Argo1 - un brutto affare di clientelismo?

21 maggio 2017

Ormai se ne parla da settimane. Nel Cantone Ticino si è dato un mandato da oltre 3 mio di franchi ad una ditta incompetente, senza rispettare la legge sulle commesse pubbliche. Dovevano gestire un centro per richiedenti l’asilo e non avevano le capacità e la formazione per farlo. Alle ditte precedentemente incaricate era stato tolto l’incarico. Lo sapevano in molti nell’Amministrazione cantonale, compreso il capo dipartimento Paolo Beltraminelli, il quale ha già dichiarato che si assume almeno in parte la responsabilità del malaffare. In pratica Beltraminelli avrebbe firmato (e quindi sapeva) il contratto con la ditta interessata, una ditta che non aveva i requisiti e le competenze per assumersi l’incarico assegnatole. E in più, evocando una presunta urgenza, sono stati pagati oltre 3 mio di franchi: pertanto è stata crassamente violata la legge sulle commesse pubbliche. E infine l’operato della ditta, che nulla più aveva che una casella postale, è stato pessimo. Ora una speciale commissione sta analizzando l’accaduto: in particolare capire al Cantone chi sapeva, chi ha infranto le regole, chi ha affidato un mandato da 3,5 mio di franchi ad una ditta-buca lettere senza esperienza nel settore dell’asilo, una ditta che non forniva personale formato per la gestione di un centro rifugiati. Una ditta il cui amministratore avrebbe guai con la giustizia. Insomma, chi ha sbagliato deve pagare. Sono sempre ancora i soldi dei contribuenti che sono stati pagati ad una ditta che non aveva i requisiti, non aveva l’esperienza, non aveva il know how per l’incarico proposto: Beltraminelli sapeva e avrebbe dato il suo avvallo per spendere male tanti soldi pubblici.

Imam anche nell’esercito svizzero

1 maggio 2017

I tempi cambiano. Oltre il 33% dei militi del nostro esercito sono cittadini naturalizzati, con origini straniere. E anche gli equilibri religiosi cambiano. Finora nel nostro esercito c’erano preti cattolici e protestanti con funzioni di assistenza spirituale: se un soldato necessitava di aiuto religioso, ecco che c’erano i nostri preti cristiani. Ma ora si vogliono assumere anche imam, per eventuale aiuto anche ai militi di fede islamica. Il comandante della nostra armata è favorevole all’introduzione di questa nuova figura, a patto che l’imam darà sostegno anche ai soldati di fede cristiana. Bisogna aggiornarsi… Dobbiamo abituarci all’idea di una società musulmana o dobbiamo frenare la preoccupante islamizzazione del nostro Paese? Fino a che punto è giusto adattarsi alle esigenze che ci impongono gli altri? Non dovrebbero essere i cittadini stranieri che vengono da fuori ad adattarsi ai nostri usi e costumi? La storia ci dirà se riusciremo a tenere duro, a mantenere le nostre tradizioni, a resistere alla colonizzazione che stiamo subendo in seguito all’immigrazione di massa. Intanto speriamo che se davvero verranno assunti imam nel nostro esercito, essi faranno solo sostegno spirituale e non radicalismo islamico, come succede in certe moschee…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags:

Continua l’emergenza attentati

11 aprile 2017

In tutto il mondo, mica solo qui vicino, si assiste a una continua serie di attentati di matrice terroristica. In particolare di estremismo religioso, ISIS in particolare. Dopo i fatti di Stoccolma, dove la folla è stata falciata in pieno centro, nessuno è più al sicuro. In nessun posto del mondo. Ma come fare ad evitare queste carneficine di persone innocenti? Come fare a prevenire queste stragi, perlomeno nel Vecchio Continente? Il punto è che ormai sono entrati milioni di musulmani in Europa e il controllo sugli immigranti non c’è forse mai stato, ora men che meno, dato che sono cittadini. L’Islam è radicatissimo, di imam è pieno e di moschee pure. Anche in Paesi come la Svezia, dove c’è tolleranza ed integrazione, si registrano centinaia di foreign fighters, ovvero cittadini che vanno in Siria a combattere. E poi magari tornano a sparare anche in Svezia… L’autore dell’attentato di Stoccolma era un richiedente l’asilo, cui era stato negato lo statuto di rifugiato, e che era stato espulso. Quindi anche se uno non dovrebbe nemmeno stare lì, organizza e realizza la sua strage. Con la libera circolazione delle persone è tutto più facile, dato che non ci sono controlli tra una Nazione e l’altra. Roba da matti! Ma come si fa a garantire la sicurezza se alle frontiere nessuno controlla chi esce e chi entra? È una contraddizione bella e buona. Inoltre si è visto più volte che se anche questi estremisti vengono arrestati e condannati, alla fine della prigione mica diventano degli agnellini, anzi! Quindi è evidente quanto sia importante la prevenzione, nel senso che nemmeno devono poter entrare in Europa. Una volta dentro, sono dolori.

Rico Maggi e il suo IRE non sono scientifici

26 marzo 2017

L’Istituto delle ricerche economiche (IRE), già più volte criticato per passati studi sull’impatto della libera circolazione delle persone in Ticino, ha pubblicato i risultati di uno studio: più che uno studio scientifico diremmo un sondaggio. Rico Maggi ha dimostrato che la percezione dei ticinesi sul numero dei frontalieri nel nostro Cantone è sbagliata. Essi ritengono che ce ne siano molti di più rispetto al numero effettivo di frontalieri attivi in Ticino; questo almeno afferma Maggi con la sua indagine. In realtà chi capisce qualcosa di studi scientifici sa che le sensazioni e le percezioni del popolo non sono interessanti: quel che conta sono le cifre effettive, quelle sì estrapolate da dati certi e verificabili. E le cifre effettive sono che abbiamo in Ticino quasi 65′000 frontalieri, pari a quasi il 30% delle persone attive nel nostro Cantone. Partendo da questi dati certi, a chi interessa che il popolo abbia altre sensazioni? Se i ticinesi pensano che ci siano troppi frontalieri, o anche troppo pochi, le cifre pazzesche non cambiano. Noi abbiamo invece la certezza che le cifre dei frontalieri in Ticino siano allarmanti, sia per la disoccupazione, sia per i casi di assistenza (8′000 assistiti sono un dato certo davvero preoccupante). E abbiamo pure la certezza che il buon Rico Maggi, pagato lautamente dal contribuente, voglia dimostrare che il fenomeno frontalierato non sia un problema. Ci sono fior fiore di economisti che invece affermano che il problema ci sia eccome, altro che sensazione del popolino! 65′000 lavoratori esteri creano tensioni, traffico, disoccupazione, problemi sociali, ecc. L’applicazione dell’iniziativa accettata dai ticinesi “Prima i nostri” è fondamentale: precedenza ai domiciliati, altro che assumere ancora stranieri, altro che spendere soldi pubblici per questi sondaggi da parte dell’IRE. Concludiamo dicendo che se Maggi vuole davvero fare qualcosa per il nostro Cantone, la pianti con inchieste non-scientifiche e spenda soldi pubblici ed energie per aiutare davvero la nostra economia e i nostri lavoratori.

Le nostre ditte in grande difficoltà

12 marzo 2017

L’invasione di ditte di edilizia che invadono il Ticino è cosa nota. E spesso sono i clienti ticinesi a chiamare le imprese estere. I padroncini italiani sono oramai ben insediati nel nostro territorio. Ma da un po’ di tempo le nostre ditte stanno soffrendo in modo incredibile: prezzi stracciati e margini di guadagno ridotti a zero, ma sempre stipendi da pagare imposti dai nostri contratti collettivi (ovviamente molto più alti rispetto a quelli italiani). Spesso le ditte ticinesi, pur di poter lavorare, operano sotto costo: significa che non solo non possono pagare gli stipendi a fine mese, ma in più si indebitano. È una cosa molto malsana per un’economia come quella elvetica, che si basa sulle piccole e medie imprese. I pochi correttivi imposti dalla politica, come l’imposizione IVA anche a carico degli italiani e l’iscrizione all’albo, non sono in grado di correggere una tendenza davvero nefasta per le ditte indigene e per i lavoratori attivi nell’edilizia. Se la situazione continua a perdurare, il futuro sarà il seguente: sempre più ditte falliranno, con conseguente perdita di posti di lavoro e aumento della disoccupazione. Con un cambio euro-franco cosi favorevole per i ticinesi che chiamano le ditte italiane che costano meno delle ticinesi, qui da noi resterà poco. Poco futuro per i nostri giovani. Poco futuro per le nostre imprese. Urgono misure urgenti per preferire le nostre ditte rispetto a quelle estere, per proteggere le imprese ticinesi da una concorrenza sleale invincibile.

Ogni metodo per scoraggiarli va bene! Statevene a casa.

22 febbraio 2017

Quante volte ognuno di noi avrà detto: “ma perché non informano gli africani che venire in Svizzera è pericoloso e noi non siamo il paese dei balocchi?“. Eh sì, perché dall’Africa continuano ad arrivare centinaia di migliaia di persone (di solito maschi dai 20 ai 30 anni di età), che cercano un futuro migliore e che si illudono di avere diritto all’asilo. I potenziali rifugiati devono essere convinti che da noi la vita è difficile, e che per raggiungerci rischiano la pelle. La Segreteria della migrazione finanzia una serie televisiva, con attori nigeriani, dove si cerca di scoraggiare i migranti che arrivano dal mare, col triste racconto di un 25enne africano che viene rimpatriato dopo un’odissea per raggiungere la Svizzera . Si spera che milioni di possibili asilanti vengano convinti a starsene in Africa, dopo aver guardato la serie tv in 13 puntate che racconta delle difficoltà a venire in Svizzera. Meglio starsene nel proprio Paese per far diventare migliore il continente nero, piuttosto di abusare del diritto di asilo e rischiare di farsi rimpatriare in modo coatto dalle autorità elvetiche! Da noi fa freddo, il viaggio per giungere in Europa terribile, è molto probabile essere respinti alle frontiere, è molto improbabile essere accolti come rifugiati, ecc ecc. Ovviamente la serie tv è finanziata dalla Confederazione, ma riteniamo che l’iniziativa sia lodevole e soprattutto utile. Basta invasioni incontrollate, basta dover accogliere decine di migliaia di falsi rifugiati ogni anno! E poi quando bisogna espellerli arriva la tv di stato a rompere le scatole. Qualsiasi metodo ci piace per scoraggiare gli africani ad abbandonare il proprio Paese! Facciamogli sapere che da noi fa freddo, piove e si lavora duro! E speriamo che la serie tv la guardino tanti, tanti africani…

Permessi e passaporti falsi da Bellinzona, che vergogna! Una vergogna nazionale.

10 febbraio 2017

Si prendono sempre in giro gli italiani o i rumeni per il loro alto livello di corruzione. Ma anche da noi il problema è emerso: 6 persone arrestate per un brutto affare di permessi e passaporti illegali e falsi, circa 30 casi. Indagati 2 kosovari (con passaporto elvetico), un turco, ma soprattutto una svizzera precedentemente licenziata dall’ufficio migrazione e un italiano (con passaporto svizzero) attualmente impiegato nello stesso ufficio cantonale, tale Carmelo Staropoli (Carmelo Staropoli, ma da dove viene sto signore?). Quest’ultimo parrebbe si faceva corrompere e riusciva a fornire permessi di dimora a stranieri che non ne avevano diritto, e passaporti falsi. Il direttore del dipartimento istituzioni Norman Gobbi si è detto furibondo e afferma che non si sarebbe dovuto assumere un italiano. Ma va??? Veramente?? Ma è lapalissiano!!! È demenziale mettere in posizioni così sensibili degli stranieri!! Essi non dovrebbero essere assunti come poliziotti, funzionari statali, ogni posto-chiave pubblico come capo-reparto, responsabile delle assunzioni, e tante altre mansioni che in questo Cantone vengono allegramente assegnate a frontalieri e stranieri. Qualche anno fa qualcuno proponeva addirittura giudici stranieri in Svizzera… Ed ora si faccia pulizia all’Ufficio migrazione di Bellinzona! Fuori tutti quei traditori che hanno collaborato a questa ignobile attività disonesta! E si puniscano severamente tutti quei mascalzoni pagati dal contribuente (dipendenti dello Stato) che tradiscono la fiducia dei cittadini, facendo entrare in Svizzera stranieri che non possono stare qui e distribuendo passaporti falsi. Vergogna! La nostra amministrazione cantonale deve funzionare bene e onestamente, ed essere al servizio dei cittadini, mica asserviti agli stranieri.

Polveri fini e inquinamento

31 gennaio 2017

In questi giorni in Ticino stiamo soffrendo un inquinamento preoccupante, con l’aria zeppa di polveri fini. Anche durante il fine settimana i livelli inquietanti non sono scesi, nonostante le ditte e le scuole fossero chiuse. La nostra aria stagna e non c’è ricambio. Manca vento, ma soprattutto mancano le piogge! Non piove! E allora il dipartimento del territorio decide di far partire le misure urgenti: 80 km/h sulle autostrade, ridurre a 20 gradi la temperatura degli stabili cantonali, divieto di circolazione delle vetture diesel euro 3 e mezzi pubblici gratis per tutti. Ci fa piacere che ci provino, ma l’aria resterà inquinata finché non pioverà: senza pioggia continueremo a respirare aria sporca. E come ha reagito la popolazione? Hanno preso i mezzi pubblici, grazie alla gratuità degli stessi? Pare di no. E pare pure che tanti neppure sapessero di questa possibilità di spostamento a costo zero. Speriamo che almeno domani qualche cittadino in più contribuirà ad un’aria migliore, approfittando di questa offerta gratuita. E le vetture diesel? Chi controlla che non circolino in questi giorni di emergenza? Chi evita che dall’Italia non entrino i camion diesel inquinanti? Abbiamo l’impressione che queste misure servano soprattutto a far parlare dell’inquinamento e in generale della questione ambientale. La verità è che a parole siamo tutti sensibili alla salute del nostro pianeta, ma poi non siamo tutti pronti a rinunciare alle nostre abitudini in casi simili di emergenza. Speriamo che piova presto, solo questo. Speriamo che la meteo cambi e che spazzi via l’ariaccia di cui da troppi anni siamo tutti vittime.

Tra poco sarà il 9 febbraio, ma poco è cambiato

15 gennaio 2017

L’iniziativa contro l’immigrazione di massa è stata accettata il 9 febbraio di 3 anni fa dal popolo svizzero. E venivano concessi 3 anni per applicarla. Tre anni son passati, ma poco è cambiato. I nostri parlamentari a Berna non hanno avuto il coraggio di tradurre alla lettera l’iniziativa in legge: niente contingenti massimi di stranieri, niente preferenza indigena, niente di niente di quello che il testo originale proponeva.Un tradimento della democrazia e del volere popolare. Dicono che applicare alla lettera l’iniziativa sarebbe stato in contrasto con gli accordi bilaterali siglati con l’Unione Europea. E allora? Ma se nemmeno gli Stati membri dell’UE si attengono alle regole comunitarie! Infrazioni in fatto di immigrazione, nell’ambito del rigore finanziario, in fatto di tassazione. E nel frattempo la Granbretagna è uscita dall’Europa, decisione presa dal popolo, non è stata imposta da nessuno. L’UE sta quindi radicalmente cambiando, e anche la libera circolazione delle persone che sembrava un punto non negoziabile, sta vacillando. Infatti sempre più Nazioni si lamentano dell’invasione di lavoratori stranieri che mettono in crisi il mercato del lavoro. La libera circolazione in Europa è a rischio, e la Svizzera ha paura di sanzioni nel caso applicasse l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Gli svizzeri più papisti del papa, sempre i primi della classe, sempre ligi, sempre con la paura di non rispettare alla lettera gli accordi che gli altri non rispettano. Ed ora ci si mette anche il socialista Stoianovich, che raccoglie le firme per il referendum contro la legge appena approvata sull’immigrazione di massa: un referendum inutile, oltretutto lanciato da un socialista che ha sempre combattuto l’iniziativa UDC. Tre anni di attesa, e mentre i politici svizzeri non vogliono cambiare le cose, è l’Europa che sta profondamente cambiando.

Corte europea dei diritti dell’uomo: 2 interessanti sentenze

11 gennaio 2017

È sempre piacevole quando le nostre sentenze vengono confermate anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in pratica l’ultima istanza di ricorso possibile. In questi giorni due sentenze confortano la decisione dei giudici svizzeri: la prima riguarda un pirata della strada macedone, espulso dalla Svizzera. La decisione di espulsione del 2010 è del Tribunale Federale, ovviamente impugnata dal macedone che sperava che la Corte europea rovesciasse il verdetto: e invece no! Il macedone deve andarsene dalla Svizzera, dopo le condanne di pirata della strada, omicidio nella forma del dolo, aggressione a poliziotto; inoltre il criminale non ha dimostrato di integrarsi nel nostro Paese.Dovevano espellerlo tanti anni fa! Cosa aspettavano? La seconda sentenza della Corte europea riguarda invece due genitori islamici di Basilea, che non erano d’accordo a far partecipare le figlie alla lezione di nuoto mista: i musulmani avevano ricevuto una multa di 1′400 franchi. La Corte di Strasburgo conferma la sentenza dei giudici elvetici, secondo cui l’obbligo di frequenza alle lezioni di nuoto non costituiva un attacco alla libertà religiosa. Ma quanti anni è che si parla dei musulmani che non vogliono partecipare ai corsi scolastici per motivi religiosi? Decenni di polemiche e ricorsi legali. Ma ora è chiaro, ai corsi di nuoto ci devono andare anche gli islamici, lo conferma la Corte europea di Strasburgo!! Forza allora, tutti i bambini musulmani vadano ai corsi di nuoto!

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