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La Svizzera in mano alla sinistra, libertà di espressione calpestata

31 maggio 2009

Amnesty International, invece di condannare la Svizzera per presunte violazioni nelle nostre carceri (dove i detenuti sono sì sono privati della loro libertà, ma godono di televisione via cavo nella loro lingua e congedi varii, oltre che di comode e pulite celle), dovrebbe preoccuparsi della mancata libertà di espressione che incombe sul nostro Paese. Da noi non puoi dire che, secondo le statistiche, i kosovari sono una etnia problematica (è successo al comandante della polizia di Bienne, denunciato per infrazione all’articolo anti-razzista, che in base alle statistiche dei crimini in possesso della polizia della città aveva segnalato questo gruppo come a rischio delinquenza). Non puoi dire che lo spaccio è legato agli africani, perché non si può generalizzare: poi fai due passi nel quartiere di Besso e vedi i neri che spacciano. Come non potevi dire qualche anno fa che lo spaccio era legato agli albanesi, perché ti tacciavano di razzismo. Ma che c’entra il razzismo? È un dato di fatto, punto. Semmai devono tutti impegnarsi per trovare le soluzioni dei problemi.

Ma ora viene il bello: nel dicembre 2006, Renato Curcio delle Brigate rosse è stato ospite del centro autogestito Il Mulino. Curcio non aveva mai rinnegato il passato ideologico che lo aveva spinto ad essere attivo nell’associazione criminale che ha tenuto in scacco l’Italia durante gli anni di piombo (sequestri ed omicidi a go-go) e doveva tenere una conferenza ai giovani di sinistra (voleva lanciare proposte di nuovi anni di piombo agli anarchici luganesi?). A parte un timido atto parlamentare al Consiglio di Stato che segnalava con preoccupazione la presenza del (ex?) brigatista rosso, addirittura la TSI era andata con grande gioia ad intervistare il Curcio, con enfasi ed interesse intellettuale tipici del giornalismo nostrano, tutto improntato all’accondiscendenza per l’ideologia di sinistra, anche di quella più estrema e criminale.

In questi giorni un ex-ministro del Governo di Pinochet, tale Jose Pinera, voleva tenere un dibattito pubblico con il consigliere nazionale PLR Ignazio Cassis, il tema era il sistema previdenziale (non certo un tema eversivo). Già giorni prima arrivavano minacce, intimidazioni, lettere pubbliche dei comunisti che bagatellizzavano questi metodi minacciosi di chi non voleva l’ex-ministro a Lugano, e alla fine la conferenza non si è potuta tenere perché qualcuno ha imbrattato di feci animali la sala della conferenza. Premessa: ogni rappresentante o ex-rappresentante di regimi totalitari, gruppi criminali e violenti, insomma tutto quello che non è democratico o legale, deve essere visto con sospetto nel nostro Paese, e se del caso gli si può anche vietare il visto di entrata. Ma queste azioni da vigliacchi e luridi individui, che illegalmente si introducono nella sala e la imbrattano illegalmente di sterco, impedendo che qualcuno esprima la sua opinione sul tema delle pensioni, davvero meritano solo condanna. Ovviamente anche i comunisti condannano, e citiamo: “condanniamo severamente quanto avvenuto per mano di persone incivili che usano mezzi di comunicazione assolutamente incivili“. Mezzi di comunicazione??!!?? La merda animale sparsa in una sala conferenze la chiamano mezzo di comunicazione??? Urca!

Così è il nostro Paese, la sinistra può dire e rompere tutto, la destra ha sempre torto ed è cattiva. La sinistra e i suoi scagnozzi incappucciati e sempre impuniti distruggono le città senza che la polizia frustrata muova un dito (guerriglia urbana a Losanna e Ginevra quando c’era il G8 a Evian in Francia, distruzione del nucleo vecchio di Berna quando si doveva tenere un comizio UDC, ogni 1° maggio coi soliti violenti di sinistra, ecc). La destra democratica è cattiva e deve essere combattuta, con l’aiuto sostanziale della TV di Stato. Curcio parla e gli mettiamo pure il tappeto rosso quando passa, l’ex ministro cileno, che terrà nei prossimi giorni altre conferenze in altri Paesi europei, non può parlare di pensioni a una discussione pubblica. INCREDIBILE! Un pessimo esempio di mancata libertà di espressione, l’ennesima dimostrazione che la sinistra svizzera, e i suoi comunisti, sono tolleranti solo con chi vogliono loro (p.es. Brigatisti rossi, oppure ex-Brigatisti rossi assunti alla TSI, vedi Alvaro Lojacono Baragiola). Nel caso dell’ex ministro Pinera i contestatori hanno comunque perso la solita occasione di dimostrare il loro dissenso, magari mentre si teneva la discussione sulle pensioni, con l’immancabile “corteo multietnico e multicolore, festante e musicante” (così l’Agenzia telegrafica svizzera ATS e la ssr-srg, oltre che certe testate di sinistra, amano descrivere le manifestazioni di sinistra, talvolta nemmeno autorizzate, che spesso degenerano in violenza gratuita contro cose e persone, e scontri con la polizia).

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