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Archivio per maggio 2009

La Svizzera in mano alla sinistra, libertà di espressione calpestata

31 maggio 2009

Amnesty International, invece di condannare la Svizzera per presunte violazioni nelle nostre carceri (dove i detenuti sono sì sono privati della loro libertà, ma godono di televisione via cavo nella loro lingua e congedi varii, oltre che di comode e pulite celle), dovrebbe preoccuparsi della mancata libertà di espressione che incombe sul nostro Paese. Da noi non puoi dire che, secondo le statistiche, i kosovari sono una etnia problematica (è successo al comandante della polizia di Bienne, denunciato per infrazione all’articolo anti-razzista, che in base alle statistiche dei crimini in possesso della polizia della città aveva segnalato questo gruppo come a rischio delinquenza). Non puoi dire che lo spaccio è legato agli africani, perché non si può generalizzare: poi fai due passi nel quartiere di Besso e vedi i neri che spacciano. Come non potevi dire qualche anno fa che lo spaccio era legato agli albanesi, perché ti tacciavano di razzismo. Ma che c’entra il razzismo? È un dato di fatto, punto. Semmai devono tutti impegnarsi per trovare le soluzioni dei problemi.

Ma ora viene il bello: nel dicembre 2006, Renato Curcio delle Brigate rosse è stato ospite del centro autogestito Il Mulino. Curcio non aveva mai rinnegato il passato ideologico che lo aveva spinto ad essere attivo nell’associazione criminale che ha tenuto in scacco l’Italia durante gli anni di piombo (sequestri ed omicidi a go-go) e doveva tenere una conferenza ai giovani di sinistra (voleva lanciare proposte di nuovi anni di piombo agli anarchici luganesi?). A parte un timido atto parlamentare al Consiglio di Stato che segnalava con preoccupazione la presenza del (ex?) brigatista rosso, addirittura la TSI era andata con grande gioia ad intervistare il Curcio, con enfasi ed interesse intellettuale tipici del giornalismo nostrano, tutto improntato all’accondiscendenza per l’ideologia di sinistra, anche di quella più estrema e criminale.

In questi giorni un ex-ministro del Governo di Pinochet, tale Jose Pinera, voleva tenere un dibattito pubblico con il consigliere nazionale PLR Ignazio Cassis, il tema era il sistema previdenziale (non certo un tema eversivo). Già giorni prima arrivavano minacce, intimidazioni, lettere pubbliche dei comunisti che bagatellizzavano questi metodi minacciosi di chi non voleva l’ex-ministro a Lugano, e alla fine la conferenza non si è potuta tenere perché qualcuno ha imbrattato di feci animali la sala della conferenza. Premessa: ogni rappresentante o ex-rappresentante di regimi totalitari, gruppi criminali e violenti, insomma tutto quello che non è democratico o legale, deve essere visto con sospetto nel nostro Paese, e se del caso gli si può anche vietare il visto di entrata. Ma queste azioni da vigliacchi e luridi individui, che illegalmente si introducono nella sala e la imbrattano illegalmente di sterco, impedendo che qualcuno esprima la sua opinione sul tema delle pensioni, davvero meritano solo condanna. Ovviamente anche i comunisti condannano, e citiamo: “condanniamo severamente quanto avvenuto per mano di persone incivili che usano mezzi di comunicazione assolutamente incivili“. Mezzi di comunicazione??!!?? La merda animale sparsa in una sala conferenze la chiamano mezzo di comunicazione??? Urca!

Così è il nostro Paese, la sinistra può dire e rompere tutto, la destra ha sempre torto ed è cattiva. La sinistra e i suoi scagnozzi incappucciati e sempre impuniti distruggono le città senza che la polizia frustrata muova un dito (guerriglia urbana a Losanna e Ginevra quando c’era il G8 a Evian in Francia, distruzione del nucleo vecchio di Berna quando si doveva tenere un comizio UDC, ogni 1° maggio coi soliti violenti di sinistra, ecc). La destra democratica è cattiva e deve essere combattuta, con l’aiuto sostanziale della TV di Stato. Curcio parla e gli mettiamo pure il tappeto rosso quando passa, l’ex ministro cileno, che terrà nei prossimi giorni altre conferenze in altri Paesi europei, non può parlare di pensioni a una discussione pubblica. INCREDIBILE! Un pessimo esempio di mancata libertà di espressione, l’ennesima dimostrazione che la sinistra svizzera, e i suoi comunisti, sono tolleranti solo con chi vogliono loro (p.es. Brigatisti rossi, oppure ex-Brigatisti rossi assunti alla TSI, vedi Alvaro Lojacono Baragiola). Nel caso dell’ex ministro Pinera i contestatori hanno comunque perso la solita occasione di dimostrare il loro dissenso, magari mentre si teneva la discussione sulle pensioni, con l’immancabile “corteo multietnico e multicolore, festante e musicante” (così l’Agenzia telegrafica svizzera ATS e la ssr-srg, oltre che certe testate di sinistra, amano descrivere le manifestazioni di sinistra, talvolta nemmeno autorizzate, che spesso degenerano in violenza gratuita contro cose e persone, e scontri con la polizia).

Finalmente un po’ di coraggio! Vogliono i nostri soldi? E noi non glieli diamo.

29 maggio 2009

Non si sa come abbiano fatto a trovare il coraggio, ma finalmente dalla Svizzera arriva un timido segnale di ribellione contro l’arroganza delle istituzioni internazionali, che negli ultimi mesi hanno preso a pesci marci in faccia il nostro Paese. Infatti la Svizzera continua a tenere congelato un contributo di Fr 200′000.- destinato ad incentivare la collaborazione tra l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e il G20. Avete in mente, quei rompipalle che stilano le liste nere, grigie, multicolor? Pur essendo membro (e co-fondatore) dell’OCSE, la Svizzera non fu debitamente informata dell’incarico commissionato dal G20 all’OCSE di stilare una lista dei paradisi fiscali. E il nostro Paese, pur essendo venuto incontro agli europei in materia fiscale, fu messa nella lista grigia. “Essendo membri OCSE il minimo che ci si poteva aspettare era di essere messi al corrente o consultati” aveva affermato la consigliera federale Leuthard. L’aver bloccato il finanziamento in questione è senz’altro un gesto importante, ancorché ancora assai timido, perché fino ad ora sempre annuire ed essere i secchioni e i primi della classe purtroppo non ha portato niente di buono. Pertanto bisogna usare metodi più aggressivi e meno diplomatici, anche perché Steinbrück e compagni sono tutto meno che diplomatici. Questo brutto affare dimostra pure che appartenere ad associazioni internazionali non ti mette certo al sicuro da pressioni vigliacche da parte degli altri Paesi membri. I politici nostrani vicini all’Unione Europea dicono sempre che gli svizzeri devono aderire all’UE per poter discutere e co-decidere con gli altri Paesi: in realtà l’esempio OCSE-fiscalità dimostra esattamente il contrario, e cioè che pur essendo da sempre membri OCSE la Svizzera è stata malamente bistrattata! Non diamo i soldi all’OCSE, e giusto sarebbe non darli neppure all’UE e ai vari fondi di coesione internazionali, finché la Svizzera non verrà trattata da Nazione amica. Altro che paragonarci ai pellerossa o al Burkina Phaso, non avrete i nostri soldi e basta! Peer Steinbrück föö di ball!

Si scopre il dumping salariale (o forse si sapeva già tutto)

28 maggio 2009

Lo sapevamo tutti che nell’agricoltura i braccianti vengono retribuiti con stipendi da fame, nell’Unione Europea come in Svizzera. Lo sapevamo, ma forse non volevamo parlarne. Fa piacere a tutti comprare alimenti a basso costo, quindi senza essere grandi calcolatori possiamo immaginare che dietro ai pomodori, alle fragole, all’insalata a basso costo ci sono bassi stipendi. Ora si parla di tratta di esseri umani, ma anche questo si sapeva: da decenni al Palexpo di Ginevra, prima delle esposizioni, vengono fatti arrivare operai cinesi e orientali che montano e smontano il necessario perché venga allestita l’esposizione, vengono alloggiati per qualche settimana in semplici dormitori, e poi se ne tornano in patria alla fine della manifestazione. Stipendi di pochi franchi l’ora. Ma va bene, perché se non ci fossero questi lavoratori a basso costo non si potrebbe allestire l’esposizione a costi ragionevoli, di conseguenza con un costo del biglietto di entrata non troppo elevato. Ci si scontra insomma con aspetti etici, p.es i lavoratori sfruttati, ma allo stesso tempo il cittadino-consumatore ha tutto l’interesse a poter acquistare alimenti, prodotti e servizi a basso costo. Non facciamo gli ipocriti, quindi. Quello che in questo momento fa specie è avere la conferma di quanto si temeva in seguito alla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea: sui cantieri di Alptransit e dell’inceneritore di Giubiasco, appalti pubblici pagati dai cittadini, lavorano operai esteri con salari nettamente più bassi rispetto ai minimi imposti nel settore. Oggi hanno reso noti i risultati delle verifiche effettuate sul cantiere di Giubiasco (inceneritore): ebbene, ditte tedesche pagavano meno di 10.- franchi all’ora i propri saldatori, quando il minimo è di ca 15.- .

Capiamo benissimo la delusione dei socialisti, i quali si illudevano che con le loro misure accompagnatorie degli accordi bilaterali con l’UE si sarebbero potuti evitare questi abusi. Assurdo! I partitoni e i benpensanti han voluto aprire il mercato del lavoro all’Unione Europea, ma l’hanno aperto anche al dumping salariale (= pressione verso il basso dei salari), e hanno aggravato la disoccupazione in Svizzera. Perché ovviamente gli operai sono sempre più esteri, dell’est europeo, e quindi i nostri lavoratori non trovano occuazione! Capito gli effetti dei bilaterali??

Cocaina ovunque, anche se non la vuoi!

26 maggio 2009

Che si respiri e si ingerisca di tutto è ormai cosa nota, l’aria e gli alimenti sono contaminati e i produttori di cibo, tra coloranti e conservanti, ci mettono di tutto. Quello che è emerso negli ultimi giorni è comunque inquietante: in Germania hanno trovato tracce di cocaina nella bibita rivitalizzante Red Bull Cola, molto bevuta tra i giovanissimi. In 4 Länder tedeschi è scattato il divieto. La ditta produttrice si affrettata a dire che ci deve essere stato un inghippo nella decocainizzazione delle foglie di coca, usate per insaporire la bevanda. Certo, ci si chiede perché usare foglie di coca e correre il rischio di contaminare il prodotto con la cocaina, ma resta il dubbio che la ditta produttrice abbia davvero voluto correre questo rischio: lo scopo alla fine è che chi consuma la Red Bull, già zeppa di taurina ed altri prodotti eccitanti, la consumi ancora ed ancora! Ci sono già da tempo degli articoli che descrivono la Red Bull come bevanda pericolosa, proprio perché fin troppo rivitalizzante, ideale per i giovani che passano le notti nelle discoteche, per non sentire la fatica e reggere ritmi pazzeschi per molte ore. Insomma, non si sa cosa consumiamo. È il caso di certi prodotti per il body building, comprati via internet: pensi che siano integratori, amminoacidi, e poi ti trovi dentro ormoni, doping insomma, e i tuoi muscoli crescono che è una meraviglia! Ti dopi, e non lo sai. Però sei felice perché la tua massa muscolare cresce a dismisura. E dato che sei un cliente contento, continuerai a comprare quel prodotto.

Oppure, sempre a proposito di veleni che assumiamo senza rendercene conto, nelle scorse settimane a Madrid e Barcellona hanno fatto analizzare l’aria delle città: oltre ai soliti prodotti inquinanti del traffico e quantaltro, hanno trovato tracce di cocaina! Capito perché ci si sente frizzanti quando si visitano queste città? Perché inconsapevolmente sniffiamo cocaina, in piccolissime quantità, ma assumiamo pur sempre cocaina a nostra insaputa.

Author: LATO-B Categories: Gossip Tags:

Il Grande Fratello davvero inevitabile?

25 maggio 2009

La violenza negli stadi di calcio e anche al di fuori di essi è purtroppo diventata triste cronaca quotidiana anche in Svizzera. Addirittura nella scorsa fine settimana hanno dovuto interrompere (anzi, non avevano neppure cominciato a giocare!) una partita di prima divisione tra gli under 21 del San Gallo e del Grasshopper: ormai la violenza colpisce pure lo sport giovanile. Il problema c’è, inutile far finta che non ci sia; e la violenza è presente in ogni dove: sport, manifestazioni politiche, cortei, scuole e anche in strada il comune cittadino è talvolta testimone di vi0lenza gratuita. Il perché di questa escalation di violenza la lasciamo agli specialisti, o sedicenti tali. La prevenzione soprattutto in tenera età è fondamentale. Il punto è che menare è illegale, pertanto ci si aspetta una giusta punizione, e che la cosa non accada più. In occasione dei Campionati europei di calcio, in Svizzera venne introdotta la legge anti-hooligans: è palese che la sola repressione non risolve nulla, però è una delle armi a disposizione di uno Stato per mantenere l’ordine sociale. I socialisti subito si sono detti contrari alla legge, per le solite menate dello stato poliziesco, l’invasione della sfera personale, ecc  La verità è che la sinistra ha paura che se si dovesse dare più autonomia alla polizia, in caso di manifestazioni anti-G8, anti-capitalismo, anti-tutto, durante le quali gli anarchici di sinistra spaccano e menano, e restano pure impuniti, verrebbero effettuati arresti e fermi con facilità. La sinistra spesso ignora il problema per non affrontarlo, ridicolizza il fenomeno, protegge gli aggressori in base alla brutta infanzia avuta dal delinquente, o altre balle simili. La legge è uguale per tutti, ma per quelli di sinistra non è poi mai niente così grave. 

La tendenza adesso è di piazzare telecamere, schedare, prendere impronte digitali e introdurre dati biometrici, insomma il Grande Fratello (non quello della Marcuzzi su Canale 5, quello di Geroge Orwell), il Big Brother che tutto spia e sorveglia. Non sarà il massimo, a nessuno piace essere spiati, ma al momento sembra essere il miglior deterrente. Poi però bisogna essere coerenti, e chi è stato riconosciuto colpevole di violenza deve essere tenuto lontano dagli stadi e dalle manifestazioni dove si rischiano risse e battaglie urbane. Come ha detto il consigliere federale Maurer, è inaccettabile provocare il caos al fine settimana, e poi presentarsi al lavoro  in cravatta il lunedì mattina!

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags:

Pestoni & compagni-socialisti vittime della canicola

24 maggio 2009

La canicola ha fatto le prime vittime, perlomeno nel mondo politico ticinese: i granconsiglieri Graziano Pestoni e co-firmatari socialisti inoltrano al Consiglio di Stato un’iniziativa parlamentare (in questo momento non ancora pubblicata sul sito dell’amministrazione cantonale www.ti.ch) che ha lo scopo di consentire ai lavoratori dipendenti di aziende private l’affiliazione alla Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato; tale proposta dovrebbe servire alla cassa super-deficitaria ad ottenere “nuova linfa, attraverso un rapporto più equilibrato tra attivi e pensionati”. Hai capito il Graziano socialista e compagni a cosa hanno pensato? Vogliono nuovi affiliati che possano pagare le super-rendite dei pensionati d’oro dello Stato! La Cassa in questione ha un grado di copertura del 60% (contro il 100% necessario per far fronte agli impegni), vanta un deficit di 1,8 miliardi di franchi e solo nel 2008 ha bruciato mezzo miliardo di franchi svizzeri!!!  Ma la consigliera di Stato Sadis si è affrettata a comunicarci che non c’è problema, che tanto c’è la garanzia dello Stato (cioè anche noi tutti contribuenti finanziamo le super-pensioni agli statali, contribuiamo a che questi privilegiati dello Stato vadano in pensione a 58 anni con rendite-ponte costosissime). Il problema c’è eccome, ed è enorme. È da molti anni che a proposito dei conti della cassa dei dipendenti dello Stato la destra politica chiede che la cassa passi finalmente al primato dei contributi, cioè che gli statali vadano in pensione con rendite in base ai soldi che effettivamente hanno pagato negli anni di attività lavorativa, e non come attualmente in base agli ultimi altissimi stipendi. Insomma che gli statali ricevano la loro pensione in base a quello che hanno effettivamente pagato. Altrimenti è chiaro che la cassa continuerà ad accumulare deficit su deficit, perché le super-rendite degli statali non sono finanziabili!! Ora arriva Pestoni, e pensa di coinvolgere i lavoratori dell’economia privata per risanare la sua cassa: folle proposta! A parte il fatto che nessuno andrebbe a mettere i soldi della propria pensione in una cassa semi-fallita, ma poi che la cassa se la risanino gli statali, con maggiori trattenute sugli stipendi e riduzione delle super-rendite dei pensionati (come ha dovuto fare la ditta Georg Fischer, la cui cassa ha però un grado di copertura appena sotto al 100%!!). Infine il problema che solleva Pestoni è noto da molto tempo: troppi pensionati che ricevono rendite rispetto a troppo pochi che lavorano, e questo perché gli statali vanno in pensione troppo presto!  Che i dipendenti dello Stato lavorino fino a 65 anni, come fanno tutti, e si paghino le loro rendite! Basta pensionamenti anticipati e rendite d’oro!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Bilaterali con l’Unione Europea: siamo in alto mare!

23 maggio 2009

Chi ha visto la trasmissione Matrioska su Teleticino mercoledì 2o maggio ‘09 si è potuto rendere conto di come ancora (e forse veramente mai) non funzionino le regolette che la Svizzera vorrebbe dettare all’Unione Europea. Gli stipendi che vengono corrisposti da operai cechi sui cantieri Alptransit, lavori pagati dai contribuenti elvetici, sono nettamente al di sotto dei minimi salariali che si vorrebbero imporre nell’ambito delle misure fiancheggiatrici volute dalla Svizzera, nella speranza di evitare appunto questi palesi casi di dumping salariale. A parte il fatto che è perlomeno contraddittorio volere aprire il mercato del lavoro, e poi voler imporre delle regole! Ma poi quanti ispettori (ovviamente pagati dal contribuente svizzero) vogliamo ancora assumere per controllare le centiaia di cantieri del Cantone, per stanare irregolarità di vario genere? Torniamo a Matrioska: il solito sindacalista UNIA Lurati, in modo confusionale, ha raccontato che nei giorni scorsi si erano recati sui cantieri Alptransit, per fare le varie verifiche. Alla domanda posta ad un responsabile germanico di presentare fogli di stipendi, documenti ecc, questo tedesco nemmeno ha dato retta al Lurati sindacalista, il quale ha dovuto scomodare nientemeno che le pattuglie della polizia cantonale per svolgere i suoi controlli. La polizia? La polizia deve garantire la sicurezza dei cittadini, punire lo spaccio di stupefacenti, arrestare che infrange la legge per tutelare l’ordine pubblico, altro che controllare gli stipendi degli operai dell’Est sui cantieri! Durante la trasmissione, da parte dei presenti, trapelava un sentimento di impotenza e confusione nell’applicazione delle misure di accompagnamento ai scellerati accordi di libera circolazione: chi deve fare cosa, quali margini di manovra ci sono, cosa fare in casi sospetti, ecc ecc. Il moderatore Bazzi ha chiesto se non fosse il caso di creare la figura del super-ispettore, cui dare pieni poteri per qualsivoglia controllo (sempre pagato dal contribuente). Basta giocare ai poliziotti, ci costa troppo e si stanano troppi pochi abusi! Gli accordi bilaterali sono stati delle vere concessioni al colonialismo dell’UE in Svizzera! Oltretutto in pochi sanno che vi sono diversi modi per eludere i controlli: primo fra tutti compilare il foglio dei salari da consegnare alle autorità, scrivendo dei salari maggiorati e nel rispetto dei minimi, e poi in realtà pagare i dipendenti esteri molto meno rispetto a quanto riportato. Oppure i famosi padroncini, piccoli imprenditori indipendenti, che offrono i loro servizi al prezzo che vogliono loro, perché non vi è un minimo legale. Tutto ciò porta a pressione verso il basso dei salari ticinesi, e aumenta la disoccupazione in Svizzera! Infine il triste capitolo della reciprocità, che dopo anni di proteste non ha portato a nulla: gli italiani vengono in Ticino senza problemi, gli svizzeri in Italia hanno le porte sbarrate! Sono queste le opportunità (?) che ci avevano promesso prima del voto sui bilaterali? Si stava meglio quando si stava peggio…

Author: LATO-B Categories: CH e Unione Europea Tags: ,

Colonne, colonne, colonne in autostrada sul san Gottardo

21 maggio 2009

Durante il giorno dell’Ascensione, festa cristiana in tutti i cantoni svizzeri, riecco code di oltre 10 km al portale nord della galleria autostradale del san Gottardo. Il problema è noto da decenni, ma durante questo inverno è scesa una massa di neve incredibile, per cui il passo del san Gottardo sarà percorribile solo a fine maggio causa i muraglioni di neve ancora presenti in quota: il risultato è devastante, anche sul san Bernardino, dato che l’alternativa viene presa d’assalto dagli automobilisti. Settimane fa, dopo numerosi rifiuti di entrare in materia, il ministro dei trasporti Leuenberger finalmente aveva infranto il tabù: secondo lui, infatti, raddoppiare il tunnel autostradale del san Gottardo non era in contrasto con l’inizativa delle Alpi . Per poi non parlare dei numerosi incidenti che il traforo ha visto! Anche la storiellina che la strozzatura del san Gottardo sarebbe un deterrente per gli utenti della strada si è rivelata un abbaglio, dato che camion e automobilisti continuano imperterriti a transitare sul questo asse, sapendo perfettamente che passeranno 2-3 ore incolonnati. Basta indugi dunque, è inaccettabile che le colonne chilometriche a nord, e poi a sud del portale, mettano regolarmente in crisi la mobilità nel nostro Paese! Siamo in ritardo di almeno 15 anni, ed ogni mese di ulteriore attesa significa sempre più disagi! Un po’ di coraggio per potenziare un’opera che era stata concepita per meno di 10′ooo percorrenze al giorno, ora triplicate!!

Il Consiglio Federale ha deciso: NO LIMITS all’immigrazione estera!

20 maggio 2009

Il Governo rinuncia ad attivare la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo di libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, clausola che avrebbe permesso di introdurre contingenti per la manodopera proveniente dall’UE. Il Consiglio Federale ha dunque bocciato la proposta della ministra Widmer-Schlumpf, che in seguito all’alta disoccupazione in Svizzera chiedeva di limitare il numero di lavoratori provienti dall’estero. Il Governo fa sapere che l’introduzione di limitazioni di immigrazione dall’UE sarebbe stato un segnale politico negativo per Bruxelles. Da notare che il Consiglio di Stato ticinese aveva deciso di far sapere al Consiglio federale di essere contrario all’introduzione della clausola di salvaguardia. Bravi ticinesi, si saranno detti a Berna: prima si lamentano di invasioni e mancata reciprocità, e poi quando si può fare qualcosina di concreto si tirano indietro! Complimenti comunque al nostro Consiglio federale, che si preoccupa dei segnali politici da mandare all’Unione europea: ma sono ciechi o matti? Ma non vedono che l’UE ci tratta a pesci in faccia? Ma non sarebbe ora di fare davvero arrivare qualche timido segnale a Bruxelles? L’UE ci impone qualsiasi cosa, e noi subiamo supini, e quando finalmente  possiamo far valere una clausola prevista dagli accordi ce la facciamo sotto? Ma a Berna credono che facendo i secchioni ci risparmino le gabole? Ma se ci stanno sempre addosso!! La triste verità è che si è trattato di una vera occasione mancata, sia per dare un segnale a Bruxelles, sia per fare qualcosa di concreto per il nostro Paese e per limitare la discoccupazione che sta diventando una vera emergenza in Svizzera.

Alptransit snobbato dall’Europa?

20 maggio 2009

Sul CdT si leggeva il 19.05.09 che i ministri di Italia, Austria e Germania hanno siglato un’intesa per l’edificazione della galleria di base del Brennero. Si prevede che i lavori cominicino entro il 2014 per terminare il 2022. Il traforo ferroviario collegherà Innsbruck a Fortezza, provincia di Bolzano, per una lunghezza complessiva di 55 Km. Se per i verdi la notizia sarà senz’altro accolta positivamente, per la Svizzera questo progetto dovrebbe preoccupare. È da molti anni infatti che si cerca di capire se gli italiani sono o no intenzionati ad allacciarsi ad Alptransit a sud di Chiasso. Oltretutto in Ticino si sta scavando per costruire la galleria del Monte Ceneri, e a sud di Lugano non vi è ancora alcun progetto per completare Alptransit; inoltre qualsiasi soluzione a sud di Lugano sarà costosissima e sarà edificata chissà tra quanti anni. Insomma siamo in alto mare, mentre sul Brennero pare che facciano sul serio! C’è davvero il rischio che gli svizzeri spendano inutilmente decine di miliardi a scavare tunnel, senza avere accordi con l’Unione Europea per il prosequio della linea a sud di Chiasso, mentre gli europei costruiscano in fretta una linea sul Brennero davvero efficace e ben pianificata tra i Paesi interessati? Speriamo che Alptransit non sia un buco nell’acqua, dopo tutte le gallerie scavate inutilmente e le decine di miliardi di franchi che il contribuente sta spendendo…

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