Le polveri fini ci uccidono

20 ottobre 2017

Ormai sono tanti anni che si parla dell’inquinamento nel nostro Cantone: d’estate l’ozono, d’inverno le polveri fini. Non c’è niente da fare: siamo in troppi e ci muoviamo in tanti con le automobili a benzina o diesel. E anche i mezzi pubblici come i bus immettono nell’aria molti inquinanti pericolosi. Un recente studio rileva che è la pianura Padana la zona in Europa dove l’aria è maggiormente inquinata; del resto non ci voleva uno studio scientifico per dimostrare che a sud della Svizzera c’è un inquinamento pazzesco. Pensiamo solo ai riscaldamenti a nafta in Italia: mentre da noi ti controllano regolarmente le emissioni degli impianti, lì sono operativi riscaldamenti anti-diluviani che non vengono sostituiti; il parco macchine italiano è vetusto e altamente inquinante. Le norme magari ci sarebbero, ma si sa che gli italiani firmano gli accordi e poi non li rispettano. Insomma, il Ticino deve far fronte al proprio inquinamento, oltre che a quello proveniente dall’Italia. Se si considera poi che abbiamo 65′000 frontalieri che ogni giorno entrano in Ticino in auto, e che l’80% di essi viaggiano in macchina senza alcun passeggero al loro fianco, allora il quadro è disarmante. Fatto sta che oggi alle ore 12 scatta qualche misura urgente da parte del Cantone per migliorare la situazione: gli 80 km/h sull’autostrada e la fissazione massima a 20 gradi della temperatura negli edifici pubblici. E pensare che fuori le temperature sono ancora caldissime, primaverili! Non immaginiamo che inquinamento ci sarebbe se fuori facesse freddo e se fossero accesi i riscaldamenti delle case a pieno regime! Urgono misure molto più drastiche, come l’obbligo di spostamento in treno per i frontalieri, un vero incentivo per l’acquisto di auto elettriche, l’abbandono progressivo dei riscaldamenti a nafta, il divieto di usare i caminetti a legna, ecc ecc. Le polveri fini vanno ridotte, le polveri fini uccidono.

Sinistra ancora sconfitta. Ennesima sconfitta.

24 settembre 2017

Ci hanno ormai abituato a molte, molte sconfitte: i socialisti sembra quasi che ci godano a perdere, ma va bene così. Per noi e per la Svizzera! Dopo aver perso su diverse iniziative e votazioni negli scorsi anni, eccoli perdenti puntuali pure oggi: sulla riforma delle pensioni. Gli svizzeri hanno votato no, sia all’aumento dell’IVA per finanziare l’AVS, sia ai cambiamenti proposti per AVS e secondo pilastro. La sinistra non ne azzecca una. Perdenti. Anche a livello cantonale hanno perso: i ticinesi hanno infatti accettato la proposta di insegnare la civica nelle nostre scuole, con un sonante 63%. Gli insegnanti dovranno impartire lezioni di civica agli allievi ticinesi, e anche a questa idea di assoluto buon senso la sinistra cantonale era contraria. E nemmeno una levata di scudi da parte dei docenti la popolazione ticinese ha cambiato idea, approvando le lezioni di civica nelle nostre scuole. La sinistra da una parte, il resto del Paese dall’altra, con eccezioni da parte del PPD che talvolta si allea con il Partito Socialista. Avanti così allora! La sinistra che perde e la Svizzera sta meglio.

La civica va insegnata!

10 settembre 2017

Tra gli argomenti da votare nei prossimi giorni, nelle nostre bucalettere ci siamo trovati anche la proposta di insegnare civica nelle scuole dell’obbligo, come materia separata da altre. Finora di solito bisognerebbe impartire lezioni di civica nell’ambito della materia di storia. Il problema è che, non essendoci un programma obbligato da seguire, qualche docente insegna civica, qualche docente no. Qualche maestro fa, qualche altro non fa. E questo non va bene in una Nazione dove c’è la democrazia semi-diretta, dove gli aventi diritto al voto si recano alle urne con regolarità e possono decidere sugli argomenti più disparati. In Svizzera è il popolo che decide, mica uno sparuto gruppo di persone. Tutti noi svizzeri possiamo esprimere il nostro voto, ma per fare questo bisogna essere preparati con delle basi di civica! Ecco perché noi diciamo di votare un bel SÌ all’insegnamento della civica nelle nostre scuole: per dare ai ragazzi, a tutti i ragazzi, gli strumenti per poter recarsi alle urne di voto con delle conoscenze di base della civica. Non è giusto che certi allievi siano ben informati dai propri docenti, e che invece ad altri studenti non vengano impartite lezioni esaustive di civica, solo perché non esiste un preciso programma della materia. Non e giusto che ci siano da un lato futuri votanti ben informati dalla scuola dell’obbligo, e dall’altra parte allievi ignoranti in materia civica. Con questa proposta vi sarà una materia specifica di civica, e tutti gli studenti riceveranno un simile insegnamento. Non capiamo perché la sinistra non sia d’accordo. Forse fa loro comodo avere i futuri votanti poco preparati in questo ambito? Pensano magari di convincere più facilmente a votare per la sinistra se l’elettore è poco afferrato nella civica? Boh. Vedremo.

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Terrorismo globale e islam in Svizzera

26 agosto 2017

Inutile soffermarsi troppo sull’ennesimo attentato di matrice islamica: Barcellona come Nizza. Centinaia di persone sono state abbattute come birilli sulla Rambla della città catalana da parte di marocchini musulmani alla guida di un furgone. E per fortuna che i terroristi avevano pasticciato con delle bombole di gas poco lontano, causando involontariamente un’esplosione che ha ucciso l’imam a capo del gruppo ed impedendo un attacco alla Sagrada Familia. Il bilancio comunque è pesantissimo, con troppi morti e tantissimi feriti. Facciamo notare che gli attentatori erano tutti marocchini ben integrati, ragazzi che giocavano a calcio assieme agli spagnoli, frequentavano il bar della cittadina dove erano cresciuti: si trattava di spagnoli a tutti gli effetti, altro che “vittime della società“, altro che “ragazzi senza futuro”, altro che stronzate che raccontano sempre quelli di sinistra per giustificare l’ingiustificabile. È stato un attentato commesso da cittadini normalissimi, ma che come fede religiosa hanno l’Islam e che in nome di Allah hanno commesso una strage.

Ed ora passiamo agli imam, i predicatori della fede islamica. Vi sono degli imam che predicano l’odio, l’intolleranza, reclutano terroristi, preparano attentati. A Bienne, nella moschea Ar Rahman (come ben illustrato in un servizio in tv dai giornalisti della SRF), le autorità federali sapevano da una decina di anni che l’imam Abu Ramadan diffondeva il suo messaggio di islam radicale e fuorilegge. Ramadan era entrato in Svizzera come rifugiato, scappando (??) dalla Libia a fine anni 90. Ha percepito 600′000 franchi di assistenza sociale, e adesso è a carico della nostra AVS e delle nostre prestazioni complementari. È questo il ringraziamento per la nostra ospitalità e per tutti i soldi che si è cuccato e continua ad intascare: lui predica cattiverie e odio. Si reca regolarmente in Libia e agisce indisturbato. Le autorità elvetiche sanno ma non fanno un tubo, e questo è gravissimo: se non si fa niente, questo fomentatore islamico contiuna a preparare i giovani a diventare terroristi, a disprezzare il Paese che li ospita, ad odiare gli infedeli cristiani, ecc ecc. Questi ingrati ospiti vanno espulsi immediatamente dopo aver scontato la pena per proselitismo, perché sono un pericolo per il Paese, perché è persona non grata. E se gli piace tanto andare regolarmente in Libia, che in teoria lo perseguita, allora può tornarci ad abitare dopo l’espulsione dalla Svizzera. Ma basta prediche illegali nella moschea di Bienne, non esiste che gli imam in Svizzera possano predicare senza una sorveglianza stretta dei discorsi che fanno. Ne va della nostra sicurezza e della sicurezza del mondo intero. Ne va della convivenza tra islamici e tutti i gruppi religiosi nel nostro Paese.

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Due pesi e due misure. La sinistra degli eletti.

14 agosto 2017

Quando la nostra TSI riferisce di saccheggi, manifestazioni non autorizzate, disordini sociali, danni alle cose private o pubbliche, poliziotti feriti, incendi, città in mano agli incappucciati, ecc ecc raramente parla di sinistra estrema. La TSI parla sempre di casseurs, black blocks, anarchici, estremisti infiltrati. Tutte definizioni per parlare di atti vandalici e illegali di persone di sinistra, di delinquenti di sinistra, senza però dire apertamente “sinistra”. Inutile girarci attorno, si tratta di rappresentanti di una certa sinistra illegale e questo fatto deve essere citato senza ghiri-gori. In questi giorni invece non si parla d’altro che dei fatti accaduti in Virginia, negli Stati Uniti: una manifestante di un corteo anti-razzista è stata investita e uccisa da un’auto che si è scagliata volutamente contro (il guidatore dell’auto è un bianco). Si tratta di un episodio terribile che evidenzia quanto ancora negli USA sia irrisolto il problema del razzismo. KKK e tutte le organizzazioni che inneggiano alla supremazia bianca sono un vero problema in America. E la TSI parla giustamente di estremismo di destra: corretto, si trattava di estremismo di destra. Durante i servizi che passano al TG continuano a parlare di estremisti di destra, e ripetono il concetto più volte e più volte. È incredibile quante volte ripetano il concetto di estremismo di destra. Tanto quanto è pazzesco quando fanno di tutto per evitare di dire, tutte le tante volte che vengono messe a fuoco e fiamme le nostre città e tutte le volte che vengono attaccate le nostre forze dell’ordine, che i responsabili di questo terrore urbano sono gli estremisti di sinistra. In conclusione, un giornalismo corretto deve denunciare delitti e crimini, e rivelarne i responsabili. Se si tratta della sinistra va detto “colpa della sinistra estrema”, se i responsabili sono di destra va detto che “colpa della destra estrema”. Chi infrange la legge ha sempre torto, anche se appartiene alla sinistra eletta.

Una festa nazionale per gli insicuri?

5 agosto 2017

Un primo di agosto come molti altri, il Natale della Patria è sempre bello da festeggiare. I falò, quasi sempre vietati per le continue siccità, i fuochi di artificio, i concerti, i discorsi, le parate, tante manifestazioni per ricordare che siamo svizzeri e siamo fieri di esserlo. Con tutte le cose che ci fan girare le scatole, ma al primo di agosto si festeggia la Svizzera. È bello festeggiare, è bello stare insieme agli altri, è bello una volta all’anno ricordare che siamo svizzeri. I cittadini UE non ci capiscono? Ci deridono? Ma cosa importa! Noi siamo così, siamo diversi dagli altri, siamo svizzeri. Tutti nella loro maniera ricordano la festa nazionale, compresi i partiti politici che organizzano ritrovi e pranzi in grande stile. Ma i socialisti no, loro non festeggiano. Loro sono compassati, introspettivi, sospettosi. Il presidente del PS ticinese Mauele Bertoli, intervistato dalla Tsi, ha cercato di giustificarsi alla domanda del perché i socialisti non organizzano nulla per il primo agosto: secondo Bertoli ostenta chi è insicuro. Cosa? Ma che dice? Festeggia e si diverte chi vuole essere positivo, felice, chi non perde l’occasione per socializzare, per far parte di un gruppo, per stare bene!! La verità è che ai socialisti non piacciono i miti, non piacciono le feste per ricordare che siamo svizzeri, non piace sorridere. Poi però si rallegrano quando le altre etnie fanno festa, trovano affascinanti gli usi e i costumi degli altri Paesi. No Bertoli, i socialisti sono tristi e proprio non vogliono dare e darsi la soddisfazione di rallegrarsi di essere svizzeri. Chi festeggia non è insicuro come dici tu, ha magari solo voglia di passare una giornata spensierata. Dal 2 di agosto di ogni anno si ricominci pure a cercare di risolvere i tanti problemi che ci assillano, ma il primo di agosto è meglio sorridere e gioire.

Europa unita. O quasi.

23 luglio 2017

L’emergenza profughi continua in Italia: nuovo record di entrate di richiedenti l’asilo e soprattutto rifugiati economici. La situazione è da tempo fuori controllo e l’Europa è invasa in modo incontrollato; ovviamente gli africani non vogliono restare in Italia e si spostano verso nord, creando tensioni e chiusure delle frontiere tra le Nazioni. Tutto il contrario della tanto decantata libera circolazione e l’opposto degli accordi di Schengen, che chiedono apertura dei valichi all’interno dello spazio Schengen. Ed ora arriva il bello: secondo i vari mega-contratti tra Stati dell’UE, i profughi vanno ripartiti tra le varie Nazioni. Gli accordi di Dublino infatti definiscono chiaramente le varie quote che ogni Stato deve assumersi. Ma in questa Europa mica troppo unita nessuno vuole più extra-comunitari! La Germania strabocca di siriani e islamici, la Svezia cerca di rinviarli perché ne ha già accolti troppi, la Francia non sa più dove metterli, l’Austria minaccia di chiudere il Brennero e di piazzare l’esercito per bloccare le frontiere, in Grecia c’è una crisi economica pazzesca, il Paesi dell’Est sono intolleranti coi nuovi arrivati. Un quadro veramente triste, che ben illustra la situazione insostenibile che si vive in Europa. I risultato è noto a tutti: Italia invasa dagli africani, fatto che genera povertà, tensioni, intolleranza, emergenze sanitarie. E nessuno ha intenzione di aiutare gli italiani, alla faccia degli accordi e della solidarietà nell’Unione Europea. È in questi momenti di difficoltà che si vede quanto unita è l’Europa. E che al Consiglio Federale non venga in mente di aiutare l’Italia: negli anni ‘90 tutti gli Stati bombardavano i Balcani, e alla Svizzera è toccato prendersi oltre 200′000 profughi tra albanesi e kosovari; nessuno ci ha aiutati.

Mai fidarsi degli italiani

29 giugno 2017

Incredibile! Dopo ritardi pazzeschi, arsenico nel terreno, gru che crollano miseramente, tira e molla politici, società che falliscono, e tanti anti altri pasticci all’italiana, ecco che il tratto ferroviario tra Stabio ed Arcisate, ovviamente ancora non ultimato, fa ancora parlare male di sè. Parrebbe che la regione Lombardia non voglia più garantire il viaggio diretto in treno tra Lugano e Malpensa, contravvenendo agli accordi presi con la Svizzera tanti anni fa. Svizzera che oltretutto paga parte dei lavori sul tratto ferroviario in territorio italiano, proprio come contropartita al servizio diretto per raggiungere Malpensa. In pratica le autorità italiane imporranno il cambio di treno a Mendrisio per chi arriva da Lugano, e i treni non avranno scadenza oraria come da accordi presi con la Svizzera, ma solo ogni 2 ore. Inutile dire che i fessi della situazione siamo ancora noi: noi che paghiamo per gli altri, noi che abbiamo concluso da anni la nuova tratta ferroviaria fino a Stabio, noi che siamo dei secchioni e facciamo i compitini fino in fondo e nei tempi concordati, e soprattutto noi che ci fidiamo degli italiani. È l’ennesima dimostrazione di come noi non dobbiamo firmare accordi con gli altri, perché noi ci atteniamo scrupolosamente ai contratti, gli italiani invece quasi mai. Il risultato è che ci troviamo con la linea ferroviaria monca che si interrompe a Stabio, mentre i nostri simpatici amici lombardi non hanno ancora ultimato la loro parte di ferrovia con ritardi di anni rispetto agli accordi, e se anche un giorno la Lugano-Stabio-Arcisate dovesse essere percorribile, gli utenti la potranno usare solo ogni 2 ore e cambiando treno a Mendrisio. Se questo progetto doveva stimolare i ticinesi a prendere il treno per raggiungere Malpensa, diremmo che allora l’obiettivo è stato clamorosamente mancato.

Quando è troppo è troppo

5 giugno 2017

Theresa May, premier britannica, ha preso posizione dopo l’ennesimo attentato di matrice islamica che ha colpito Londra: “quando è troppo è troppo, siamo stati troppo tolleranti“. Esatto. Siamo stufi di sentire da parte dei politici frasi del tipo che questi attentati non ci spaventano, che la vita vada avanti come se niente fosse, che noi siamo più forti dell’odio e del terrore. Col cavolo!! Siamo terrorizzati, le nostre vite e le nostre abitudini sono cambiate eccome: sono cambiate in peggio! Per forza. Era ora che finalmente un politico dicesse la verità su questo argomento, senza ipocrisie. Tolleranza zero. Altro che poveretti, vittime della società, non sono ben integrati, o cazzate del genere! Gli attentatori sono dei criminali, oltretutto spesso nati nel Paese che li ospita, hanno fatto le scuole in Europa: insomma nessuna scusa, nessuna giustificazione. Se questi islamici si sono radicalizzati, è una loro scelta. La May ha ragione: troppa tolleranza fino ad ora! Che si cominci ad essere irreprensibili, ogni segnale di sospetto terroristico venga immediatamente punito, nessuna tolleranza o giustificazione, nessuna lettura di sinistra. Ora basta, ora si deve punire senza se e senza ma. La Granbretagna ha davvero paura: sul proprio territorio si ritrovano decine di migliaia di possibili estremisti islamici, e mica li possono controllare e sorvegliare tutti 24 ore su 24! L’immigrazione incontrollata ha portato in Europa milioni di islamici, e ovviamente tra loro si nascondono migliaia di possibili radicali musulmani. La nostra vita è cambiata e diventerà ancora peggio, tra controlli, restrizioni, stato poliziesco, costi sempre in aumento per finanziare la nostra sicurezza. Ma il messaggio della premier May è chiarissimo: stop alla tolleranza. Nessuna giustificazione agli attentatori e a tutti quegli islamici che mostrano il minimo segno di radicalizzazione.

Svizzeri più euro-scettici. Ma va?

28 maggio 2017

Ci piace sempre tanto quando ci vogliono propinare degli studi scientifici per dimostrare le cose più ovvie e palesi, le sensazioni che si percepiscono tutti i giorni parlando con la gente. Il Politecnico federale di Zurigo, tramite un sondaggio su 1′2oo persone, indica che gli svizzeri sono assai euro-scettici. Lo scetticismo nei confronti dell’Unione Europea sta salendo, e meno di un terzo degli intervistati auspica un avvicinamento allUE. E la tendenza continua, e cioè col passare degli anni aumentano gli euro-scettici. Coloro che sostengono un’adesione all’UE sono meno del 15%: riteniamo che questi 15% siano semplicemente totalmente ignoranti di ciò che succede in Europa, o che siano talmente innamorati di internazionalismo che alla fine siano incapaci di discernere. Ma come si fa a voler aderire all’Unione Europea? È incredibile, è folle! In Svizzera si sta meno bene rispetto a 15 anni fa, ma non stiamo così male come nell’UE!! E tanti problemi ce li siamo tirati addosso proprio con un pericoloso avvicinamento all’Europa. La libera circolazione delle persone ha portato nel nostro Paese tensioni sociali, dumping salariale, disoccupazione, molti casi di assistenza in più: ma sta a noi ridurre questi problemi, noi dobbiamo modulare l’immigrazione finora incontrollata, noi dobbiamo tornare padroni in casa nostra! Siamo indipendenti e vogliamo restare un Paese sicuro, prospero e non vogliamo importare i tanti problemi dell’UE!