Ogni metodo per scoraggiarli va bene! Statevene a casa.

22 febbraio 2017

Quante volte ognuno di noi avrà detto: “ma perché non informano gli africani che venire in Svizzera è pericoloso e noi non siamo il paese dei balocchi?“. Eh sì, perché dall’Africa continuano ad arrivare centinaia di migliaia di persone (di solito maschi dai 20 ai 30 anni di età), che cercano un futuro migliore e che si illudono di avere diritto all’asilo. I potenziali rifugiati devono essere convinti che da noi la vita è difficile, e che per raggiungerci rischiano la pelle. La Segreteria della migrazione finanzia una serie televisiva, con attori nigeriani, dove si cerca di scoraggiare i migranti che arrivano dal mare, col triste racconto di un 25enne africano che viene rimpatriato dopo un’odissea per raggiungere la Svizzera . Si spera che milioni di possibili asilanti vengano convinti a starsene in Africa, dopo aver guardato la serie tv in 13 puntate che racconta delle difficoltà a venire in Svizzera. Meglio starsene nel proprio Paese per far diventare migliore il continente nero, piuttosto di abusare del diritto di asilo e rischiare di farsi rimpatriare in modo coatto dalle autorità elvetiche! Da noi fa freddo, il viaggio per giungere in Europa terribile, è molto probabile essere respinti alle frontiere, è molto improbabile essere accolti come rifugiati, ecc ecc. Ovviamente la serie tv è finanziata dalla Confederazione, ma riteniamo che l’iniziativa sia lodevole e soprattutto utile. Basta invasioni incontrollate, basta dover accogliere decine di migliaia di falsi rifugiati ogni anno! E poi quando bisogna espellerli arriva la tv di stato a rompere le scatole. Qualsiasi metodo ci piace per scoraggiare gli africani ad abbandonare il proprio Paese! Facciamogli sapere che da noi fa freddo, piove e si lavora duro! E speriamo che la serie tv la guardino tanti, tanti africani…

Permessi e passaporti falsi da Bellinzona, che vergogna! Una vergogna nazionale.

10 febbraio 2017

Si prendono sempre in giro gli italiani o i rumeni per il loro alto livello di corruzione. Ma anche da noi il problema è emerso: 6 persone arrestate per un brutto affare di permessi e passaporti illegali e falsi, circa 30 casi. Indagati 2 kosovari (con passaporto elvetico), un turco, ma soprattutto una svizzera precedentemente licenziata dall’ufficio migrazione e un italiano (con passaporto svizzero) attualmente impiegato nello stesso ufficio cantonale, tale Carmelo Staropoli (Carmelo Staropoli, ma da dove viene sto signore?). Quest’ultimo parrebbe si faceva corrompere e riusciva a fornire permessi di dimora a stranieri che non ne avevano diritto, e passaporti falsi. Il direttore del dipartimento istituzioni Norman Gobbi si è detto furibondo e afferma che non si sarebbe dovuto assumere un italiano. Ma va??? Veramente?? Ma è lapalissiano!!! È demenziale mettere in posizioni così sensibili degli stranieri!! Essi non dovrebbero essere assunti come poliziotti, funzionari statali, ogni posto-chiave pubblico come capo-reparto, responsabile delle assunzioni, e tante altre mansioni che in questo Cantone vengono allegramente assegnate a frontalieri e stranieri. Qualche anno fa qualcuno proponeva addirittura giudici stranieri in Svizzera… Ed ora si faccia pulizia all’Ufficio migrazione di Bellinzona! Fuori tutti quei traditori che hanno collaborato a questa ignobile attività disonesta! E si puniscano severamente tutti quei mascalzoni pagati dal contribuente (dipendenti dello Stato) che tradiscono la fiducia dei cittadini, facendo entrare in Svizzera stranieri che non possono stare qui e distribuendo passaporti falsi. Vergogna! La nostra amministrazione cantonale deve funzionare bene e onestamente, ed essere al servizio dei cittadini, mica asserviti agli stranieri.

Polveri fini e inquinamento

31 gennaio 2017

In questi giorni in Ticino stiamo soffrendo un inquinamento preoccupante, con l’aria zeppa di polveri fini. Anche durante il fine settimana i livelli inquietanti non sono scesi, nonostante le ditte e le scuole fossero chiuse. La nostra aria stagna e non c’è ricambio. Manca vento, ma soprattutto mancano le piogge! Non piove! E allora il dipartimento del territorio decide di far partire le misure urgenti: 80 km/h sulle autostrade, ridurre a 20 gradi la temperatura degli stabili cantonali, divieto di circolazione delle vetture diesel euro 3 e mezzi pubblici gratis per tutti. Ci fa piacere che ci provino, ma l’aria resterà inquinata finché non pioverà: senza pioggia continueremo a respirare aria sporca. E come ha reagito la popolazione? Hanno preso i mezzi pubblici, grazie alla gratuità degli stessi? Pare di no. E pare pure che tanti neppure sapessero di questa possibilità di spostamento a costo zero. Speriamo che almeno domani qualche cittadino in più contribuirà ad un’aria migliore, approfittando di questa offerta gratuita. E le vetture diesel? Chi controlla che non circolino in questi giorni di emergenza? Chi evita che dall’Italia non entrino i camion diesel inquinanti? Abbiamo l’impressione che queste misure servano soprattutto a far parlare dell’inquinamento e in generale della questione ambientale. La verità è che a parole siamo tutti sensibili alla salute del nostro pianeta, ma poi non siamo tutti pronti a rinunciare alle nostre abitudini in casi simili di emergenza. Speriamo che piova presto, solo questo. Speriamo che la meteo cambi e che spazzi via l’ariaccia di cui da troppi anni siamo tutti vittime.

Tra poco sarà il 9 febbraio, ma poco è cambiato

15 gennaio 2017

L’iniziativa contro l’immigrazione di massa è stata accettata il 9 febbraio di 3 anni fa dal popolo svizzero. E venivano concessi 3 anni per applicarla. Tre anni son passati, ma poco è cambiato. I nostri parlamentari a Berna non hanno avuto il coraggio di tradurre alla lettera l’iniziativa in legge: niente contingenti massimi di stranieri, niente preferenza indigena, niente di niente di quello che il testo originale proponeva.Un tradimento della democrazia e del volere popolare. Dicono che applicare alla lettera l’iniziativa sarebbe stato in contrasto con gli accordi bilaterali siglati con l’Unione Europea. E allora? Ma se nemmeno gli Stati membri dell’UE si attengono alle regole comunitarie! Infrazioni in fatto di immigrazione, nell’ambito del rigore finanziario, in fatto di tassazione. E nel frattempo la Granbretagna è uscita dall’Europa, decisione presa dal popolo, non è stata imposta da nessuno. L’UE sta quindi radicalmente cambiando, e anche la libera circolazione delle persone che sembrava un punto non negoziabile, sta vacillando. Infatti sempre più Nazioni si lamentano dell’invasione di lavoratori stranieri che mettono in crisi il mercato del lavoro. La libera circolazione in Europa è a rischio, e la Svizzera ha paura di sanzioni nel caso applicasse l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Gli svizzeri più papisti del papa, sempre i primi della classe, sempre ligi, sempre con la paura di non rispettare alla lettera gli accordi che gli altri non rispettano. Ed ora ci si mette anche il socialista Stoianovich, che raccoglie le firme per il referendum contro la legge appena approvata sull’immigrazione di massa: un referendum inutile, oltretutto lanciato da un socialista che ha sempre combattuto l’iniziativa UDC. Tre anni di attesa, e mentre i politici svizzeri non vogliono cambiare le cose, è l’Europa che sta profondamente cambiando.

Corte europea dei diritti dell’uomo: 2 interessanti sentenze

11 gennaio 2017

È sempre piacevole quando le nostre sentenze vengono confermate anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in pratica l’ultima istanza di ricorso possibile. In questi giorni due sentenze confortano la decisione dei giudici svizzeri: la prima riguarda un pirata della strada macedone, espulso dalla Svizzera. La decisione di espulsione del 2010 è del Tribunale Federale, ovviamente impugnata dal macedone che sperava che la Corte europea rovesciasse il verdetto: e invece no! Il macedone deve andarsene dalla Svizzera, dopo le condanne di pirata della strada, omicidio nella forma del dolo, aggressione a poliziotto; inoltre il criminale non ha dimostrato di integrarsi nel nostro Paese.Dovevano espellerlo tanti anni fa! Cosa aspettavano? La seconda sentenza della Corte europea riguarda invece due genitori islamici di Basilea, che non erano d’accordo a far partecipare le figlie alla lezione di nuoto mista: i musulmani avevano ricevuto una multa di 1′400 franchi. La Corte di Strasburgo conferma la sentenza dei giudici elvetici, secondo cui l’obbligo di frequenza alle lezioni di nuoto non costituiva un attacco alla libertà religiosa. Ma quanti anni è che si parla dei musulmani che non vogliono partecipare ai corsi scolastici per motivi religiosi? Decenni di polemiche e ricorsi legali. Ma ora è chiaro, ai corsi di nuoto ci devono andare anche gli islamici, lo conferma la Corte europea di Strasburgo!! Forza allora, tutti i bambini musulmani vadano ai corsi di nuoto!

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags:

Un Natale insanguinato

29 dicembre 2016

Poteva essere un Natale come tutti gli altri: spensierato, romantico, coinvolgente. E invece si è trattato di un Natale insanguinato dall’attentato di Berlino: lo schema è lo stesso visto a Nizza, e cioè un camion che travolge la folla. A Berlino il terrorista islamico tunisino ha investito tanta gente che si trovava in un mercatino natalizio, uccidendo una decina di persone e ferendone un centinaio. È poi seguita la caccia all’uomo, un tunisino con precedenti penali e che aveva scontato anni di prigione in Italia. Proprio in Italia Anis Amri, il presunto attentatore islamico, è stato intercettato e ucciso dalla polizia. Da notare che negli scorsi mesi l’Italia aveva messo in allarme le autorità tedesche sul pericolo di attentati da parte del tunisino, mentre per i tedeschi sarebbe stato improbabile che Amri avrebbe avuto queste tendenze. C’è poi stata, da parte della stampa, grande sorpresa per il fatto che dopo l’attentato il tunisino sia riuscito a percorrere mezza Europa, prima di arrivare indisturbato in Italia: ridicoli!! I giornalisti sorpresi da questa facile mobilità sono ridicoli! Ma come si fa ad intercettare una persona ricercata, se le frontiere sono aperte? Lo spazio Schengen è devastante per la sicurezza delle Nazioni che hanno aderito a questo accordo! Se le frontiere fossero sorvegliate a regola d’arte, allora magari per i fuggiaschi sarebbe un po’ più complicato riuscire a far perdere le proprie tracce. Ma con i valichi colabrodo che ci ritroviamo, è stata persa molta sicurezza in Europa!! Non è difficile capirlo, basta il buon senso. Altro che libera circolazione delle persone. Bisogna sigillare le frontiere! Come si faceva qualche decennio fa…

L’immigrazione di massa continuerà

17 dicembre 2016

Ora è certo: le due Camere hanno approvato una legge che non fermerà l’invasione di lavoratori stranieri in Svizzera. Gli Svizzeri avevano approvato il 9 febbraio 2014 l’iniziativa popolare che chiedeva un controllo dell’immigrazione, e invece i parlamentari a Berna non hanno dato seguito a quanto chiesto dagli elettori. Una vera vergogna. La nostra democrazia e la nostra Costituzione sono state calpestate. Invece di introdurre contingenti, controlli e preferenza ai lavoratori indigeni, a Berna hanno pensato bene di aumentare la burocrazia a carico delle ditte, le quali potrebbero essere obbligate a convocare dei disoccupati per un colloquio nel caso in cui c’è un posto vacante, per poi comunque assumere uno straniero. Senza neppure dover spiegare perché hanno assunto lo straniero al posto del domiciliato. Ora basta! L’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente lancerà un’iniziativa popolare per disdire la libera circolazione delle persone. È forse l’unico modo per evitare di farci fagocitare dall’Unione Europea… Mancava la ciliegina sulla torta: nel giorno triste del voto finale sulla legge contro l’immigrazione di massa (ieri), Berna ha esteso la libera circolazione alla Croazia. Sena ritegno. Senza rispetto per la volontà popolare.

Son passati quasi 3 anni. Popolo tradito.

3 dicembre 2016

Il 9 febbraio 2014 gli svizzeri decisero di porre fine all’immigrazione incontrollata, accettando l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”. Consiglio Federale e Parlamento avevano 3 anni per applicare l’articolo costituzionale e tradurlo in legge. Ebbene, è quasi passato il periodo concesso, e non ci siamo per niente: si parla di “preferenza indigena light” (?), in pratica non verranno introdotti i contingenti richiesti dall’iniziativa (cioè un numero massimo di permessi concessi ogni anno a lavoratori stranieri che vogliono venire in Svizzera). Nessun controllo dell’immigrazione, dunque. Nessun filtro per evitare l’invasione di lavoratori stranieri. E questo perché non si può trattare un cittadino UE in modo differente da un cittadino svizzero. Ma chi se ne frega degli accordi bilaterali! Il dramma è che nell’ultimo decennio di apertura totale abbiamo subìto l’invasione di 800′000 stranieri! Questo conta per noi! Conta il fatto che abbiamo tanti disoccupati, che abbiamo tanti assistiti, che le nostre strade sono intasate dai veicoli di cittadini UE, che i nostri giovani hanno di fronte a loro un futuro ben poco roseo. Tutti problemi causati dalla libera circolazione delle persone. La preferenza indigena light proposta dal Parlamento aumenterà invece di sicuro la burocrazia, dato che una ditta, prima di assumere, dovrà ricevere e valutare 5 disoccupati iscritti all’ufficio di collocamento, ma poi potrà assumere tranquillamente il frontaliero o lo straniero, senza neppure giustificare perché non sia stato dato il lavoro al disoccupato svizzero. Insomma, gli svizzeri chiedevano un netto freno all’invasione di lavoratori stranieri, Parlamento e Governo invece mettono paletti burocratici che non servono a evitare che l’invasione continui. Peccato. 3 anni di tempo e poi tradire il popolo svizzero. Alla faccia della democrazia.

Chi riceve i sussidi spenda in Ticino!

23 novembre 2016

Giusto. Chi riceve aiuti statali, soldi del contribuenti quindi, dovrebbe spendere nel nostro Cantone. Sembra ovvio. Sembra facile. Eppure la commissione della gestione del Granconsiglio ne ha parlato ieri: dopo una mozione che chiede quanto sopra auspicato, depositata dai deputati Fiorenzo Dadò e da Amanda Rückert, si cerca di trovare il modo per imporre a chi riceve aiuti dello Stato di spendere i soldi ricevuti nel nostro Cantone, e al massimo in Svizzera. Siamo assolutamente d’accordo che gli assistiti e gli aiutati spendano da noi. L’economia si fa girare spendendo e acquistando; ma si deve fare girare la nostra economia, mica quella di Varese e Como. Sono soldi del contribuente, e vanno spesi nel nostro Cantone. Altrimenti lo Stato si impoverisce due volte: la prima volta per aiutare i cittadini che hanno bisogno, la seconda volta perché perde posti di lavoro e non incassa le imposte delle ditte attivi sul nostro territorio. Poi arrivano i socialisti che affermano che il sistema proposto dalla commissione della gestione aumenta la burocrazia: è vero che aumenta il lavoro di controllo, ma detto dai socialisti fa ridere! E poi a noi va bene un poco di lavoro in più, ma almeno i soldi restano nel nostro Cantone. Ci piange il cuore vedere che il 95% dei soldi guadagnati dai frontalieri se ne va fuori dal Ticino, gli assegni familiari pure. La nostra economia soffre tantissimo, che restino almeno i soldi pubblici!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags:

Abbandonare il nucleare? Attenzione

13 novembre 2016

Gli svizzeri devono decidere a fine novembre se accettare o meno l’iniziativa popolare che chiede l‘abbandono programmato del vettore nucleare, che fornisce in Svizzera circa il 40% dell’energia di cui abbiamo bisogno. Ammesso e concesso che le centrali nucleari non ci danno sicurezza al 100%, ammesso e concesso che smaltire le scorie nucleari è sempre ancora un grosso problema, ammesso e concesso che un incidente come Fukushima non lo vu0le nessuno, la domanda che sorge a questo punto è: come faremo a sostituire il manco energetico in caso di chiusura della nostre centrali nucleari? Questo è il vero cruccio.  Perché nessuno di noi vuole rinunciare ad avere il proprio telefonino sempre carico, a poter cucinare e stirare, a poter avere luce in casa. Insomma, condannare il nucleare è facile, ma rinunciare alle nostre esigenti abitudini non vogliamo di certo. La proposta della sinistra è quella di incentivare la produzione di energia elettrica a partire dalle fonti rinnovabili: vento, sole, legno, ecc. A parte il fatto che per sfruttare le fonti alternative si inquina molto già solo per l’installazione del nuovo impianto (produzione di pali, pannelli, batterie, eliche, linee elettriche, e il relativo smaltimento e manutenzione delle parti da sostituire e dei nuovi impianti), l’energia mancante la dovremmo importare. per esempio dalla Francia. L’elettricità della Francia è fornita al 90% dalle centrali nuclerari: allora useremmo elettricità proveniente dal nucleare!! Paradossale, no?? E in più saremmo dipendenti dall’estero, inoltre potrebbero chiederci prezzi pazzeschi per la fornitura dell’energia. Meglio dire di NO all’iniziativa per l’abbandono del nucleare! Che sia il mercato a decidere, che siano i consumatori a influenzare la scelta: sempre più cittadini si dotano di impianti fotovoltaici, solare termico, pompe di calore, ecc. Sono già i cittadini che stanno spostando la scelta sulle energie rinnovabili, e automaticamente l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari diventa meno interessante! No all’interruzione di erogazione di elettricità. Sì alla promozione delle energie alternative, anche grazie agli odierni generosi sussidi cantonali e federali,  che metteranno nei prossimi anni una grande pressione su petrolio e nucleare. Ma NO ad obbligarci ad importare dagli altri Paesi l’energia di cui abbiamo sempre bisogno.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: