per la Sicurezza di Stato. La Stasi era la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della (DDR). Rimase famosa per avere arruolato numerosi tedeschi dell’Est per controllare i propri concittadini). Dopo aver paragonato gli Svizzeri ad una riserva indiana (affermazione per la quale non si è mai scusato e per la quale è stato denunciato per infrazione all’articolo anti-razzista del nostro codice penale) e dopo aver tirato in ballo anche il Burkina Phaso, il socialista Steinbrück continua con la sua campagna anti-CH. Ieri ha avuto un incontro con una delegazione di parlamentari svizzeri sulle note questioni fiscali e pare che durante la discussione il clima fosse disteso e quasi amichevole. Balle, quello continuerà a rompere, con metodi da nazional-socialista, sostenuto dal governo tedesco. La sua insistenza ricorda chiaramente la pressione che vi fu sulla Svizzera a proposito dei fondi ebraici, pressione che svanì appena le banche pagarono i miliardi concordati. Vi è una speranza per non vedere più il personaggio in veste di ministro: che alle prossime elezioni in Germania il suo partito crolli e venga escluso dal nuovo Governo. Peer, fuori dalle balle!